IL CANNONE DI ORBAN – Terza parte: La terra trema

Tirare fuori l’enorme cannone dalla fossa di fusione era stato un lavoro improbo. Nonostante si fossero scavati e asportati tutti i materiali che lo tenevano fissato in posizione, ci volle la forza di quindici paia di buoi e una compagnia dedicata di settecento uomini per issare l’enorme canna su alcuni carri affiancati e trasportarla al luogo deputato per il collaudo. Zaganos Pasha, immobile sul suo cavallo, stava ad osservare la lenta e scricchiolante avanzata del mezzo. Ogni buca che ne causava il rallentamento della marcia, talvolta mettendo in pericolo l’equilibrio stesso del carico, lo inducevano a meditare cupo sulla difficoltà ...

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Lo straordinario declino di Bisanzio

Dopo il 1204 ed il saccheggio della città da parte dei Crociati, Bisanzio appare ormai prossima alla fine. Diviso ed impoverito l’impero riuscirà ancora a durare per altri 250 anni. Dei secoli di fioritura artistica e religiosa nel quale, davanti all’inarrestabile avanzata dei Turchi, si organizza anche la …. sopravvivenza. La caduta dell’Impero Romano del 476 ha lungamente affascinato gli storici. Ma per i Bizantini l’Impero Romano ha conosciuto la sua fine solo nel 1204 ed i quesiti posti da Edward Gibbon (Putney 1737 – Londra 1794), autore nel 1776 della famosa “Storia del declino e della caduta dell’Impero Romano”, avrebbero sbigottito ...

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La Venezia bizantina

  Le origini  Venetia et Histria era il nome della provincia romana che comprendeva l’odierni Veneto, Friuli Venezia Giulia e Istria. Con l’affermazione del cristianesimo venne scelta come sede episcopale Aquileia, il centro più importante della zona, che però perse gran parte della sua grandezza per via dell’invasione del 403. Il colpo di grazia fu il secondo saccheggio, avvenuto nel 452.  Qualche anno dopo, ossia nel 476,  Odoacre depose l’ultimo imperatore romano Romolo Augustolo sancendo così la fine dell’Impero Romano d’Occidente. Nel 527 Giustiniano, con la sua renovatio imperii, diede vita ad una nuova politica aggressiva nei confronti dei territori appartenuti ...

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Cognomi greci in Calabria

Brevi avvertenze  La Calabria centromeridionale rimase in buona parte di lingua greca e durante i sei secoli di appartenenza politica all’Impero; si stabilirono nel territorio funzionari ed ecclesiastici; con Niceforo II Foca giunsero colonie di contadini soldati; si diffuse un monachesimo cenobitico che, un po’ impropriamente, chiamiamo basiliano; e la lingua greca rimase usata nella scrittura anche in aree ormai latine, almeno fino al XIV, XV secolo. Si conservarono tuttavia e si possono riscontrare cognomi di colorito neogreco, il cui studio è un utile esercizio di microstoria come indizio di una presenza greca nei suoi aspetti politici e dell’organizzazione ecclesiastica; ...

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