I servizi segreti romani e bizantini
- Login o registrati per inviare commenti
Durante il principato, particolarmente da Domiziano in poi, la sicurezza pubblica fu principalmente affidato a una "specialità" dell'esercito: i cosiddetti frumentarii. La loro funzione principale era curare il rifornimento
di grano per la legione di appartenenza, posizione che consentiva loro di osservare e riferire fatti di interesse per il governo.
Rientravano tra le competenze dei frumentarii anche le attività di controllo della rete stradale, di corrieri, di supervisori dell'esazione fiscali e del teatro dei mimi nella città di Roma.
Essi venivano distaccati al servizio dei governatori provinciali, ma avevano una sorta di quartier generale a Roma, posto sotto il comando di un centurione anziano, il princeps peregrinorum, che rispondeva direttamente al prefetto del pretorio e all'imperatore. Si trattava comunque di una dipendenza funzionale dovuta alla loro particolare destinazione, perchè i frumentarii restavano in linea di principio soggetti alla gerarchia della loro legione originaria.
Il "corpo" fu sciolto da Diocleziano, che istitui la Schola agentium in rebus.
Gli agentes in rebus erano ufficialmente truppe palatine poste sotto il magister memoriam e il magister officiorum, con funzioni simili ai frumentarii sebbene ampliate, soprattutto in relazione al controllo delle attività dei governatori provinciali.
Nella prima epoca bizantina, il sistema continuò sostanzialmente inalterato.
Gli agentes furono definiti magistriani, in quanto dipendenti del magister officiorum.
Nel ottavo secolo, in seguito all'abolizione del ruolo di magister officiorum, è probabile che le competenze dei magistriani passassero ad una struttura facente capo al logoteta del dromo.


