La Guerra Santa nella cultura bizantina
- Login o registrati per inviare commenti
Apro il mio primo topic in questo forum, cogliendo l'occasione per presentarmi. Mi chiamo Matteo, sono di Torino e frequento il quarto anno di Liceo Classico (ho 17 anni). Sono appassionato di storia bizantina da tre anni e vi seguo già da molto tempo, anche se ho deciso di iscrivermi solo ora al forum.
La questione di cui vorrei parlare con voi riguarda il rapporto dei Romaioi con la "Guerra Santa"; vi segnalo prima di tutto lo scritto da cui ho preso spunto http://www.doaks.org/Crusades/CR03.pdf .
In questo a mio avviso interessante estratto, si pongono in parallelo le concezioni di Jihad (nella cultura islamica) e di Guerra Santa (in quella cattolica) relazionandole poi alla concezione bizantina della guerra. In sintesi, l'autore afferma che a Bisanzio non vi fu una specifica "[i]cultura della guerra santa[/i]": le guerre bizantine furono, senza eccezioni, [i]guerre imperiali[/i] , in piena continuità con la tradizione bellica romana; tuttavia erano al tempo stesso tutte "[i]guerre sante[/i]" in quanto intraprese per iniziativa imperiale ( inutile ricordare che tanto l'Imperatore quanto la sua autorità erano sacri). Gli autori bizantini usarono il termine guerra santa ([i]hieros polemos[/i]) solo in riferimento a quelle combattute per il possesso dell'oracolo di Delfi (590 a.C, 449 a.C, 355-347 a.C), in continuità con Tucidide ed Aristotele.
Ovviamente, le pratiche religiose rivestivano un'importanza primaria nel corso del conflitto e delle singole battaglie; esse erano però, in sostanza, sempre della medesima natura, sia che il nemico fosse cristiano sia che non lo fosse. La Chiesa era molto presente nel corso dei conflitti fornendo ai soldati un'intenso supporto spirituale (con cerimonie, tra cui rivestiva un ruolo preminente l'Eucaristia, fin sul campo di battaglia), venivano issate le bandiere con le croci, tra gli urli di guerra figuravano anche "Dio aiuti i Romani" e "La Croce è vittoriosa", eppure quando Niceforo Foca volle che i soldati caduti in battaglia fossero onorati come martiri, la Chiesa si oppose.
La visione di Guerra Santa nella Chiesa ortodossa ed a Bisanzio, infatti, era quella di un conflitto meramente interiore ([i]pneumatikos polemos[/i]) contro le "falangi" di Satana (chiamato [i]strategos[/i]; in tale ambito il lessico religioso si fondeva con quello militare); d'altra parte, invece, le guerre erano tutte, indistintamente, guerre imperiali, in cui la presenza non trascurabile dei rituali cristiani non è tuttavia sufficiente a caratterizzarle come guerre sante o comunque conflitti in cui l'elemento religioso va al di là di funzioni e preghiere per propiziare la buona riuscita dei conflitti stessi.
Questo, almeno, stando a ciò che è scritto nel succitato documento ed a quello che sono propenso a pensare io, nonostante la mia infinita ignoranza.
Nell'augurarmi che nasca una discussione fruttuosa per tutti, colgo l'occasione per salutare l'intera comunità.


