L'Athos e qualche brevissima nota

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leone
Ritratto di leone
Iscritto: 09/22/2006

Il Monte Santo
L'Athos, il monte che domina la più orientale delle tre propaggini della penisola Calcidica, è il simbolo di un luogo immerso in un ritmo di preghiera intenso, che effettivamente a volte dà l’impressione di radicarsi in ritmi che trovano il loro equivalente in occidente solo nel Medioevo. La bellezza che spira dall’insieme è davvero impressionante anche se talvolta si registra una rigidità di atteggiamenti al limite tra un atteggiamento spiritualmente positivo ed un semplice limite individuale. D'altra parte questo è molto spesso comprensibile: protegge uno stile di vita raro, che crea nel pellegrino una capacità di immergersi, se ha la giusta disposizione, in profondità assolutamente impossibili da immaginare per l'uomo moderno, spesso continuamente distratto (distratto nel senso tecnico nel quale si intende il termine, quando si parla, ad esempio,di distrazione di fondi nei processi giuridici). La spiritualità ortodossa è incomparabilmente superiore a quella delle altre confessioni cristiane e per me è una semplice constatazione che non vuole offendere nessuno. Con le altre confessioni però,anche alcuni ambienti monastici ortodossi, e neppure l’Athos ne è esente, patiscono una sorta di incapacità a cogliere la dimensione spirituale della sessualità.E' stato scritto che: "Le donne non sono ammesse, visto che i monaci le considerano alla stregua di una delle tentazioni di Satana". Era appunto a questi atteggiamenti ai quali pensavo quando parlavo di limiti individuali: in realtà non può essere quella la motivazione al divieto di ingresso alle donne, ma di un metodo legittimo d’ascesi, che include degli sviluppi escludendone necessariamente altri: le vie spirituali non le si può percorrere tutte contemporaneamente. Quei monaci che la pensano invece in quel modo sono in evidente contrasto con i Santi Canoni. In particolare ve ne sono alcuni del Concilio di Gangra che metterebbero a nudo questo errore, piuttosto grave. La proibizione dell'accesso all'Athos è stata introdotta agli inizi del 1000, quando la Chiesa Romana dall'altra parte( intorno al 1070 se non erro) introduceva l'obbligo del celibato per i sacerdoti. Un santo monaco calabrese ortodosso di allora (Luca il Grammatico) prese posizioni durissime contro il provvedimento cattolico, giudicato disumano ed in contrasto con la Tradizione dei Padri. Pochi o molti che siano quelli che lo hanno fatto, il valore della sessualità e del matrimonio è sempre stato riconosciuto nella Tradizione cristiana, anche se spesso si è cercato di ridurne la portata e rendere sterile la via spirituale alla quale essa è collegata: quella matrimoniale e dell’amore coniugale. L’ errore però dell’imposizione del celibato non è stato compiuto dalla Chiesa Ortodossa e il patrimonio liturgico legato al matrimonio è molto più esplicito dei limitati orizzonti spirituali di alcuni. Detto questo, però, devo aggiungere che se è diabolico pensare che la donna sia uno strumento diabolico, è assolutamente legittimo scegliere una strada piuttosto che un’altra e che è molto più diabolica la deformazione della sessualità in atto in tutto il mondo, non certo ad opera dei monaci o dei religiosi. D’altronde anche limitatamente al piacere sessuale le vie spirituali avrebbero moltissimo da insegnare all’uomo attuale.C'è nella mentalità occidentale ed in parte di quella orientale più recente un'assoluta incapacità di cogliere la dimensione spirituale del sesso e la teofanicità del corpo femminile (oltre che di quello maschile). Così, quando alcuni religiosi si sforzano di trovare dei difetti alla bellezza femminile, mi vengono in mente delle bellezze davvero angeliche e scioccanti nella loro intensità che mi sembra pura blasfemia offendere: è come offendere un fiore!
L’ospitalità sull’Athos è un esempio di amore e di rispetto, come il fatto che rifiutino i sacramenti ed anche quelli che la scolastica in occidente chiama sacramentali ai fedeli delle altre confessioni: l’ipocrisia è bandita e l’opera di carità più autentica è il servizio alla verità.
La penisola dell'Athos, è vero, è totalmente immersa nel verde e offre un paesaggio molto suggestivo, ma non è proprio l'unico luogo totalmente dedicato alla preghiera e al culto di Dio, già nella sola Grecia, ci sono le Meteore e numerosissimi altri monasteri incentrati sullo stesso unico scopo. Non ho potuto visitare l'estremità nord-orientale e quindi non so niente del romitorio di Aghios Andreas dove è situata la Scuola Ieratica Athoniada, ci proverò quest’anno e relazionerò per gli interessati. Almeno, però, quando ci sono andato l’ultima volta io (2006), era presente la corrente elettrica in tutti i monasteri, tranne credo in quello serbo, che ho visitati. Tra l’altro l’Athos era un grande cantiere e molti lavoratori manifestavano un rispetto davvero sentito al luogo. Molti monasteri infatti vengono ristrutturati, e ci sono pulmini che spostano turisti e pellegrini da una parte all’altra. Anche lì, senza una preparazione interiore, è del tutto inutile, credo, cercare fenomeni più o meno eclatanti come il luccichio dell’aria, il profumo della santità o l’eremita che aspetta noi per aprirci i segreti dell’Invocazione del Nome di Gesù. L’ascesi è un agone al quale non ci si dedica a tempo perso o quando si è in ferie e questo, specie oggi, può risultare anche estremamente penoso!

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