Yazdagard III il leone
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"Yazdagerd non sapeva se fidarsi molto dei suoi alleati. Dopotutto era colpa loro, di quegli infidi, disgustosi "rumì" che il grande impero che aveva ereditato era stato prostrato e messo in ginocchio. Se non fosse stato per il fatto che anche loro avevano subito gravi perdite, tra cui la terra santa, avrebbe quasi creduto che gli arabi ce li avessero mandati loro, contro Ctesifonte... Beh...ad ogni buon conto occorreva fare buon viso a cattiva sorte. Ora era legato a loro, non solo da alleanza ma anche dal più forte vincolo della sua nuova fede cristiana. Chissà che il Cristo avrebbe avuto successo dove Zoroastro aveva fallito...Erano passati anni da quel tragico giorno ai pozzi di Kadizia.
Anni passati a resistere, e ricostruire, per quanto si poteva. Aveva fatto di Mary la sua nuova capitale, una piccola Ctesifonte nel cuore del Khorasan. Aveva fatto tutto ciò che, nei limiti del possibile era realizzabile, per attirare quanti più persiani possibile sotto la sua sovranità. Inizialmente molti avevano preferito rimanere sotto i nuovi padroni. Ma lentamente...
Altri anni erano passati nel combattere i turchi e i sogdiani, che pareva non vedessero l'ora di infliggere il colpo di grazia alle ultime vestigia del regno iraniano. E ora le fertili piane di Karakum erano di nuovo in suo possesso...
Altri anni ancora a combattere nei monti Elburz, fino alla conquista di Rey...
e infine nell'Azerbaidzan, alle porte di Ganjak.
Anche i Rumì avevano combattuto, contro queste voraci cavallette, per anni e anni. Anche loro avevano subito il vorace appetito di sciacalli che cercavano di approfittare della loro debolezza...
E finalmente, mentre lui era diventato un vecchio incanutito a cui non restava molto da vivere, erano stati graziati con l'ascesa al trono di un giovane forte, scaltro e capace. Erano passati ora dieci anni da quando quel ragazzo era diventato imperatore. Lo stesso numero di anni trascorsi da quando Persiani e Bizantini si erano uniti contro il comune nemico...lo stesso numero di anni trascorsi dall'ufficiale conversione al cristianesimo dell'impero di Persia....
E ora quel pazzo sbarbatello gli aveva chiesto l'impensabile!
salvare Costantinopoli con il suo aiuto!
Bene!...se il suo compito era proprio quello di morire in una grande battaglia campale contro l'antica Ecbatana per salvare la pellaccia a Costantinopoli...
Diede di sprone e urlò: "Avanti Savaran!, Avanti per il Parviz!.... "
Beh, è un'ucronia piuttosto assurda che non sta nè in cielo nè in terra....
però è piuttosto divertente, che ne pensate?
