4 Novembre 1918: Austria Kaputt
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La leggenda del Piave
Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
il Piave mormorò: "Non passa lo straniero!"
Ma in una notte triste si parlò di un tradimento
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto,
poiché il nemico irruppe a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i suoi ponti.
S'udiva allor dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio de l'onde.
Come un singhiozzo in quell'autunno nero
il Piave mormorò: "Ritorna lo straniero!"
E ritornò il nemico per l'orgoglio e per la fame
voleva sfogar tutte le sue brame,
vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora!
No, disse il Piave, no, dissero i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan l'onde.
Rosso del sangue del nemico altero,
[b]il Piave comandò: "Indietro va', straniero![/b]"
Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento
e la Vittoria sciolse l'ali al vento!
[b]Fu sacro il patto antico, tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro e Battisti![/b]
[b]Infranse alfin l'italico valore
le forche e le armi del'impiccatore![/b]
Sicure l'Alpi, libere le sponde,
e tacque il Piave, si placaron l'onde.
[b]Sul patrio suol vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò né oppressi, né stranieri![/b]
PROCLAMA DEL GENERALE DIAZ
IV NOVEMBRE MCMXVIII ORE 13
LA GUERRA CONTRO L 'AUSTRIA-UNGHERIA CHE SOTTO L'ALTA GUIDA DI S.M. IL RE DUCE SUPREMO L'ESERCITO ITALIANO INFERIORE PER NUMERO E PER MEZZI INIZIO' IL XXIV MAGGIO MCMXV E CON FEDE INESORABILE E TENACE VALORE CONDUSSE ININTERROTTA AD ASPRISSIMA PER XLI MESI E' VINTA.
LA GIGANTESCA BATTAGLIA INGAGGIATA IL XXIV DELLO SCORSO OTTOBRE ED ALLA QUALE PRENDEVANO PARTE CINQUANTUNO DIVISIONI ITALIANE TRE DIVISIONI BRITANNICHE DUE FRANCESI UNA CZECO-SLOVACCA ED UN REGGIMENTO AMERICANO CONTRO SESSANTATRE' DIVISIONI AUSTRO-UNGARICHE E' FINITA.
LA FULMINEA ARDITISSIMA AVANZATA DEL VENTICINQUESIMO CORPO D'ARMATA SU TRENTO SBARRANDO LE VIE DELLA RITIRATA ALLE ARMATE NEMICHE DEL TRENTINO TRAVOLTE AD OCCIDENTE DALLA TRUPPE DELLA SETTIMA ARMATA E AD ORIENTE DA QUELLE DELLA PRIMA SESTA E QUARTA HANNO DETERMINATO LO SFACELO TOTALE DELLA FRONTE AVVERSARIA.
DAL BRENTA ALA TORRE, L'IRRESISTIBILE SLANCIO DELLA DODICESIMA, DELL'OTTAVA, DELLA DICIOTTESIMA ARMATA E DELLE DIVISIONI DI CAVALLERIA, RICACCIA SEMPRE PIU' INDIETRO IL NEMICO FUGGENTE.
NELLA PIANURA S.A.R. IL DUCA D'AOSTA AVANZA RAPIDAMENE ALLA TESTA DELLA SUA INTATTA TERZA ARMATA, ANELANTE DI RITORNARE SULLE POSIZIONI DA ESSA GIA' VITTORIOSAMENTE CONQUISTATE CHE NON AVEVA MAI PERDUTO.
L'ESERCITO AUSTRO-UNGARICO E' ANNIENTATO:ESSO HA SUBITO PERDITE GRAVISSIME NELL'ACCANITA RESISTENZA DEI PRIMI GIORNI E NELL'INSEGUIMENTO HA PERDUTO QUANTITA' INGENTISSIME DI MATERIALE DI OGNI SORTA E PRESSOCHE PER INTERO I SUOI MAGAZZINI E I DEPOSITI:HA LASCAITO FINORA NELLE NOSTRE MANI TRECENTOMILA PRIGIONIERI CON INTERI STATI MAGGIORI E NON MENO DI CINQUEMILA CANNONI.
I RESTI DI QUELLO CHE FU UNO DEI PIU' POTENTI ESERCITI DEL MONDO RISALGONO IN DISORDINE E SENZA SPERANZA LE VALLI CHE AVEVANO DISCESO CON ORGOGLIOSA SICUREZZA.
COMANDO SUPREMO
GENERALE DIAZ
Che altro aggiungere? La I Guerra Mondiale fu il vero banco di prova dell'unità nazionale, il compimento di tutto il Risorgimento.
Anche dopo il disastro di Caporetto la Nazione mostrò un' incredibile capacità di ripresa e una straordinaria coesione interna: nessuno accolse gli Austriaci come liberatori, non ci fu nessun tentativo di ripristinare il potere temporale del Papato e nessuno sognò di richiamare il Borbone a Napoli.
Tutto il Paese fu pervaso dal fervore patriottico, ma poi l'ingordigia e la miopia di Francia e Inghilterra produssero il mito della "vittoria mutilata".
Considerazione forte? Forse, ma già da ragazzino non capivo perchè Grecia e Romania avessero avuto come compenso territori molto più estesi di quelli toccati all'Italia, pur avendo dato alla causa dell' Intesa un contributo irrilevante o addirittura controproducente ( la Romania nell'arco di tre settimane venne occupata dagli Imperi Centrali , che si appropriarono di ingenti quantitativi di grano e petrolio).


