I regni dei Visigoti
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Nel 418 i Visigoti avevano ottenuto da Onorio l’ [b]Aquitania[/b], una delle regioni più belle della Gallia. Su questa terra essi stabilirono il loro [i]regno di Tolosa[/i], così detto dalla capitale fissata appunto a Tolosa. In realtà, a differenza del regno africano dei Vandali, quello dei Visigoti era tale solo di fatto e non di diritto. Il [i]foedus[/i] stabilito dal re [b]Vallia[/b] con l’imperatore li considerava, infatti, ospiti dei Romani. Ma l’ [i]hospitalitas[/i] concessa ai Visigoti era particolarmente generosa.
Di norma i popoli ospiti venivano accolti nelle case dei Romani, delle quali occupavano un terzo dello spazio, e venivano nutriti con prelievi di viveri dai magazzini pubblici.
I Visigoti, invece, ricevettero [b]due terzi[/b] dello spazio abitativo delle case e non ebbero il grano pubblico, ma i due terzi dei campi dei romani. Nei fatti dunque il rapporto di ospitalità era capovolto: il nuovo [i]foedus[/i] fece dei Visigoti i veri proprietari delle terre sui quali erano ospitati, e li trasformò, da popolo guerriero abituato a continue migrazioni, in popolo stanziale e dedito all’agricoltura.
Della situazione precedente allo stanziamento dei Visigoti, i Romani conservarono solo l’autonomia giuridica e amministrativa, poiché essi non furono sottoposti alle leggi dei barbari ma continuarono a essere amministrati da funzionari e da giudici propri secondo le leggi romane.


