Un confronto tra Oriente e Occidente
Lo storico Peter Brown analizza con efficacia il diverso quadro sociale venutosi a creare nell'Impero Romano durante i due secoli del'età tardo antica. E da queste differenze , semplici ma concrete, si riesce a comprendere perchè la metà orientale riuscì a sopravvivere, pur mutandosi nella realtà bizantina.
Dal tempo della conquista da parte della repubblica romana, ampie zone dell'Occidente erano sempre rimaste agricole e molto sottosviluppate. Un'economia così primitiva non poteva far fronte alle complesse ripercussioni di un secolo di tassazioni senza precedenti. Nel V secolo la ricchezza dell'Occidente si era trasformata in una palla di neve nelle mani di poche famiglie : tra l'uomo medio e il governo imperiale si ergeva un'oligarchia di senatori. In oriente, la maggiore importanza del commercio e il moltiplicarsi di città piccole ma piene di vita nell'entroterra mediterraneo aveva creato una società più equilibrata, persino più egualitaria. I proprietari terrieri di una città greca potevano essere molto ricchi e molto conservatori,ma, mentre la Gallia e l'Italia diventavano possedimenti di una mezza dozzina di clan, nella sola Antiochia almeno dieci famiglie erano in lotta per il predominio.[...] Una classe gentilizia così uniformemente distribuita non fu mai messa in ombra o in soggezione da proprietari terrieri strapotenti : essi costituirono una inesauribile riserva di funzionari civili colti e coscienziosi per l'amministrazione di Costantinopoli, e durante tutto il periodo tardo romano decorarono la loro città con statue, iscrizioni e chiese la cui ricchezza incomincia ad essere riscoperta solo ora dagli archeologi in Turchia.
Inoltre i contadini dell'Asia Minore, Siria ed Egitto erano molto diversi dai servi della gleba, segregati e costretti con la forza a lavorare nelle province occidentali. Essi ottenevano per il grano che portavano in città un prezzo sufficiente a pagare l'affitto e le tasse. Pertanto erano in grado di soddisfare le richieste del governo senza essere mandati nelle tenute dei grandi proprietari. Alla metà del V secolo la differenza di atmosfera tra le due parti dell'impero era in gran parte conseguenza del diverso ruolo che vi rappresentava l'uomo qualunque. Quando la Gallia era terrorizzata dalle rivolte contadine provocate dalle tasse e dagli affitti esorbitanti, gli agricoltori della Siria settentrionale potevano costruirsi solide case di pietra in villaggi oggi abitati da pochi nomadi; i proprietari palestinesi avevano mantenuto con efficienza un sistema idraulico che faceva del lago di Galilea e del Negev un giardino lastricato di vivaci mosaici; i contadini dell'Egitto esprimevano la loro tenace indipendenza e il loro ingegno nei grandi complessi monastici della Tebaide. Il divario tra l'Europa Occidentale e il Mediterraneo orientale, che è la più importante eredità immediata del mondo tardo antico, risale a questi contrasti, modesti ma concreti.
( da P.Brown, Il mondo tardo antico)
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