Trasformazioni urbano-architettoniche nell'alto Medioevo in Italia

Premesssa
Il presente articolo è una sintesi di uno studio dell'autore sul tema delle trasformazioni urbane nell'alto medioevo.Esso consta di più parti in continua costruzione ed evoluzione .
Al momento sono presenti le prime due parti a cui ne seguiranno gradualmente altre appena la ricerca e sintesi sull'argomento saranno completate e pronte per la pubblicazione.
Le origini
Vorrei partire da un'immagine che spesso uso come metafora per cercare di spiegare ciò che veramente intendo esprimere quando parlo del grande cambiamento epocale per l'intera civiltà occidentale.
Cos'è accaduto quando l'uomo antico ha chiuso la sua casa romana ed ha aperto quella medievale?
Quali sono state le cause che hanno condotto in circa 500 anni un cambiamento radicale che ha interessato in modo sistematico ogni componente della società dell'epoca ,compresa l'architettura e l'urbanistica?
Prima di tutto analizziamo ciò che ha preceduto la chiusura della porta della casa romana.
La crisi della città antica ha come base di partenza la graduale mutazione del sistema economico romano.
Le civitas, gestivano un territorio basato sia sulla grande proprietà fondiaria,sia da piccoli proprietari terrieri,che interagendo tra di loro,animavano il mercato agricolo,l'artigianato ed il commercio.
Questi ultimi oltre a lavorare la loro piccola proprietà ,prestavano saltuariamente la loro opera ai grandi latifondisti.La grande villa rustica funzionava come una vera piccola azienda con manovalanza fissa e stagionale.Era il punto di riferimento del territorio che dal punto amministrativo,tramite i vici,era controllato dalle città della quale spesso il grande proprietario ne faceva parte come membro del ceto dirigente.
In quest'organizzazione costituita dal rapporto piccola proprietà/grande proprietà/vici/città ,portava un dinamismo economico dal quale ne traeva beneficio sia il territorio(esso veniva bonificato,drenato,coltivato con grande varietà di colture) che la città capoluogo. Con l'aumentare dell'incertezza politica e delle tasse , la piccola proprietà fondiaria rimase strozzata e cederà la sua libertà al grande latifondista il quale vincolerà al podere il suo nuovo dipendente,creando i presupposti per la nascita della servitù della gleba ,che indurrà gradualmente ad una crisi del sistema economico sociale romano.Con l'avvento del latifondo il paesaggio rurale incomincia a modificarsi(terre incolte,impaludamento) e la villa rustica diverrà sempre un luogo alternativo alla città ormai in piena crisi demografica e di potere. A tale condizione economica si aggiunse l'insicurezza dei confini imperiali.Le città in special modo del nord non erano più sicure .Dal periodo augusteo in poi,con il consolidamento del potere imperiale e la sicurezza dei confini, esse avevano avuto uno grande sviluppo sia urbanistico/architettonico ,liberandosi dal limite delle mura .
Con la crisi economica/politica e militare del III / IV secolo d.C., l'impero dimostrò tutta la sua fragilità ed i cosiddetti barbari ne approfittarono per iniziare quel graduale e corrosivo spostamento entro i confini dell'impero.
In seguito a tali fenomeni le città ripresero in seria considerazione il recupero delle antiche mura e le adattarono alle esigenze drammatiche del momento.
In alcuni casi come Roma le nuove fortificazioni inglobarono buona parte dell'espansione avvenuta nel periodo imperiale,in altri casi le città lasciarono fuori la parte non difendibile che con il tempo venne gradualmente abbandonata.
I ceti urbani incominciarono ad indebolirsi per cedere il potere ai grandi latifondisti che ormai dominavano il territorio e si mostravano sempre più indipendenti dal potere centrale.
Il problema del rafforzamento delle mura urbane fu una costante delle città di fine impero.
Gradualmente incominciò un fenomeno di ritiro urbano su antiche posizioni che culminerà nell'alto medioevo. Per quando riguarda la città e la sua componente abitativa si assiste ad un lento decadere delle strutture ad insula ed anche le stesse ville urbane vengono abbandonate o parcellizzate per altri usi.
La lenta decadenza del territorio accompagna anche la città;le campagne gradualmente si spopolano,i campi vengono abbandonati e la villa rustica diviene il centro di aggregazione trasformandosi gradualmente in villa fortificata con propri armati.
La città ormai provata si spopola e tende a ritirarsi sempre di più su posizioni più facilmente difendibili.
Con la devastante guerra gotica sia il territorio che la città ricevono una ulteriore spallata alla loro traballante esistenza.
Molti centri scompaiono,altri emigrano in siti più sicuri.
Ma è con i Longobardi che si ha il definitivo mutamento delle condizioni socio/economico/architettoniche ed urbanistiche che porteranno alla totale trasformazione del territorio,della città e delle sue varie componenti.
I fenomeni urbani che contraddistinsero il periodo compreso tra il tardo impero ed l'arrivo dei Longobardi possiamo sintetizzarli in tali punti:
1) il fenomeno della città retratta;
2) le città scomparse;
3) le città traslate;
4) le città di nuova fondazione o di nuova importanza ;
5) le nuove aggregazioni nel territorio rurale;
6) il nuovo rapporto tra città e territorio.
Le varie tipologie di mutazione urbana
La città retratta si configura in due modi :
a) retratta intorno ad un nucleo fortificato o più difendibile;
b) retratta in nuclei abitativi sparsi .
La città retratta intorno ad un nucleo fortificato è l'esempio più diffuso.
In genere esse si contraggono fisicamente in una posizione dal punto di vista difensivo molto più consona alle nuove esigenze storiche.
In media i nuovi nuclei occupano un terzo dell'area della città antica ed il polo di attrazione e concentrazione diviene l'antica arce trasformata in castello o comunque in un complesso difensivo di valenza territoriale.La situazione orografica inoltre influirà molto sul nuovo tipo di aggregazione.
Ci ritroviamo di fronte ad un tipo di modello urbano simile a quello arcaico ove la città sorgeva sulla parte più alta del territorio per ovvi motivi strategici ed economici.La nuova città convive con quella antica all'interno del vetusto perimetro delle mura ed il paesaggio urbano è caratterizzato da rovine di edifici abbandonati : “la città rupta”.
Esaminiamo alcuni esempi che illustrano bene tale fenomeno urbanistico:
Bologna , Orvieto e Sessa Aurunca .
L'antica Bonomia ,nella fase tardo-imperiale,in seguito alle invasioni barbariche, decise di costruire la sua prima cinta di mura detta di selenite per il materiale impiegatovi(pietra di gesso)circoscrivendo una parte dell'area urbana antica.
Il nucleo della città si spostò intorno al palatium tardo imperiale ,poi bizantino,mentre il foro e le altre strutture antiche vennnero escluse dalla nuova perimetrazione urbana.
La città di Orvieto si ritirò ,dopo l'espansione in età classica verso la pianura,sull'antico e parzialmente abbandonato sito etrusco divenuto dopo la conquista romana l'arce della nuova città .
Sessa Aurunca si presume che abbia conosciuto due momenti di contrazione urbana.
La prima nel periodo di crisi tardo imperiale quando la parte sviluppatasi tra il I sec a.C. e il I sec. d.C. è gradualmente abbandonata poiché sfornita di mura,spopolata ed estesa su un'area troppo vasta da difendere.La città ritorna nei confini tardo repubblicani e presumibilmente dopo avere restaurato le mura urbane verificatosi tra il IV/ V sec.d.C. quando da dati archeologici l'area del teatro romano(ubicato a ridosso del pomerio) risulta spoliata dai marmi ed ormai coperta da uno strato di circa 60 cm di terriccio.(1)
La seconda più significativa vedrà il centro ritirarsi sulla parte più alta dell'abitato,probabilmente dalla seconda metà del VI secolo d.C. dopo la conquista longobarda,difeso dalle possenti mura del IV sec. a.C.,attorno all'arce sede della primitiva struttura del castello.
Gradualmente la città si ritirò verso una zona più difendibile grazie anche alla particolare orografia del sito lasciando ai suoi piedi il suo antico centro urbano e monumentale che andrà a costituire la città rupta di cui l'area fu ancora considerata di pertinenza della nuova entità urbana.
La città retratta in nuclei sparsi è costituita dalla parcellizzazione interna della città antica.Il nucleo antico si frammenta in vari punti di aggregazione per varie cause (orografia, difesivi,presenza di un complesso di forte individualità architettonica ed urbanistica, civile o religioso),fin quando uno di questi primeggerà sugli altri.
Roma medievale ne è un esempio famoso.
La città eterna si divise tra l'area del Vaticano,l'ansa del Tevere dominata dalla mole Adrianea- trasformata successivamente in castel S. Angelo- ed altri nuclei minori sorti attorno alle altre basiliche costantiniane.
Un ulteriore esempio è la trasformazione dell'antica Capua .
Una delle città più prestigiose dell'impero romano, si frantumerà in vari villaggi che avranno ,come nell'esempio di Roma,le basiliche costantiniane e l'anfiteatro campano come punti di aggregazione.Tra questi domineranno il nucleo di S. Maria Maggiore che ebbe come polarizzatore l'omonima basilica costantiniana (conserva tutt'ora le cinque navate),e Berolais ,il citato anfiteatro campano trasformato dai longobardi in fortezza.
Il fenomeno delle città scomparse è anch'esso una costante della fase tardoimperiale che accompagnerà la storia urbanistica della nostra penisola ,e non solo, in tutto l'alto medioevo.
I motivi per cui le città scomparvero possono essere riassunti nei seguenti punti:
1) cause belliche/demografiche/economiche;
2) cause naturali.
I centri romani del nord Italia e del nord Europa furono i primi ad essere interessati dalle incursioni delle orde barbariche.Questi flussi migratori si unirono ad una profonda crisi economica e demografica che attanagliava l'impero.Anche i centri costieri risentirono di queste cause ed addirittura nell'Etruria scomparvero 13 centri su 24.In genere i cittadini trovarono rifugio o in altre città vicine oppure si sparpagliarono nel territorio e dando origine alla nascità di nuovi nuclei abitativi.
Le città scomparse per motivi naturali sono legate alle forti variazioni climatiche che interessarono l'Europa tra il V/VI sec. d.C.che provocheranno inondazioni,variazione della situazione idrogeologica,impaludamento dei territori in seguito alla scarsa manutenzione dei canali ,terremoti e bradisismi.
Cito due città scomparse in seguito a tali avvenimenti:Baia e Sinuessa.
Baia ,ricca città del golfo di Napoli,era meta in tutta la fase imperiale degli ozi romani che per tale motivo fu arricchita e resa famosa.In seguito ai fenomeni sismici verificatesi nel tardo impero essa scomparve in buona parte nel mare ed i cittadini si distribuirono tra Puteoli,Neapolis e nel rimanente territorio costiero campano.
Sinuessa fu un ricco porto e centro agricolo posto sulla costa dell'alta Campania.
Le ragioni della sua scomparsa possono essere una summa delle varie cause che interessarono le altre città che seguirono la stessa sorte.Il terreno ove sorgeva era già caratterizzato da una piccola depressione che si accentuò con continui e frequenti fenomeni di bradisismo ,che a detta degli studiosi della materia,furono anche la causa dell' inabissamento di un piccolo promontorio adiacente al porto.
Il continuo abbassarsi del terreno,le incursioni barbariche provenienti dal mare e da terra ,la mancanza di mano d'opera necessaria per la manutenzione dei canali di drenaggio delle acque causarono l'abbandono della città ormai invasa dalla palude che vi rimarrà fino agli anni '50 del XX secolo.
Le città traslate consistono in quei centri urbani che emigrarono in modo compatto ,per volontà dell'autorità,in un luogo più sicuro portando con se il toponimo originario.
Esempio emblematico da citare è sicuramente l'antica Capua .
Essa dopo essersi frammentata all'interno delle sue mura in vari villaggi subisce nell' 841 l'attacco saraceno al quale fu attribuito la distruzione di alcune basiliche e ciò che rimaneva delle antiche mura.
Dopo tale avvenimento l'autorità longobarda- il conte Landone- in accordo con le altre autorità civili e religiose- decise di traslare la città nei pressi del tempio di Diana Tifatina nel castron di Sicopoli chiamato così in onore del duca Sicone di Benevento.
Dopo una breve permanenza nel primo sito,per motivi di sicurezza (il nuovo insediamento fu distrutto da un'incendio) e di controllo dell'antico tracciato dell'Appia la città fu di nuovo traslata nell'ansa del fiume Volturno ove sorgeva il porto fluviale di Casilinum.In questo caso oltre al sito fu traslato anche il vecchio toponimo di Capua.
Con la scomparsa o la decadenza di alcune città floride nel periodo romano,altre centri verranno fondati oppure assumeranno la nuova guida del territorio di appartenenza.
Tra le nuove entità ricordiamo Venezia e gli agglomerati che le diedero vita,Amalfi che diverrà una delle repubbliche marinare, Salerno kastron bizantino poi capitale di uno dei più importanti principati della Longobardia meridionale.
La città di Neapolis ad esempio fu una delle città che percepì poco della crisi tardo imperiale in quanto non solo non subì alcuna contrazione dell'abitato,ma dal periodo bizantino in poi acquisterà maggiore importanza,divenendo un potente ducato ed il suo porto soppianterà quello di Puteoli.
Si arricchirà di nuovi quartieri e mura che avranno come direttrice la costa,per non parlare delle basiliche bizantine ed altri importanti monumenti.
Con la crisi della città,la campagna divenne in molti casi il nuovo centro di aggregazione in genere attorno ad una villa fortificata ove il patrizio latifondista dispensava sicurezza in cambio del lavoro legato alla sua proprietà.Si incominciarono a creare embrioni di villaggi.
Dal VI sec queste dimore in parte vennero sfrattate dai nuovi padroni longobardi e parcellizzati ad altri usi.Dai documenti d'epoca emerge la presenza di una serie di piccoli agglomerati semiautonomi a cui il signore longobardo concesse una maggiore libertà rispetto al capestro latifondista.Abbiamo quindi la presenza di vici,villae,loci,casalia,e la testimonianza di una certa vitalità anche artigiana che mancava alle città.Tutto ciò sarà la base della nascita di borghi anche fortificati che avranno nella successiva economia curtense un significato più forte e vincolante.
Da tali fenomeni ovviamente si altera il rapporto città/territorio.
Nella fase antica la città era un faro di civiltà,un punto di incontro e scambio tra le diversi componenti sociali ed economiche del territorio.Nel periodo altomedievale essa è in ritirata e non solo fisica,ma anche economica rispetto al nuovo vitalismo espresso dalle nuove aggregazioni rurali.La città diventa sempre più castrum ,nel senso di luogo di difesa,luogo del signore, in cerca di una propria nuova identità socio/politica/economica che non avrà se non con la nascita del ceto borghese o con l'arrivo nuovi dominatori.
Bibliografia :
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M.Sanfilippo –“Dalla crisi urbana del periodo tardoantico alla città tardomedievale". In “Le città”-collana “Capire l'Italia” – T.C.I. Milano 1978
C.de Seta – “ Le città nella storia d'Italia” – Napoli –“La città greco/romana” – Laterza -Bari 1980
M.Pagano - "SINUESSA -STORIA ED ARCHEOLOGIA DI UNA COLONIA ROMANA "-ED. DUOMO
T.Colletta -" LE CINTE MURARIE URBANE DELLA CAMPANIA - TEANO,SESSA AURUNCA ,CAPUA"- ED. SCIENTIFICHE iTALIANE -NAPOLI 1996
N. Christie - " I LONGOBARDI -STORIA E ARCHEOLOGIA DI UN POPOLO " -ECIG GENOVA -1997
(1) S.Cascella -" Il teatro romano di Sessa Aurunca" -Ed. Caramanica & SINECHO INTERNATIONAL -2002
P. Galletti – “Uomini e case nel Medioevo tra Occidente e Oriente” – Editori Laterza –2001
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