L'epoca di Giustiniano il Grande
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Riguardo la faccenda dell'Impero Giustinianeo: ricostituire un orbis romana politicamente e culturalmente unificata era un progetto militarmente e spiritualmente( nel senso di un'uniformità religiosa) difficile da realizzare, come poi si rivelò alla prova dei fatti.L'Europa, termine che verrà utilizzato a partire dall'epoca Carolingia, dopo la fine del conflitto seguì un destino sempre più scisso dall'Oriente,dal punto di vista della cultura che si insediò sui territori Romani. Fu un enorme dispendio in termini finanziari nonchè in termini di vite umane per delle conquiste che ressero per una manciata di anni ( a fronte dei trenta impiegati per conquistare ciò che venne annesso). Il trentennale conflitto fu in netta antitesi con quanto venne propagandato nelle opere storiografiche e artistiche dell'epoca ( vedi il mosaico della maestà Imperiale a San Vitale in Ravenna: La celebrazione ostentata e magniloquente della riavvenuta " Renovatio Imperii" fu in stridente contrasto con le distruzioni e i massacri perpetrati sul suolo Italiano, in netto contrasto col prezzo pagato, in termini di dispendio finanziario e dispiego di forza militare. Il benessere e la prosperità che in un certo modo segnarono il regno degli Ostrogoti e del loro più illustre re, Teoderico,vennero seriamente compromessi da un'ondata incomparabile di violenza che debilitò pesantemente l'Italia e che, di riflesso, debilitò anche l'Impero stesso, impedendogli di reagire efficacemente e prontamente all'invasione Longobarda che cambiò radicalmente( o quasi) l'Identità culturale della Penisola. La riconquista Giustinianea fu gloriosa nelle opere artistiche e architettoniche che vennero realizzate ma fu un sostanziale fallimento epocale, un dispiegamento di mezzi sproporzionato rispetto ai risultati conseguiti.Fu effimera.
Massimo Bonomo - Basilio II



