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Recensione OT - "La battaglia di Canne"
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Sperando che possa interessare, inserisco - di seguito - la mia recensione del volume "La battaglia di Canne" che è stata pubblicata sul n. 196 (gennaio 2010) della rivista "Storia militare".
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Gregory Daly, LA BATTAGLIA DI CANNE, Gorizia, Libreria Editrice Goriziana, 2008, pagg. 322, cm 14 x 21, 22 tra disegni, schemi e cartine in b/n, brossura, Euro 24,00 (in vendita c/o TUTTOSTORIA)

Insieme a pochi altri eventi della storia – quali Waterloo, Caporetto o Pearl Harbor – la battaglia di Canne ha assunto nel tempo una valenza quasi epocale, andando a costituire un elemento di importanza assoluta non tanto per i vincitori quanto per gli sconfitti, e assumendo significati che – trascendendo dagli aspetti meramente militari degli specifici eventi – si pongono nei confronti dell‘ “immaginario collettivo” in termini del tutto categorici quali sinonimi di perdita, fine di un’epoca e profonda tragicità nella sconfitta.
George Daly, tutor della cattedra di Storia Classica e Antica dell’Università di Manchester, ha affrontato la ricostruzione della battaglia di Canne partendo dalle fonti più o meno contemporanee all’evento (dagli “Annales” di Ennio, a Polibio, a scritti di Catone e Vegezio) per poi fare riferimento a questo noto scontro in termini moderni ed attuali, tanto nella descrizione delle sue implicazioni strategiche e tattiche quanto con precisi – e spesso inattesi – paragoni con realtà belliche successive se non addirittura contemporanee.
La seconda guerra punica vide l’invasione cartaginese dell’Italia che – con le battaglie del Trebbia (218 a.C.) e del Lago Trasimeno (217 a.C.) – mise in ginocchio la potenza militare romana: a Canne, il 2 agosto del 216 a.C., l’esercito cartaginese sembrò assestare il colpo finale e decisivo alle legioni della Repubblica, e solo la titubanza e l’indecisione di Annibale e dei suoi generali nell’attaccare Roma portarono al rovesciamento della situazione e alla definitiva vittoria di Publio Cornelio Scipione a Zama, quattordici anni più tardi.
Tuttavia, resta l’importanza tattica e operativa di una battaglia vinta sul campo dall’esercito cartaginese attraverso un superiore uso dei movimenti della cavalleria e della fanteria, che accerchiarono e distrussero i reparti romani, maggiormente statici e legati a concezioni più tradizionali del combattimento in campo aperto.
L’autore esamina nel dettaglio la composizione dell’esercito romano, le sue armi e l’importanza degli alleati tra cui viene evidenziato il ruolo ricoperto dalla fanteria leggera siracusana. Pari se non superiore approfondimento riguarda l’esercito cartaginese, le sue componenti libica, fenicia e numidica e gli alleati di Annibale – galli ed ispanici – che giocarono un ruolo non secondario nella vicenda.
Segue poi un paragone tra le strutture e le catene di comando romana e cartaginese e, in questo particolare ambito, sorgono spontanee non poche riflessioni sulle analogie con le attuali tematiche di Comando, Comunicazione e Controllo (C3) da anni parte integrante dei corsi delle moderne scuole militari.
L’ultima parte del volume è dedicata alle fasi tattiche della battaglia, agli scontri tra le fanterie e le cavallerie contrapposte, al conteggio delle perdite e alle conseguenze strategiche dell’evento alla luce degli studi condotti, sull’argomento, da studiosi della valenza di John Keegan, Victor Hanson e Adrian Goldsworthy.
La bibliografia – ricca, completa ed esaustiva – si sviluppa su ben nove pagine e compendia praticamente tutte le fonti, antiche e moderne, riferite non soltanto alla battaglia di Canne ma anche agli eventi militari, politici ed economici attorno a cui ruotò la contrapposizione tra Roma e Cartagine.
Le note, ugualmente ampie, ricche di dati e di informazioni aggiuntive, sono raccolte al termine di ogni capitolo e costituiscono – di per sé – un ulteriore elemento positivo di questo libro che ha nel rigoroso approfondimento storico e in un’ampia visione spazio-temporale uno dei suoi elementi di forza e di appeal anche nei confronti del lettore più preparato.
La battaglia di Canne è, in definitiva, un ottimo volume di storia militare che indica – per il futuro – la traccia da seguire nella descrizione approfondita e comparata di scontri, guerre e battaglie come pure nella valutazione critica delle loro origini e delle loro conseguenze.
