Storia di Bisanzio, W. Treadgold, Recensione

Ritratto di Nicola

Treadgold Warren, Storia di Bisanzio, Società editrice il Mulino, 2005 Bologna, ISBN 8815098232, pp. 337, € 19,00

(immagine da www.unilibro.it)

di Sergio Berruti

L’Autore stesso nella Prefazione ci informa correttamente che questa sua Storia di Bisanzio è sostanzialmente una riduzione della sua precedente e ben più vasta History of Bizantine State and Society, come opera destinata ad un pubblico più vasto e meno specialistico e, benché si affretti a tranquillizzare il lettore sostenendo che comunque l’opera è rinnovata ed innovativa rispetto alla precedente, l’aspetto del sunto è abbastanza evidente, nella rapidità della narrazione, nei salti cronologici, nella scarsa accuratezza della prosa, nell’eccessiva velocità, talora irritante, con cui vengono affrontati ragionamenti ed eventi che di ben altro spazio necessitavano. Ed è un peccato, perché i presupposti sono ottimi.

Infatti, nonostante l’impressione di scarsa accuratezza, questa Storia di Bisanzio merita attenzione per almeno due aspetti. Il primo, davvero rimarchevole, è la decisa e più volte ribadita volontà di far comprendere quanto siano superate le posizioni di Edward Gibbon ed inadeguate in molte parti opere quali “la Storia dell’impero bizantino di Georg Ostrogorsky, composta per la prima volta nel 1938 e in gran parte basata sulle conoscenze anteriori al 1914, o la divulgazione di John Julius Norwich, incentrata sul settecentesco lavoro di Edward Gibbon”, per usare le parole del Treadgold stesso. Il secondo discende dal primo, ed è la massiccia attenzione –per quanto consentito dalla brevità espositiva– all’evoluzione dei fenomeni sociali, economici, culturali durante il millennio bizantino, argomento che interessa principalmente all’Autore e che è in effetti la ragion d’essere del suo lavoro, che è sì composto da brevi ed essenziali parti d’esposizione degli eventi politici, ma sempre seguite da più corposi paragrafi destinati ad analizzare i fenomeni sociali e la vitalità culturale. Ciò che Warren Treadgold vuole farci comprendere è che non si può analizzare compiutamente i movimenti politici, militari e financo religiosi senza accompagnarli con la ricerca dello sviluppo o del declino economico e sociale, aspetti che ritiene strettamente connessi, certamente con ragione. Ne consegue che ogni periodo della lunga storia bizantina è letto in un’ottica dove la potenza militare o l’estensione dei confini od il prestigio internazionale assumono un’importanza relativa, restando doverosamente legati all’analisi dell’urbanizzazione, dello sviluppo demografico, dei fenomeni naturali, climatici ed epidemiologici, dei rapporti economici interni ed esterni all’Impero e della vivacità culturale. Ed i risultati, conseguiti tramite ragionamenti che, sviluppati addirittura grazie all’aiuto della statistica, appaiono logici, stringenti, ancorché troppo concisi, talora confermano quanto è noto, come quando si sostiene che Bisanzio, ad onta della sua fama, almeno fino al XII secolo fu superiore culturalmente ed organizzativamente all’Occidente, talora sono sorprendenti, come quando l’Autore asserisce che “l’impero era in proporzione alla superficie territoriale molto più ricco e più popoloso nel 1143 che nel 1025, ma ad ogni modo tracciano il quadro di un mondo vitale, in continua evoluzione, prospero e vigoroso, in grado di resistere efficacemente a continue sollecitazioni e di superarle con successo, almeno fino a quando l’unità imperiale venne assicurata, “uno stato moderno prima ancora del tempo”.

INDICE

Prefazione

Introduzione

1. La formazione di Bisanzio (285-457)
2. Riconquista e crisi (457-602)
3. Catastrofe e contenimento (602-780)
4. Ripresa e vittoria (780-1025)
5. Prosperità e debolezza(1025-1204)
6. Restaurazione e caduta(1204-1461)

Conclusioni

Cronologia

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