B. Ward-Perkins.La caduta di Roma e la fine della civiltà - Recensione

Ritratto di Francesco_Giustiniano

AUTORE: B.Ward-Perkins
TITOLO: La caduta di Roma e la fine della civiltà
CASA EDITRICE: Editori Laterza. 2008. € 19,50

Negli ultimi tre decenni e in particolare nel mondo anglosassone si è diffusa una nuova visione, contrapposta a quella precedente e tradizionale, circa gli avvenimenti del V secolo, durante il quale metà dell'Impero Romano, cioè la parte occidentale, scomparve. Storici e studiosi inglesi, tedeschi, austriaci, canadesi e statunitensi affermano che il V secolo non fu un periodo di guerra, devastazione e crisi, ma invece di fertile mutamento culturale.Allo stesso modo le invasioni barbariche, non furono tali, bensì un pacifico insediamento dei popoli germanici nei territori dell'Impero Romano d'Occidente.Si tratterebbe di uno stanziamento di massa e non di invasioni. Roma non è mai caduta!
Non è dello stesso avviso lo storico Ward-Perkins: "L'idea che la maggior parte del territorio romano venisse ceduta nel quadro di tarttati formali con i popoli che invasero l'Impero d'Occidente è un puro e semplice errore.Dovunque si abbiano testimonianze di una certa ampiezza, la norma era indubbiamente la conquista o la resa alla minaccia della forza e non un accordo pacifico sulla divisione delle risorse con i nuovi sudditi Romani"
Rifacendosi ai dati archeologici, con puntualità e precisione, l'autore mette in luce cosa accadde nel mondo romano, nelle province occidentali fra il V e l' VIII secolo,che videro la scomparsa dell'evoluta civilta romana e l'inizio di un lungo periodo di arretratezza sia materiale, sia culturale.
Il libro è diviso in due sezioni:
1)LA CADUTA DI ROMA. L'autore analizza e descrive i violenti avvenimenti che coinvolsero l'intero mondo romano, ma concentrandosi particolarmente sulle province occidentali tra il V e l'VIII secolo.L'entrata in massa dei popoli germanici in Occidente,l'agonia dello Stato romano occidentale, la sua scomparsa,la sopravvivenza dell'Impero Romano d'Oriente, la nascita dei regni romano-barbarici e la vita dei Romani sotto i nuovi padroni.Perciò si tratta di un'analisi storica.
2)LA FINE DI UNA CIVILTA'. In questa sezione, lo scrittore avvalendosi dei dati tratti dai reperti archeologici del tardo antico e dell'alto medioevo, compie un'accurata analisi economica, che mette in luce il profondo recesso economico, il quale colpì l'Occidente europeo dopo la dissoluzione dello Stato romano.Viene analizzata la modalità di costruzione degli edifici, la diffusione della moneta, dei manufatti in ceramica e via dicendo, il tutto presentato più gradevolmente da grafici, tabelle e illustrazioni.
Altrettanto accurata l'analisi del declino delle province orientali balcaniche ed egee per le incursioni persiane, avare e slave del VI e VII secolo.
Inoltre, l'autore compie un altrettanto puntuale e profondo studio del recesso culturale in Occidente, parallelo a quello economico: cambiamenti nei consumi, nell'uso della scrittura, nello stile di vita, ecc.
La seconda sezione ha carattere economico e sociale.
Lo scopo dell'autore è quello di metetre in luce le differenze fra l'alto medioevo e l'antichità e tra l'Oriente romano e l'Occidente post-romano, per cui l'analisi è sempre comparativa.

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