La cucina impropriamente detta "bizantina"
- Login o registrati per inviare commenti
Da fine agosto agli inizi di settembre sarò a Costantinopoli/ Istanbul con la famiglia. Su un interessantissimo sito italiano (Scoprire Istanbul) ho avuto modo di chiedere alcune informazioni e, incidentalmente, ho chiesto qualcosa sui prodotti tipici. Mi è stato risposto, tra le altre cose, che l'origine dall'antica civiltà romano-ortodossa di Costantinopoli di piatti tipici turchi attuali ad Istanbul sarebbe da escludere. Ho risposto quanto segue e credo possa fornire anche su quest'altro meraviglioso sito qualche spunto utile.
" Sulla possibile origine di alcuni piatti però ho un’idea un po’diversa. Il mio umile invito è a leggere questo sunto della mia opinione, perché potrebbe essere di arricchimento. Premesso che non conosco quasi per niente, se non indirettamente ed in modo troppo sommario, la cucina turca, personalmente penso che l'influenza della cucina romano-ortodossa, impropriamente detta " bizantina", possa essere molto più profonda di quanto si sospetti. Analogamente all'influenza in altri settori sia nell’area occidentale che in quella orientale e islamica, dominate in precedenza dall'Impero Romano d'Oriente, anche in cucina devono essere reperibili tracce vive di questa influenza. Nel Sud dell’Italia, dove, politicamente, il dominio romano-ortodosso dovette cedere molto prima, rispetto ad esempio all’area balcanica, a Longobardi, Franchi e Normanni sono tutt'ora rinvenibili tracce di piatti che oggi sopravvivono consapevolmente solo e tipicamente nell’area ortodossa, figlia del retaggio romano orientale, come, a titolo di puro esempio, la colva pugliese:
http://www.buttalapasta.it/articolo/dolci-dei-morti-la-colva-pugliese/4559/
la cui origine è chiaramente la stessa della colliva che si trova in tutta l’area ortodossa dalla Russia alla Grecia, passando per la Romania,
http://www.google.it/images?hl=it&rlz=1T4ADFA_itIT353IT356&q=coliva&um=1...
e che si ritrova in altre varianti anche in Sicilia, Calabria e Campania. Altro esempio interessantissimo è costituito dalla pitta calabrese e, con buona pace dei miei cugini napoletani la pizza. La pitta designa un pane bianco a forma di ciambella schiacciata, cotto al forno e la pitta 'nchiusa è un dolce calabrese contenente miele e frutta secca. Ora, non so, ma pur non conoscendolo noto una somiglianza con il pide turco, anche se dalle foto non si riesce a capire se sia ripieno anche di dolce. D’altronde ad Istanbul esiste un quartiere che, storicamente, si riallaccia proprio alla Calabria ? Analogo il parallelo tra la pizza ed Lahmacun, che deriva appunto dal pide. L’origine di questo tipo particolare di pane cotto al forno potrebbe essere tanto medio orientale, secondo i linguisti, quanto non semplicemente greca, dove “la pita si mangia da secoli con varie salse quale il tzatziki” (piatto tipico anche in Turchia, se non erro), ma dell’area balcanica antica in generale, infatti “un'altra possibile etimologia viene dalla parola "pită", che in rumeno arcaico (all'epoca parlato anche nel nord della Grecia,[ dove l’aromeno non è del tutto scomparso]), vuol dire pane “. Tuttora in Romania “pane” si dice sia “paine” che, con espressione dialettale non so quanto diffusa, sia “pita”.Mia moglie usa correntemente entrambi.
Sulla cucina ottomana, poi, credo che l'influenza "bizantina", arricchita dalle tradizioni dei Longobardi d'Italia, dei Persiani (prima) e degli Arabi (poi ) sia stata grande, se non proprio enorme, non sono io a dirlo
http://it.wikipedia.org/wiki/Cucina_bizantina
http://www.godecookery.com/byznrec/byznrec.htm
E questo è ciò che intendo come “origine”, analogamente appunto a come la struttura di Santa Sofia, che ha integrato senz’altro influssi diversi, sia l’apice dell’architettura romano-ortodossa ed al tempo stesso modello per alcune tra le moschee più tipiche e moschea essa stessa. Ci sono poi analogie sorprendenti in tutta la gastronomia dell'area balcanica, che si possono spiegare così.
Grazie ancora.



