La battaglia di Levunium
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Una delle battaglie(per la trattazione vi rimando all’articolo omonimo) decisive per l’Impero ( a proposito, sbaglio o sono più note le sconfitte?) frutto del genio strategico e diplomatico di Alessio. Può essere la summa della concezione militare imperiale : la finta ritirata per attirare il nemico in trappola, la mobilità della cavalleria, l’impiego di mercenari occidentali ( i cavalieri fiamminghi) e il mettere i barbari gli uni contro gli altri.
Gli avversari di turno, i Peceneghi, non hanno scampo, e per circa un trentennio non costituiranno più una minaccia per l’Impero.
Le conseguenze di questa vittoria non sono trascurabili : dopo un decennio di guerre ininterrotte il fronte “europeo” è chiuso, e con esso la fase di lotta per la sopravvivenza dell’impero; Alessio può iniziare a pensare a una politica aggressiva contro il Turco in Asia minore.
E se avessero vinto i Peceneghi? Non sarebbe stata una catastrofe, nel senso che Costantinopoli difficilmente sarebbe caduta, ma il resto dell’impero sarebbe stato esposto per molti anni alle razzie e alle devastazioni dei barbari. Ulteriore elemento destabilizzante, specie nelle campagne, sarebbe stata l’eresia dei Bogomili, alleati degli invasori. Il prestigio di Alessio sarebbe stato duramente scosso, e all’arrivo dei crociati di lì a pochi anni si sarebbe trovato in una posizione molto più debole. Ma così non fu : barbari ed eretici trovarono la morte il giorno di Pasqua, al monte Levunium.


