Archeologia
Un insediamento di capanne nel Salento altomedievale
a cura di Marco Leo
Sono ripresi alla fine di gennaio gli scavi archeologici in Località Scorpo, nei pressi della zona di espansione industriale del territorio di Supersano (Lecce). Qui una collaborazione tra l'Università degli Studi di Lecce, la Soprintendenza Archeologica della Puglia e il Comune di Supersano, sotto la direzione scientifica del prof. Paul Arthur, sta portando alla luce i resti di un insediamento di età bizantina.
Una prima campagna di scavi era stata effettuata nella primavera del 1999, in seguito alla segnalazione della presenza di resti archeologici sul fronte di una cava. In quell'occasione vennero individuate e scavate due strutture 'a fossa', tagliate nel banco naturale delle "sabbie di Cutrofiano".
Le due fosse, con ogni probabilità, rappresentavano i fondi di due capanne con piani sopraelevati in legno, strutture abitative piuttosto modeste, ma ben adattabili ad ambienti naturali umidi quali le paludi. In effetti, sia le fonti archeologiche, che le notizie storiche in nostro possesso sono concordi nell'indicare nella presenza di una zona palustre ai margini di un area boschiva (il bosco di Belvedere) l'habitat storico di queste abitazioni. Un ambiente 'marginale' , ma anche ricco di risorse vegetali ed animali, come dimostrano le varie ossa di cervo rinvenute nel corso dello scavo.
Le ricerche tuttora in corso hanno messo in evidenza un terzo fondo di capanna, di dimensioni ridotte, al cui interno sono stati rinvenuti numerosi frammenti ceramici pertinenti a pentole ed anfore per contenere liquidi, ossa animali con tracce di macellazione e strati di carboni, dovuti probabilmente alla combustione di parte del legno che costituiva la struttura. Nella parte Nord dell'area di scavo è stato individuato invece un muro costruito in pietre calcaree legate a secco, lungo oltre sette metri e largo circa un metro. Con ogni probabilità doveva rappresentare parte di un recinto che circoscriveva l'insediamento. L'insediamento è stato datato intorno al VII secolo d.C. attraverso analisi del radiocarbonio effettuati dal Centro di Datazione dell'Università di Lecce.
Stupisce la presenza di queste capanne a Supersano. Tale tipo di strutture, per l'età medievale, è stato sempre messo in relazione con "culture" del nord Europa, dove le condizioni climatiche e la grande disponibilità di legname indirizzavano naturalmente verso l'uso di questi edifici. In Italia gli esempi più noti si riferiscono alle capanne longobarde rinvenute a Brescia e quelle scavate in Toscana, presso Poggibonsi (SI), dove, comunque, l'importazione di modelli costruttivi d'oltralpe appare più probabile. Ma nel Salento bizantino il significato di queste strutture è sicuramente differente. Esse riflettono un tipo di abitato rurale, perfettamente integrato con l'ambiente circostante, finora sconosciuto in Italia meridionale. Come è assolutamente un unico per l'Italia centromeridionale il calice in vetro, rinvenuto in Località Scorpo in stato frammentario, identico ad un esemplare conservato al Museo di Aquileia, ed un altro dal 'palazzo' dei Goti, a Monte Barro, vicino a Como, considerato un prodotto di lusso. Come sia giunto in un villaggio di capanne, in apparenza piuttosto semplice, un oggetto di tale fattura, è una delle domande alle quali gli archeologi dovranno dare risposta nel prosieguo delle ricerche.