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Arte e Architettura

La concezione di città a Bisanzio

a cura di Nicola Bergamo

La costruzione di una città imperiale

Il centro antico di Byzantion viene ampliato da Settimio Severo che costruisce: una via colonnata, la porta di Tracia, la necropoli, luoghi di spettacolo (l'anfiteatro Kyengion), il teatro e l'ippodromo (anche se molto più piccolo).
La decisione di Costantino il Grande di spostare la capitale è legata al rafforzamento dell'autorità imperiale ad Oriente. Nel 324 si da inizio alla più grande opera urbanistica dell'età tardoantica, l'inaugurazione avvenuta il 11 Maggio 330 fa' della Polis un centro vasto di ben 500 ettari , successivamente viene ampliata da Costanzo che avanza di circa quindici stadi le mura, e con una popolazione pari a 100-150 mila abitanti. L'asse viario verterà ,da qui fino alla sua caduta, sulla Mese (Via Regia) ,che univa il nuovo foro con la piazza Tetrastoon, dividendo la città in tre settori (una via verso nord ovest, una verso sudovest fino alla porta aurea).
Vennero costruite delle domus (oikoi) per i dignitari che si trasferivano nella nuova capitale e i quartieri dove abitavano queste persone presero il nome delle famiglie aristocratiche. L'approvvigionamento idrico veniva garantito dall'acquedotto di Valente nel 373. I porti costruiti erano due, il potus novus di Giuliano (poi chiamato Porto Sofiano) e il porto di Teodosio (379-395).
La sede del palazzo imperiale fu posizionata a ridosso del Tetrastoon e del vicino Ippodromo (ingrandito e riqualificato da Costantino), si poteva scorgere anche dal mare, tanto era monumentale, e si configurava come punto importante e caratteristico della Polis.
Il palazzo imperiale doveva essere una sorta di mix tra costruzione romana e reggia ellenistica, formato da un complesso di edifici aggregati, introdotti dal vestibolo della Chalkè e centrati nel triclinio di Augusto – Augustero – (sala delle solennità). Sull'Austation si affacciava un primo palazzo del Senato riccamente ornato di marmi e di statue.
Il foro di Costantino fu la vera piazza della città nuova, aperta e la mese che segue la tradizione ellenistica (delineata da un porticato su due ordini, con un secondo palazzo del Senato a Nord e un ninfeo a Sud)l'attraversa . Nel centro un'alta colonna di porfido, con una basa inclusa in un tetrapylon, sostiene la statua dell'imperatore come Helios.
La mese, venne ulteriormente ampliata e resa più magnificente dai successori di Costantino, con il Tetrapylon; all'incrocio con un asse viario nord-sud, e con l'immensa piazza del Forum Tauri o Forum Theodosiacum. Due grandi archi trionfali davano accesso alla Mese, e nel centro una colonna coclide evocava le imprese vittoriose dell'imperatore immortalato a cavallo avvicinandosi cosi, al foro di Traiano, e dimostrando ulteriormente la somiglianza tra prima e seconda Roma.
Arcadio costruì anch'egli una colonna coclide (foro di Arcadio 404) sul modello di Teodosio, il Philadelphion.
Il forum bovis segue la pianta rettangolare ed esibisce nel suo arredo una grandissima testa di bue presa da Pergamo.
L'altro grande asse viario viene porticato, la direzione è quella da Philadelphion fino alla porta nord della città, e nel suo percorso venne edificata la chiesa-mausoleo di Costantino: la chiesa cruciforme dedicata ai Dodici Apostoli.

Nella capitale le vie magnae, maiores, perpetuae e i fori ce abbiamo trattato servono a dimostrare l'idea imperiale, la suprema sovranità di colui che si leva come un altro sole. Ha tutte le caratteristiche : cinta di mura, terme, marmi sontuosi, stadi, corse ai cavalli.
Ma al contrario di come molti pensano, non fu costruita come città cristiana, nel 330 pochi erano gli edifici religiosi: S. Irene, S. Akakios, S. Mokios, la prima costruzione attribuita a Costantino di Santa Sophia e la chiesa dei Dodici Apostoli.
Costantinopoli divenne capitale del cristianesimo con Teodosio nel 381.
“Grandi e degne di memoria”

La popolazione di Costantinopoli continuò a crescere molto in fretta, gran parte delle zone rurali e melmose vennero sistemate e bonificate, per poi essere definitivamente abitate. Sulla sponda Nord del Corno d'Oro cresce la Sykaì che nel V° secolo divenne la XIII regione e poi Galata, questo processo cosi veloce costrinse Teodosio II ad intervenire pesantemente per rimettere in ordine il piano urbanistico.
Si iniziò a costruire un sistema difensivo che si estendeva dal Corno d'Oro al Mar di Marmara, come un arco di cerchio del raggio di tre miglia romane, dal punto di riferimento della città: il milion. Le difese furono uniche del loro genere, un primo muro interno era alto 11 metri , con torri costruite ogni 70- 75 metri , difeso ancora da un secondo muro più avanzato e a sua protezione venne scavato un profondissimo fossato.
Due porte seguivano le strade già famose in città, la prima fu il prolungamento degli assi viari provenienti dall'incrocio del Philadelphion, e la seconda invece arrivava alla porta aurea.
La capitale ora raggiungeva la superficie di ben 1400 ettari e contava su di una popolazione pari a 400-500 mila persone, la porta principale (almeno per la monumentalità) fu la Porta Aurea , che serviva per collegare le strade di Bisanzio con la Via Egnatia che arrivava fino a Durazzo, oltre a questo, dalla stessa porta, prendevano avvio il cerimoniale dell'adventus (solenne ingresso trionfale dell'imperatore nella sua capitale). Nella costruzione della città si cercò anche di trovare sette colli per farla assomigliare ancora più a Roma.
Il prefetto Kyros (438-441) provvede all'illuminazione pubblica ed emana regolamenti per la costruzione e le distanze minime. Non ci sono molte chiese costruite almeno fino a Teodosio.

Megalopoli cristiana : Giustiniano e il VI° Secolo”

Un opera scritta da Procopio di Cesarea il De Aedificis ci informa della opere fatte nel periodo del VI° secolo. Si può notare una politica urbanistica tutta protesa alla grandezza imperiale. Viene ricostruita, dopo vari incendi e la rivolta di Nika, l'ampiezza tra Sant'Irene, Santa Sophia, il Palazzo, l'Ippodromo e le terme di Zeuxippos.
La grande chiesa, il grande palazzo e la piazza dell'Augustation furono ricostruiti completamente.

Il grande Palazzo

L'accesso viene garantito dalla Chalkè che a sua volta viene fabbricata secondo un progetto di Etherios. La pianta è cruciforme, i rivestimenti sono lapidei policromi e tutto l'edificio è coronato da una cupola. Tutto è costruito per enfatizzare l'aria divina della residenza imperiale.
Assieme alle chiese dei S.Pietro e Paolo e dei Santi Sergio e Bacco, il palazzo prese forma di una città all'interno della città.
Nel VI° secolo (verso la fine) prende forma ance il Chrysotriklinos, un ottagono cupolato che serviva per ricevere gli ospiti e gli ambasciatori.

Piazza Augustation

Viene costruito per esaltare la famosa statua dell'imperatore Giustiniano che indossa la sua Toupha (copricapo fatto con penne di pavone), la struttura è immensa, è quasi quattro volte più grande del normale, e si volgeva ad Oriente in segno di monito contro l'impero sassanide (543).

Santa Sophia

Vengono sistemate le chiese di S.Irene e quella del 12 Apostoli, ma l'opera sicuramente più importante fu S.Sophia. Viene concepita da Artemio di Tralles e Isidoro di Mileto, combinando pianta longitudinale e pianta centrale, schema basicale e schema a doppio involucro.E' coperta da un'immensa cupola centrale e due semicupole sulle campanate una orientale e una occidentale, quattro minori in corrispondenza delle esedre. Per Procopio era ineffabile (amy Thetos) dove l'armonia delle proporzioni (harmonia tou metrou) è aperta metafora della suprema Divina Armonia e la luce fulgente è quella stessa della Divina Sapienza che illumina l'Imperatore e il Patriarca. L'aspetto esteriore viene lasciato abbastanza spoglio ma rimane severo.

La città sotto Giustiniano inizia a diventare la città delle mille chiese e mille monasteri, tutte di quattro o cinque cupolati. Vengono costruiti Ospedali e Ospizi per i poveri garantendo cosi benessere e sicurezza sociale. La politica seguita da Giustiniano segue quella della intransigenza religiosa, vengono esposti al ludibrio della folla i seguaci delle vecchie religioni antiche, i libri e le immagini sacre degli idolatri hellenes vengono bruciate nell'ippodromo. Si costruisce anche la cisterna basilica per contenere l'acqua.
Le opere e le innovazioni tecnologiche proseguono, viene ricostruito il grande palazzo Ioukoundianai e le chiese di S.Giovanni Battista, lungo la sponda settentrionale del Corno d'Oro e la riva europea del Bosforo, viene distribuita una lunga serie di edifici religiosi. La sponda asiatica non viene tralasciata, vengono edificati, un piccolo porto, dei bagni pubblici, porticati, piazze, e una chiesa. Giustino II continuerà con questa politica fondando due residenze e una terza sull'isola di Prinkipo. La chiesa di S.Michele di fronte all'altra sul Bosforo formano una “porta di mare” dal Ponto Eusimo, sorvegliata dall'arcangelo guerriero.
Le critiche verso le opere di Giustiniano furono molteplici: il lusso, lo sperpero di denaro pubblico, le tassazioni violente.

Il medioevo: crisi, ripresa, mutamenti

Dopo la crisi che subì anche Bisanzio nel VII secolo, ci fu un miglioramento (anche se debole) nella seconda metà del VIII° secolo che porterà la polis a diventare una città medievale a tutti gli effetti. La fortificazione ad opera di Teofilo (829-842) riuscì ad includere anche il veneratissimo santuario della Theotokos delle Blacherne.
Al suo interno rimangono inalterati i percorsi di viabilità già descritti del transito e del commercio. Le grandi strade urbane rimangono adibite anche alle parate di eserciti vittoriosi, all'incontro tra popolo e senato. Nell'età dei Comneni, l'itinerario trionfale ci risulta allestito con l'esposizione di drappi intessuti d'oro e orlati di porpora, di veli effigiati di immagini di Cristo e dei Santi.
Il grande palazzo si ingrandisce mediante l'aggiunte successive come nel VII secolo, il triklinos della Magnaura e l'altro denominato di Ioustinianos. Nell'Ippodromo due e tre volte l'anno si continuava a far correre i cavalli, si celebravano trionfi, si fanno sfilare i prigionieri e si danno spettacoli di giustizia.
L'acquedotto viene definitivamente ripristinato solo al tempo di Costantino V (741-775).

C'è un decadimento delle strutture e le opere greco-romane che vengono viste come oracoli profetici o entità magiche. Per combattere queste idee, gli imperatori distruggono o mutilano le statue o rivitalizzano certi edifici per altri scopi. I morti in questo periodo vengono sepolti in città e la vecchia concezione della intra muros viene abolita definitivamente da Leone VI. Durante il periodo iconoclasta, c'è una rinascita urbanistica che porterà al riassetto dei quartieri circostanti. Teofilo inizia la completa rinascita che si affermerà poi con Basilio I (861-886).
Lo stile della committenza imperiale è quello di manifestare con insistita e reiterata solennità, attraverso lo strumento architettonico, la Eusebia , la pietas cristiana, e la philantrophia del basileus. Cosi chiese e monasteri crescono e si diffondono sia fuori che all'interno della città. Il modello dell'imperatore-commitente che intende imprimere il segno di sé nella Costantinopoli mediobizantina, resta dunque quello di Giustiniano il synktetor.
Tra la fine del XI e il XII ° secolo, il quadro dell'organizzazione dello spazio urbano della metropoli appare in movimento, le più rilevanti riguardano la fascia settentrionale, dalle Blacherne alla riva del Corno d'Oro. Qui la dinastia Comnena insedierà il nuovo complesso del potere imperiale. Alessio I (1081-1118) costruisce Alexiakos Basilikos triklinos, Manuele I (1143-1180) ne aggrega un'altra costruzione che divenne luogo per le celebrazioni artistiche del suo programma di restaurazione dell'impero dei romani.
Verso Oriente dalle città vennero eretti nuovi complessi monastici, ricordiamo il Cristo Pantokrator e la ricostruzione dell'Orfanotrofio ad opera di Alessio I.
La sponda marittima viene adibita al mercato dei saraceni, dei veneziani, dei pisani, degli amalfitani e dei genovesi. La parte più importante è sicuramente l'Embolium Veneticorum, una zona concessa dopo il 1082 e formata da abitazioni, botteghe, ergasteria, depositi. Dopo il breve periodo di Manuele e di Andronico, che avevano cercato di arginare la prolificazione dei conventi e monasteri, sotto Isacco Angelo ritorna tutto come prima.
La Costantinopoli del XII° secolo è ancora una città immensa con 300.000 persone, con le sue diversità, con le sue intransigenze, con i suoi pregi e difetti. Per certi osservatori stranieri la Polis brulica di mercanti ed è luogo di incontro dei popoli e di tutte le nazioni, anche se la sua eccessiva grandezza veniva vista come estrema fragilità.

Spoliazione, ultima “renovatio” e declino

L'impero latino d'Oriente (1204-1261) riuscì ad alterare il millenario ritmo vitale della metropoli, distruggendo e saccheggiando quanto più possibile. L'introduzione del clero latino a discapito di quello ortodosso fu traumatico per la popolazione, i Veneziani costruirono all'intero della Polis, un'altra città compresa di mura e di bastioni per la difesa, i Francesi si stabilirono invece nel palazzo delle Blacherne.
Con il ritorno di Michele VIII Paleologo nella città il 15 Agosto 1261, c'e un ritorno al renovatio , processioni, donazioni e facilitazioni alla ricostruzioni. Vengono rinforzate le mura e il porto. Giovanni VI Cantacuzeno rafforzerà le funzioni portuali della stessa costa meridionale. Il palazzo di Costantino Porfirogenito rimane l'unico esempio di architettura civile costantinopolitana arrivata fino a noi. Un'altra struttura è quella di Teodoro Metochites (1270-1332) ma ci rimane solo la descrizione orgogliosa del suo stesso committente. I restauri che vennero fatti riuscirono a rimettere in piedi le chiese e i monasteri (S.Salvatore in Chora, Theotokos Pammakaristas) e nuove fondazioni come il monastero di Theotokos Bebaias Elpidos.
Le colonie occidentali, quella di San Marco (Venezia) e quella di Galata (Genova) si svilupparono velocemente sotto Michele VIII. I processi di ricostruzione si fermarono nei primi decenni del XIV° secolo. Santa Sophia si erge tra le macerie, nel grande palazzo, si pascolava e si dava sepoltura ai morti poveri. La popolazione che ancora si attestava sulle 150.000 persone nei primi anni del trecento, si riduce fino ad arrivare ai 60-70 mila nel XV secolo.

Bibliografia

E.Concina, La città bizantina, Laterza & Figli, Bari 2003.



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