Arte e Architettura
Il trionfo dell'arte Cristiana
a cura di Alessio Cittadini
"A Costantinopoli, nel VI secolo, l'arte cristiana diviene a tutti gli effetti arte ufficiale, il cui principale scopo è quello di glorificare insieme Dio e l'imperatore. Nascono così le immagini e le forme architettoniche che segneranno gran parte della cultura medievale europea."
(da C. Diehl, L'arte bizantina, in L'eredità di Bisanzio)
Dagli inizi del secolo IV il cristianesimo aveva coperto tutto l'Oriente con una messe di chiese sontuose, e per queste nuove chiese vennero create nuove forme architettoniche. Accanto alla basilica ellenistica col suo tetto di legno apparve la basilica orientale con la volta a botte (la cui origine sembra debba ricercarsi in Mesopotamia) mentre, in aggiunta alla forma rettilinea della basilica, apparve la chiesa a pianta circolare, ottagonale e cruciforme. In particolare, la nuova architettura apprese dall'Iran l'uso della cupola, il cui modello si trova nei monumenti cristiani di Seleucia e Ctesifonte, e con esso coronò le costruzioni di nuovo tipo, quali la basilica a cupola o le chiese a pianta concentrica o a raggiera. La cupola era sostenuta da piccoli archi secondo la moda orientale o, alla maniera più scientifica e più greca, da pennacchi. Uno sviluppo analogo si verificava nella decorazione delle chiese. Un'ornamentazione ricca e complicata, di esuberanza piuttosto pesante e prettamente orientale, copriva le pareti con un fogliame lussureggiante nel quale si sollazzavano, fra gli arabeschi, molti uccelli ed altre creature. Dall'Oriente venne anche la tecnica nella quale i contrasti di bianco e nero alternantisi sullo sfondo neutro fornito dalla pietra leggermente incisa davano un grazioso effetto di colore che manca agli altorilievi e all'audace modellatura dell'antico monumento scolpito. Sulle pareti, all'armonia della proporzione classica si sostituì il brillante effetto dei marmi policromi. Pure dalla Persia giunsero le arti dello smalto e dei lavori in cloisonnè [tecnica di decorazione a smalto o pasta vitrea molto usata durante tutto il medioevo nella gioielleria. Consiste nel creare con sottili barrette di metalli preziosi il profilo del disegno che si vuole realizzare, delimitando anche le zone da colorare diversamente. Nelle cellette-(cloisons) così ricavate vengono quindi colati gli smalti o le paste vitree colorate, ottenendo un effetto simile a quello del mosaico], nonché il prodigo uso di stoffe sontuose e colorate. Tutto ciò conferì alla nuova arte un carattere decisamente orientale.
L'abbellimento delle nuove chiese consiste però soprattutto nel coprirne le pareti e le volte con grandi serie di affreschi e di mosaici in cui gli eroi cristiani e gli eventi della storia sacra si stagliano contro uno sfondo di azzurro cupo. Nel rappresentarli, le linee semplici e familiari che la primitiva arte cristiana aveva favorito cedettero il posto a figure maestose e solenni di tipo più individuale e realistico. Il simbolismo primitivo del passato fu sostenuto dallo stile storico e monumentale, e sorse una nuova iconografia per l'illustrazione dei temi sacri. Indubbiamente l'arte cristiana conservò molte delle costumanze e delle tradizioni della bottega d'arte pagana: i motivi secolari, i temi rustici, e i soggetti mitologici cari all'arte alessandrina; dalla tradizione classica eredita pure il gusto per la bellezza della linea, la dignità della posa, l'eleganza del drappeggio, la sobrietà, e la chiarezza del trattamento. Suo scopo principale, nella decorazione delle sue chiese, fu però l'istruzione e l'edificazione del credente. Si voleva che le pitture murali e i mosaici costituissero, come infatti costituivano, un grande volume dispiegato alla vista degli illetterati, come una Bibbia splendidamente minata, nella quale essi potessero imparare con i loro occhi i grandi eventi della storia cristiana. Fin dagli inizi vediamo un tentativo di illustrare i Libri Sacri, e questa illustrazione mostra grandi differenze di stile nei diversi luoghi di origine. […]
Soprattutto nei principali centri ellenistici d'Oriente- nella “triplice costellazione” di Alessandria, Antiochia ed Efeso – dobbiamo cercare le fonti del grande movimento dal quale doveva sorgere la nuova arte. Sembra che Costantinopoli, benché capitale dell'impero, abbia avuto una parte molto minore che non queste tre città nello sviluppo dell'arte cristiana nel IV e V secolo. Ma, se in quel tempo poco creò, ha il grande merito di aver bene accolto i vari elementi offerti dalle varie regioni dell'impero, di averli coordinati, trasformati e sostanziati attraverso la costruzione di un grande capolavoro. Fu a Costantinopoli che nel VI secolo sorse un'“arte imperiale”: un'arte ufficiale, principale scopo della quale fu la glorificazione di Dio e dell'imperatore, un'arte orientale che si avvantaggiava degli insegnamenti tanto della Grecia quanto dell'antico Oriente asiatico; un'arte complessa e multiforme, secolare non meno che religiosa; ed è al tempo di Giustiniano che quest'arte, che d'ora innanzi può definirsi bizantina, si manifestò pienamente e in forma definitiva