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Arte e Architettura

Origine e trasformazione delle basiliche paleocristiane

a cura di Strato Gelsomino

Premessa 

La tradizione ha attribuito all'umanista architetto Leon Battista Alberti l'origine della tipologia basilicale cristiana direttamente da quelle di uso civile utilizzate dai romani ed ubicate nei fori.
Alcuni studiosi hanno messo in discussione questa teoria Basilica pagana-Basilica cristiana poiché i punti in comune di molti elementi principali della tipologia dei luoghi di culto dei protocristiani sono assimilabili a quelli delle sinagoghe tardo-antiche delle quali si possono estrapolare molte somiglianze ed incredibili analogie.Prima di addentrarci nell'analisi di tale differenze/analogie cerchiamo di capire di più sullo spazio sacro ed il suo concetto nelle società antiche. 

Cenni sul concetto di sacro nelle società antiche
 

Nelle grandi e più recenti civiltà antiche dell'area mediterranea e medio orientale, ritroviamo i grandi templi dedicati alle varie divinità:quali gli egizi,i mesopotamici, i persiani,i greci,i romani, etc.
In essi vi si svolgevano i riti religiosi dell'impero, dello stato,del re semidio, ma spesso la mentalità religiosa rimaneva una mentalità a-duale nel senso in cui il concetto di sacro e profano coesistevano nel mondo e nel tempio come un'unica identità. Nella cultura greca, in seguito allo sviluppo delle varie correnti filosofiche, appare la concezione della dualità anima-corpo, la separazione tra spirito-materia, apparenza-essenza, sacro-profano che ritroveremo molto nelle successive culture monoteistiche.Le nuove concezioni filosofiche furono traslate nei luoghi di culto quali i templi in cui incominciano a separarsi gli spazi sacri da quelli profani.
Nei templi in cui tale divisione degli spazi viene applicata abbiamo addirittura la ripartizione dello spazio in tre parti:

1) il Sancta Sanctorum ,ovvero lo spazio riservato alla stretta cerchia sacerdotale,al re divinizzato,al Sommo Sacerdote o a poche ed esclusive persone;

2) la parte dedicata al simulacro, l' idolo , il fano, la parte sacra o santa accessibile al resto del clero,ma comunque preclusa ai profani;

3) lo spazio profano, che costituiva la parte accessibile ai laici e al popolo.


Nelle culture monoteiste come l'ebraismo,l' islam e lo zoroastrismo sacro e profano vengono intesi come realtà indipendenti e separate in quanto il sacro è percepito come qualcosa di puro-perfetto e il profano come qualcosa di impuro--imperfetto.

La mescolanza nelle religioni monoteiste in special modo nel mondo di tradizione ebraica, tra spazio sacro e spazio profano viene considerata una jattura,un brutto presagio,un qualcosa di non conveniente per la purezza del tempio.Nell'ebraismo per esempio, Dio si è rivelato come qadosh=santo parola che indica qualcosa di assolutamente diverso,trascendente dalla realtà fisica e con essa quindi non può avere alcun contatto poiché esso è separato da questo mondo in modo inequivocabile:Egli è talmente puro,incorrotto che tale forza metafisica distruggerebbe la componente fisica ,in quanto impura e non capace di sostenere tale potenza trascendente. L'uomo può entrare in contatto con la divinità solo se santificato cioè entrando in consostanzialità con la potenza del sacro ( i sacerdoti ).In tale credenza, Sacro e profano , persone impure, oggetti sacri, a livello di luoghi, devono rimanere rigorosamente separati: tali elementi profani provocherebbero una contaminazione pericolosa con il sacro. Solo un rito di purificazione puo' ristabilire l'ordine. Sacro e profano possono comunicare secondo un ordine preciso stabilito da Dio:attraverso il rito religioso che mira ad una comunicazione tra il profano e la divinità che ha come medium il sacerdote il quale trasmette attraverso la potenza divina l'inseminazione della potenza salvifica (la benedizione nell'ebraismo e nell'islam , la grazia santificante nel cristianesimo), ma nell' ordinarietà della vita, è indispensabile mantenere la netta separazione tra sacro e profano. Nell'ebraismo la comunità religiosa si riunisce nelle sinagoghe, che non sono templi ma edifici di riunione.Il luogo sacro per eccellenza nell'ebraismo era uno solo: il Tempio di Gerusalemme, distrutto dai Romani nel 70 d.C. e mai più ricostruito.

L'avvento del Cristianesimo porta in se un doppio messaggio :il primo stabilisce che l'assoluta trascendenza di Dio rappresenta la separazione dai fenomeni della natura quindi si colloca la divinità in una dimensione totalmente metafisica senza alcun orpello fisico,viceversa il mistero dell'incarnazione in Cristo rappresenta la presenza inscindibile del divino con la dimensione umana e ciò basterebbe a sancire la fine dell'elemento di separazione tra umano e divino. Nonostante che il messaggio messianico porti il fedele e l'uomo non lontano dalla divinità ma in comunione con essa,in una perfetta dimensione divina ove ognuno può partecipare allo stesso modo senza mediazioni poiché il messaggio salvifico pone la divinità all'interno di noi tutti come infiniti Sancta- Sanctorum, i cristiani portano ancora oggi nella loro cultura religiosa la mentalità duale ereditata dalla cultura greco-romana. Se da un lato Gesù è il Cristo, il Messia, che introduce i cristiani nella dimensione divina facendoli partecipare della natura divina stessa, dando a tutti loro dunque lo status e le prerogative che anticamente erano riservate solo ai sacerdoti (anzi di più, rivela ad essi la stessa natura divina da cui sono stati concepiti) questi stessi cristiani continuano a percepire una separazione tra anima e corpo, tra sacro e profano e a ritenere necessaria la mediazione di un luogo sacro, di tempi sacri e di un sacerdozio dedicato a tale funzione di medium: il sacro entra e dimora nelle persone, esse stesse sono il tempio della divinita' e le chiese cristiane non sono templi ma solo luoghi di riunione(ecclesia). Anche i cristiani hanno un clero : vescovi, preti e diaconi ma diversamente al passato e nelle precedenti religioni, tutto il popolo ha accesso diretto alla presenza di Dio in quanto partecipa della natura divina stessa. La credenza della presenza di Dio in chiesa, nella eucarestia, piuttosto che nelle persone ,rimane ancora diffusa nella cultura cristiana contemporanea ed è uno dei cardini della fede stessa in quando rappresenta il massimo del contatto mistico e fisico con la divinità.
Voglio citare questo passo:

(1)IL TEMPIO DEL DIO VIVENTE - I fedeli di Cristo non eressero tempio contro tempio. Erano convinti che il vero tempio del Dio vivente consisteva nella loro stessa assemblea. La comunità dei credenti, locale e universale, costituisce il corpo di Cristo, che Giovanni dichiara essere il tempio del Signore (Gv 2,21). E' dunque comprensibile che i cristiani dei due primi secoli non abbiano pensato di costruirsi luoghi specifici per il culto. Un'ampia sala domestica bastava per ospitare la chiesa locale,l'assemblea del piccolo gregge dei chiamati, allorché celebravano la cena eucaristica dopo aver letto gli scritti degli apostoli. Talvolta pare si passasse da una sala all'altra, dal luogo della Parola o dell'agape a quello della cena del Signore. Per il battesimo era sufficiente radunarsi presso un corso d'acqua o ricorrere alle terme private.


Il cristianesimo, nato come religione minoritaria di origine medio-orientale, di piccoli gruppi, diventa in occidente, dapprima con l'editto di Milano di Costantino del 313 d.C. poi con l'imperatore Teodosio I con l'editto di Tessalonica (380), la religione dell' Impero e percio' religione di massa. I cristiani ricevono in dono le Basiliche Romane(non quelle pagane ma nuove tipologie di novella costruzione) che vengono utilizzate come luoghi di riunione del popolo cristiano. Con il Medio Evo e con l'introduzione del culto alla Eucarestia,le Case dei cristiani, chiamate comunemente chiese, vengono strutturate come il tempio ebraico antico, che influenzerà non poco la conformazione delle prime basiliche paleocristiane. con una parte sacra destinata al clero ed una parte destinata al popolo, separate da una Balaustra detta anche nel rito orientale Iconostasi. Nelle Chiese l'eucarestia veniva conservata in un Tabernacolo che configurava un Santuario o anche il Sancta Sanctorum( usato anche nel culto ebraico ).

Elementi comuni tra Sinagoghe e basiliche

Le antiche sinagoghe ebraiche influirono non poco sull'origine della basilica cristiana.Se confrontiamo le due tipologie senza alcun tipo di legenda o indicazione sulle funzioni, faremmo fatica a distinguere i rispettivi luoghi di culto delle due religioni monoteistiche.
L'ipotesi più accreditata, come menzionavo all'inizio dell'articolo, è quella che fa risalire l'origine delle basiliche cristiane da quelle pagane romane.Questa tradizione risalirebbe al teorico dell'architettura nonché umanista Leon Battista Alberti(+1472) ma da studi anche non recenti, scavi archeologici e confronto critico delle fonti antiche, portano attualmente a dubitare fortemente di tale derivazione ed accettare come linea di trapasso quella che porta dalla sinagoghe tardo antiche –alle basiliche paleocristiane.
Cerchiamo di individuare delle analogie tra le basiliche pagane ,le sinagoghe e quelle che furono le basiliche paleocristiane.

Nella basilica pagana ad esempio manca l'atrium ed il transetto elementi fondamentali dell'architettura basilicale cristiana e giudaica.
Le analogie tipologiche e simboliche tra la basilica cristiana e la sinagoga ebraica sembrano emergere in modo più eclatante se esaminiamo altri elementi. Nell'una e nell'altra troviamo il già citato atrium,in massima parte porticato,la presenza del nartece addossato ad un lato-di entrambi gli edifici- corrispondente all'aula;al centro il Cantharus che anche nelle sinagoghe veniva coperto da un'edicola come risulta da un'iscrizione della sinagoga di Naarah vicino a Gerico . Nell'antica Basilica di S. Pietro tale elemento era presente un'enorme pigna bronzea proveniente dalle terme di Agrippa (attualmente presente nel nicchione della Pigna del cortile del Belvedere in Vaticano del Bramante)sormontato da otto colonne in porfido e ornato da pavoni bronzei donati secondo la tradizione da Costantino in persona e provenienti dal mausoleo di Adriano (attualmente conservati in Vaticano).La divisione dell'aula sinagogale era anch'essa triplice come nelle basiliche come anche la presenza del transetto che però in tale struttura aveva una dimensione allegorica più che fisica, affidata a mosaici o affreschi posti in modo ortogonale e rappresentanti l'Arca ,il Tempio, che testimoniano l'importanza sacrale che ebbe tale spazio nella struttura sinagogale oltre ad altri simbolici della liturgia ebraica come i principali sacra giudaici: il candelabro a sette braccia(menorah), la tromba o corno di montone (shofar), che serviva a radunare le tribù d'Israele quando, durante l'esodo,l'accampamento si metteva in marcia, e tuttora in uso nel culto ebraico; i rami di palma e il cedro (lulav e ethrog), che sono un elemento cultuale della festa autunnale. Un'elemento architettonico sembra sottolineare la differenza tra le due tipologie cultuali ed esattamente la presenza dell'abside.Tale elemento si trova già presente nelle primitive basiliche cristiane come in quele pagane dove in quest'ultime figurava come sede del tribunal , il podio ove si amministrava la giustizia.La comparsa dell'abside nelle sinagoghe a schema basilicale avverrà in seguito .Si ha notizia di un'abside nella famosa sinagoga di Dura Europos,che secondo un'iscrizione rinvenuta sulle tegole dell'edificio,essa risulta come datazione non anteriore all'anno244-45.Purtroppo la distruzione a livello di fondamenta subite da molte sinagoghe antiche in medio oriente non ci forniscono altri elementi sufficienti a stabilire la presenza di absidi nelle loro strutture.In genere si tratta di mura che al massimo arrivano ad un'altezza di due metri e spesso vi compare un elemento semicircolare che se non attribuibile a funzione absidale almeno si può pensare a delle nicchie per la custodia di materiale sacro. (come nel caso della sinagoga di Eshtemoa, nella Giudea meridionale,dove vi è stata rinvenuta un absidiola a circa due metri dal suolo, che lascia intuire che essa avesse la funzione di nicchia .Tali presenze architettoniche dovevano essere abbastanza costanti anche nelle sinagoghe,dato archeologico che purtroppo non ci è dato di confutare appieno a causa delle distruzioni apportate dal tempo e dagli uomini).
Un altro elemento comune sia nelle chiese che nelle sinagoghe è quello che viene citato nei Vangeli come” cattedra di Mosè” del quale non si conoscono le esatte funzioni e a chi spettasse sedervi –se al capo della sinagoga o comunque ad un componente autorevole della comunità, che mostra notevoli analogia con la cattedra che nelle chiese cristiane si trova in fondo all'abside ,e dalla quale il vescovo nella sua funzione di episcopo sorvegliava la sua comunità del quale era anche maestra e pastore(esempio cristiano la reliquia della cattedra di S. Pietro in Vaticano e il ritrovamento di un tale reperto nella nella sinagoga di Khorozain, nell'alta Galilea).
Altro elemento di similitudine è il luogo elevato in cui si svolgevano le letture che per gli ebrei era il bemah, corrispondente ai pergami ,in genere in numero di due ,in cui venivano letti i Vangeli e le altre Scritture.

In merito :

(1)" L'adattamento della basilica al culto cristiano comportò poche modifiche nella pianta dell'edificio. L'abside conveniva perfettamente come sede per la cattedra del vescovo e per il banco semicircolare del presbiterio. L'ambone fu eretto all'inizio della navata principale. Il luogo dell'altare era diverso secondo le regioni. A Roma l'altare veniva collocato di preferenza in prossimità dell'abside, tra il clero e il popolo. In Africa era talvolta sistemato più avanti nella navata, in modo da consentire ai fedeli di far cerchio attorno ad esso. Le due novità della basilica cristiana consistettero nella porta d'ingresso, che si apriva in faccia all'abside anziché nella parete laterale più lunga, e nella frequente adozione dell'atrio, che offriva uno spazio favorevole alle abluzioni, essendo interposto fra il mondo esterno e il luogo di preghiera. In Siria e nella Mesopotamia fu adottata una sistemazione del tutto diversa, che si ispirava alla sinagoga giudaica. L'altare fu collocato nell'abside, rivolta verso oriente; al centro della navata fu eretta un'ampia pedana destinata ai lettori, con il trono del vangelo, il seggio del vescovo e gli scanni dei presbiteri. Anche nella basilica bizantina, soggetta più tardi a importanti innovazioni architettoniche, l'altare occupa l'abside, mentre la liturgia della Parola viene tuttora celebrata in quello che era il luogo della pedana siriaca, scomparsa da molto tempo seppure vi fu mai accolta."

La funzione dell'atrio e i riti che vi si celebravano
 

Le analogie tra le basiliche cristiane e le sinagoghe sono molto forti.Esse vanno non solo dal punto di vista formale ,ma anche dal punto di vista religioso in quanto molti protocristiani continuarono a frequentare la sinagoga e a sentirla più vicina al messaggio divino.
Analizziamo rapidamente le due principali ipotesi sulla genesi basilicale cristiana:la teoria classica che prevede la discendenza di tali strutture cristiane da quelle romane,e la teoria sinagogale che interpreta la questione basilicale in maniera diversa dalla tradizione prendendo in considerazione la derivazione ebraica.
 
Teoria tradizionalista (cenni)

Secondo le teorie tradizionaliste le basiliche civili romane ebbero un grande influsso nella formazione delle basiliche paleocristiane.Le analogie addotte riguardano alcuni elementi di carattere architettonico,quali lo spazio porticato,la suddivisione interna in navate,ed altri di carattere funzionale che verranno traslati nell'ottica specificatamente cristiana ,quali l'amministrazione della giustizia,la socializzazione e i dibattiti filosofici che si svolgevano sotto i portici
Nelle basiliche pagane la giustizia aveva un luogo ad essa deputato cioè il tribunal, in genere inserito in un'abside in cui il magistrato svolgeva il suo compito di amministratore della lex romana che nella tipologia cristiana troverà quale continuatore la figura del vescovo.La socializzazione che avveniva nella struttura laica si trasformava in quella religiosa in adunanza per l'adorazione della divinità,mentre i dibattiti filosofici si trasformeranno in discussioni teologiche .Tale “continuazione” in una chiave marcatamente cristiana proverebbe la diretta discendenza dalla laica e pagana basilica romana a quella cristiana.


Teoria sinagogale (cenni)

La teoria della discendenza sinoganale considera non soltanto alcuni aspetti architettonici ed artistici analoghi a quelli delle sinagoghe tardoantiche,ma anche le somiglianze di alcuni elementi fondamentali delle due liturgie che non poco hanno influenzato la nascita dell'edificio basilicale.Nella sinagoga ad esempio si celebrava anche una” liturgia della parola” -  vista in chiave futura e messianica - ,mentre in quella cristiana ,costituiva l'apertura della messa e definita come messaggio nell'attualità
Dopo il 313 d.C. i cristiani ,in seguito all'editto di Milano e la crescente ammirazione e scelta dell'imperatore Costantino I verso la nuova religione, dovettero  transitare in immense strutture che delle antiche basiliche romane avevano ben poco tranne qualche riferimento formale, neanche ben definito, e tecnico/costruttivo(mancava nella basilica pagana la direzionalità che avrebbe caratterizzato le basiliche cristiane).I cristiani dalle loro piccole comunità e dalle sinagoghe dove a volte si recavano mutuarono la nuova tipologia che definirà in  futuro la basilica cristiana dai loro fratelli maggiori ebrei.

L'atrium ad esempio è un elemento mancante nelle strutture pagane ma, come menzionato in precedenza, presente nella tradizione sinagogale.In essa si svolgeva la funzione penitenziale pubblica ove in presenza dell'arca della legge questa veniva cosparsa di cenere ed insieme ad essa anche i presenti accompagnati dalle parole di un anziano che invitava alla penitenza:

(2) ” Fratelli nostri, a proposito degli uomini di Ninive, non è detto: il Signore vide le loro vesti penitenziali di sacco e i loro digiuni, ma: 'Vide il Signore le loro opere, perché si erano ritratti dalla loro cattiva condotta'; e nella tradizione (profetica) si dice: 'Lacerate i vostri cuori e non le vostre vesti'.Allo stesso modo “

Allo stesso modo in Vestibulo molti fedeli cristiani si ritrovavano per la festività delle ceneri in una collettivo rito penitenziale ove tutti vestiti di saio e cosparsi di cenere erano invitati alla penitenza con le stesse parole di  Gioele tant'è che la differenza tra i due ambienti ad un profano sarebbe stata pressoché nulla.”Altro elemento è l'abluzione effettuata nei pressi della fontana del quadriportico che consentiva al fedele di mondarsi ed entrare purificato nella sinagoga/basilica.

L'aula e i culti connessi


L'aula basilicale avrà una notevole importanza per i due culti in cui però si manifestano le prime differenze .Se gli ebrei vi celebrano la “liturgia della parola e dell'avvento” i cristiani vi celebrano quello del sacrificio anche se come detto la liturgia della parola inizia l'apertura della Messa .

Citiamo Giustino martire,nella I apologia (2) una forma di messa arcaica:
 
” giorno del sole » tutti i fedeli si radunano insieme, venendo dalle città o dalle campagne. “ Allora - egli prosegue - si leggono le memorie degli Apostoli e gli scritti dei Profeti, finché c'è tempo. Poi, quando il lettore ha finito, colui che presiede prende la parola, per ammonire i presenti ed esortarli ad imitare le belle lezioni udite. Quindi ci leviamo tutti in piedi e innalziamo preghiere » (I, 67). Segue poi la descrizione dell'Eucarestia, che si conclude con una colletta per i poveri..”

Nella descrizione di Giustino non si fa riferimento alla professione di fede(shemà) che fa parte del culto sinagogale,e alla benedizione sacerdotale che lo chiude.
Le preghiere a cui allude Giustino trovano riscontro nel culto ebraico nelle “Diciotto benedizioni “ della sinagoga molto venerata in Israele.

In base ai dati forniti da Giustino, potremmo quindi tracciare il seguente schema:

Culto sinagogale    
                
Professione di fede. 

Preghiera delle «Diciotto Benedizioni»
Salmi
Letture (Legge e Profeti)
Sermone
Benedizione sacerdotale. 
Colletta per i poveri

 
 
Culto cristiano

Liturgia della Parola
----------------------
Preghiere di intercessione
Salmi ( ? )
Letture (Legge, Profeti, Vangelo)
Sermone
-----------
Colletta per i poveri

 

Da questo schema (2) si evincono alcune analogie tra i due culti.

La presenza dei primi cristiani alle cerimonie sinagogali certamente non furono infrequenti ,dovute a non voler perdere il loro antico legame con la madre della nuova religione e con la comunità di cui sentivano ancora l'appartenenza.Di tale sentimento,legato ad accomunanze formali e liturgiche avranno indotto i protocristiani ad adeguare i loro luoghi di culto in somiglianza alle originarie sinagoghe tardoantiche per poi adattarle alle prime basiliche dei romani di cui questi ultimi prenderanno tutto il merito


(1) Ma i modi d'espressione del culto rimasero simili: i cristiani di Gerusalemme continuarono a frequentare il Tempio fino alla sua distruzione, avvenuta nel 70. Tale distruzione, provocando la scomparsa della liturgia sacrificale, tolse di mezzo un elemento capitale di rottura tra giudaismo e cristianesimo, ciò che spiega la persistenza di comunità giudeo-cristiane fino alla metà del IV sec.
Così pure i cristiani continuarono a frequentare le sinagoghe, che allora proliferavano (Roma ne contava tredici nel I sec.). Forse ne possedevano di proprie, come lascia intendere la lettera di Giacomo (2,24: adunanza = sinagoga). L'abitazione dell'uno o dell'altro fratello si apriva alla comunità dei credenti per la preghiera in comune e per la frazione del pane, come avveniva presso i giudei per il pasto rituale di fraternità. Col mondo pagano, al contrario, la rottura fu immediata e totale: «Quale accordo tra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente» (2Cor 6,16). Templi, sacrifici, pasti sacri erano coinvolti nella medesima condanna. I cristiani non avevano dunque altra cornice per la loro preghiera comune che l'assemblea dei fratelli.


La cosa comunque non dovette essere sporadica se una disposizione rabbinica parla di alcuni comportamenti da evitare


(2)« Chi dice: 'lo non passerò davanti all'Arca (cioè: non ufficierò) in abiti colorati', neanche in vesti bianche sia fatto ufficiare; (chi dice: ) 'Con i sandali non passerò', neanche scalzo sia fatto ufficiare. Chi rende il suo filatterio (della fronte) tondo: è un pericolo e non adempie il precetto. Chi lo mette sulla fronte o sulla palma della mano, questo è il modo di fare degli eretici. Se lo copre d'oro e lo mette sulla manica, questo è il modo di fare dei dissidenti ».

Ci viene qui presentato qualcuno vestito di bianco e scalzo; inoltre si parla di una trasformazione apportata nel filatterio della testa, che lo può far assomigliare a una corona.
Accostiamo a questo testo un passo di un inno battesimale di Efrem siro nel quale egli si rivolge ai neofiti, dicendo: « Splendono le vostre vesti, brillano le vostre corone, che oggi vi ha intessuto il Primogenito per mezzo del sacerdote » (XIII, 5).

La ricca simbologia battesimale riguardava anche l'abbigliamento del neofita; egli, risalito dalle acque rigeneratrici, non rivestiva la sua tunica abituale, ma indossava quella che ancor oggi si chiama « la veste candida », una veste cioè che anche esteriormente esprimesse lo splendore interiore, che il neofita aveva acquistato e di fronte al quale - dice Ambrogio - anche gli angeli restano ammirati. Come il battezzando si toglieva la tunica prima di entrare nelle acque battesimali, a significare la spogliazione dell'uomo vecchio, così si toglieva anche i sandali, che con i loro legacci, erano considerati simbolo dei legami del peccato. E come dopo non rivestiva il vecchio abito, ma la veste candida, così non rimetteva i suoi sandali, ma per tutta l'ottava battesimale, usava o non portare scarpe per niente o portarle non di cuoio, perché il cuoio, appartenuto ad animali morti, rappresentava un elemento di morte, disdicevole in chi era appena rinato alla vita eterna.


e quelli menzionati sembrano proprio di un converso al cristianesimo forse visto come un “eretico o ”dissidente” all'interno della comunità.
In definitiva le analogie con la struttura sinagogale tardo antica con quella delle prime basiliche cristiane sembra molto più di un'ipotesi,grazie ad una nuova rivisitazione delle fonti e dei dati archeologici forniti, tale ipotesi non sembra più tanto eretica ,ma più vicina ad una seria riconsiderazione del processo evolutivo delle due realtà cultuali monoteistiche.


Note bibliografiche e link per la prima parte del presente articolo.
Si sono consultati i seguenti link:

http://www.corsodireligione.it/digiland/sacro_1.htm

http://www.nostreradici.it/simboli_giucris.htm

http://www.diocesiag.it/doc_liturgico/formazione_liturgica/I%20luoghi%20della%20celebrazione.doc


Le note (1) tratte da http://www.diocesiag.it/doc_liturgico/formazione_liturgica/I%20luoghi%20della%20celebrazione.doc

Le note (2) da http://www.nostreradici.it/sinag-liturgia-Parola.htm#n01

Testi consultati : Ebraismo e spiritualità cristiana
Il testo seguente è tratto dal volume: Sofia Cavalletti, «Ebraismo e spiritualità cristiana», Roma, Editrice STUDIUM, 1966

Estratto da http://www.nostreradici.it/sinag-liturgia-Parola.htm#n01

G.Curcio M. Manieri Elia “Storia e uso dei modelli architettonici” Laterza

Un ringraziamento a Carlo Valdameri che mi ha indirizzato sull'argomento

Origine e traformazione delle basiliche paleocristriane

La teoria di derivazione dalla sinagoga tardo antica



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