Bisanzio e gli Slavi
Il matrimonio di Giovanni III di Mosca con Zoe Paleologhina e la nuova dignità imperiale
© 2007 di Aldo C. Marturano
da MOSCA, MONTATURA O EREDITA’ DIVINA in corso di stampa
Da quando Giovanni era salito al trono di Mosca dopo la morte di suo padre il suo sogno era rimasto quello di trasformare il piccolo e insignificante udel moscovita in un grande impero.
Per poter giungere a questo traguardo occorreva però eliminare l’indipendenza personale di tutti i principi cugini che governavano le diverse terre intorno a Mosca e Giovanni cominciò a farlo proprio partendo da Rjazan.
Basilio di Rjazan sposa infatti la sorella di Giovanni nel 1464 e giura la sua eterna fedeltà a Mosca e al suo sovrano che chiama “fratello maggiore”.
Nel 1472 muore il fratello di Giovanni, Giorgio, senza testamento e, dopo qualche litigio con gli altri fratelli ancora vivi, Andrea e Boris, come innovazione nella prassi del passato quando gli udel si ridistribuivano secondo certe regole, incorpora nei territori moscoviti le città e le proprietà del defunto, fra cui Serpuhov.
Nel 1474 “comprerà” persino una parte della regione intorno a Rostov-la-grande…
Vjatka e i territori della Dvinà Settentrionale sono anche in mano moscovita.
Sappiamo già che era vedovo della figlia del principe di Tver e, se tiriamo le somme a questo punto, possiamo vedere che Mosca ormai ha in mano tutta la Bassa…
Ma cosa può esser la Bassa senza Novgorod? E purtroppo, dopo la vittoria sulla Scelon’, la conquista non sembra ancora completa e definitiva.
Intanto ha sposato Zoe Paleòlogo! E vediamo che cosa è successo da quando abbiamo lasciato Volpe e il resto del seguito in viaggio per Roma.
Nel 1472 Giovanni l’Italiano è tornato con un nutrito gruppo di persone, come abbiamo già detto precedentemente. Ha portato con sé persino un quadro con il ritratto di Zoe e, dopo aver ascoltato le lodi della giovane quanto a salute e a istruzione e dopo essersi fatta leggere la lettera del Papa, ha approvato! Prenderà Zoe Paleòlogo in moglie! Il papa ha anche allegato tutta una lista di salvacondotti per colori che Giovanni incaricherà come suoi plenipotenziari e procuratori di matrimonio per il trasferimento della principessa greca nelle Terre Russe! Paolo II muore e gli succede Sisto IV. Qui ci sono delle cose curiose che N. Karamzin riporta alle quali, secondo noi, val la pena accennare poiché ci danno un’idea di quanta poca conoscenza ci fosse delle Terre Russe in Occidente e viceversa a Mosca dell’Italia e del resto d’Europa. Dai mercanti si apprende che il nome del nuovo Papa è Callisto, mentre è Sisto, per cui le lettere affidate alla missione incaricato di accompagnare Zoe a Mosca sono indirizzate con questo nome. Durante il viaggio poi Volpe viene a sapere che il papa si chiama Sisto e, per non tornare indietro, fa cancellare le pergamene col nome Callisto e le fa correggere. Dall’altra parte il Papa legge e nomina conseguentemente nelle carte Giovanni Granduca di Bielorussia invece che di Mosca, sempre chiamandolo però: Diletto Figlio! Infatti l’aggettivo belyi (oggi significa bianco) nell’uso che se ne faceva allora nel XV sec. significava qualcosa come universale e dunque Giovanni era Gran Principe di tutta la Russia e non della Russia Bianca, come invece tradussero al papa. Inoltre il consiglio cardinalizio obietta che Giovanni è un eretico, mentre altri membri dello stesso consesso affermano che hanno accettato il Metropolita Isidoro e che quindi sono vicini o addirittura già nell’Unione delle Chiese.
Questa è dunque la situazione quando il 25 maggio il Papa riceve solennemente la missione moscovita che porta al Papa un dono che oggi si valuterebbe a milioni di euro: 60 pelli di pregiato zibellino! Il 1° giugno si celebra il matrimonio di Zoe per procura con Volpe nella Chiesa di san Pietro allora in costruzione. Dopodiché si riunisce ancora una volta il Consiglio Cardinalizio per le ultime istruzioni prima di accomiatare Zoe e il seguito per il lungo viaggio verso Oriente. In questa occasione si danno alcune raccomandazioni a Mosca in cui, ancora una volta, si ignorano le condizioni politiche che nella Bassa ormai si vanno consolidando: Si chiede che Giovanni faccia consiglio con l’Orda affinché costoro attacchino i Turchi e liberino la città santa di Costantinopoli dai Selgiuchidi! Che passi pure dall’Ungheria perché il cattolico re ungherese, certamente darà loro tutto l’aiuto possibile! Volpe cercò di spiegare che tutto questo non era possibile, ma fu tutto inutile, il Papa e i suoi cardinali insistettero che fosse Giovanni III in persona a rispondere ed ad agire come comandato… ora che entrava nel consesso dei Re Cattolici Romani!
Finalmente Zoe riceve una ricca dote dal Papa e dal Cardinal Bessarione e accompagnata dal Legato Papale, Monsignor Antonio, e da un grosso gruppo di greci fuorusciti da Costantinopoli dopo il 1453 inizia il lungo viaggio verso nord. Il 21 settembre la missione “regale” arriva a Tallinn. Qui Volpe abbandona per un momento il gruppo che ha i suoi tempi e si affretta a mandare un corriere (gonez in russo) a far rapporto a Giovanni dell’esito ottenuto! Fra ricevimenti e pranzi in onore degli ospiti, messe solenni etc. Zoe finalmente è vicina alla meta. Già a Juriev (Tartu) l’accoglie un bojaro di Mosca che le dà il benvenuto nelle Terre Moscovite (!).
Racconta N. Karamzin che il 12 novembre Zoe si trova ormai a 15 verste (ca. 15 km) da Mosca e Giovanni che aspetta la nuova moglie da un momento all’altro indice un consiglio urgente dei suoi bojari.
Il gonez ha portato delle notizie dall’Italia che gli sembrano sbagliate e che comunque sembrano includere dei malintesi.
E qui è d’uopo qualche riflessione. Giovanni non vuole solo il titolo di Imperatore Romano, ma anche il potere universale e la dignità religiosa. In altre parole, una volta sposato con Zoe, con l’approvazione dei fratelli di Zoe sul fatto che Giovanni è l’erede del trono di Costantinopoli ha bisogno anche della consacrazione del Patriarca e il Patriarca poi deve stare al suo fianco, nel suo Impero. Nella missione c’è uno strano personaggio, a modo di vedere dei moscoviti, Monsignor Antonio, del quale non si capisce bene la funzione e la necessità di essere presente sempre e ovunque. Il matrimonio per procura è già avvenuto ed ora si ripeterà qui a Mosca officiato dalla massima autorità religiosa locale. E allora, che parte farà il legato pontificio? Dall’altro lato la questione in sé e per sé per il Metropolita è ancora più delicata e complicata. E’ in funzione perché riconosciuto da Sinodo locale, ma non ha mai ricevuto l’imposizione delle mani dal Patriarca di Costantinopoli perché in quella città non ci è mai andato e non ci andrà mai, da quando si sa che il Santo Padre, benché sotto il controllo dei Turchi, continua ad esercitare le sue funzioni propendendo per l’unione con Roma! Se Giovanni dovesse optare per l’Unione con Roma, la sua posizione di Metropolita opposto a quello di Kiev sarebbe nulla… Insomma ci sono delle posizioni molto nette da prendere su tutta la questione, senza compromettere il matrimonio, fondamentale per Giovanni.
Nel frattempo sembra che qualcuno dei consiglieri papali a Roma abbia coinvolto Volpe in una faccenda molto oscura. Il personaggio, dalle parole di N. Karamzin che abbiamo seguito fin qui, è un uomo ambizioso, ma anche poco accorto e senza scrupoli. E’ riuscito mentre era in Italia a prendere contatti il Doge Nicolò Tron al quale si è spacciato per un bojaro molto altolocato e influente alla corte moscovita e il capo della Repubblica di Venezia, siccome ambisce da sempre di prendere il posto dei Genovesi nel commercio internazionale e siccome continua ad avere rapporti abbastanza amichevoli con i Turchi di Costantinopoli, affida a Volpe un certo Trevisan, ambasciatore veneziano, con una lettera indirizzata a Giovanni in cui si chiede, come anche ha “prescritto il Papa”, di parlare col khan dell’Orda d’Oro affinché costui accolga la richiesta di attaccare i Turchi Ottomani. All’uopo Trevisan porta con sé una serie di doni di grandissimo valore. Volpe convince il veneziano di non svelarsi quale ambasciatore e quale veneziano e di lasciar fare a lui tutto (con i doni specialmente!) e presenta il malcapitato come un suo stretto parente che è venuto a trovarlo per visitare Mosca. L’arrivo del Legato Papale e di altri che giungono con Zoe Paleòlogo e che conoscono Trevisan e le sue funzioni in quella missione, svelano la truffa di Volpe. Giovanni non appena viene a sapere che la sua fiducia è stata tradita dal maledetto italiano, fa mettere in catene l’ex monetario e lo fa rinchiudere a Kolomna mentre sua moglie e i suoi figli sono arrestati. Su Trevisan naturalmente pende una condanna a morte che sarà derogata soltanto con l’intercessione del Legato Papale.
Intanto Sofia è arrivata di prima mattina e sono cominciati i litigi. Il Metropolita Filippo infatti incontra il Legato Papale, Monsignor Antonio Bonumbro, e costui chiede per prima cosa il riconoscimento della vera fede conservata da Roma e del primato del Papa su tutti gli altri Patriarchi e dunque anche sul Metropolita Filippo e sulla sua Chiesa. Filippo difende la sua fede e conferma che non ha nessuna intenzione di abbandonarla e con l’aiuto di un certo archivista Niceta tira addirittura fuori antichi scritti che dimostrano come la fede greca è quella vera, quella ortodossa appunto! Le discussioni vanno per le lunghe e raggiungono persino toni accesi finchè il Legato Papale si ritira dalla tenzone verbale perché non ha libri con sé per dimostrare la sua tesi in modo altrettanto valido. Inoltre avvisa che alla cerimonia, che si terrà per lo sposalizio, pretende di entrare nella Chiesa per primo e con la croce “latina” che ha portato con sé ben in vista. A questo affronto Filippo è netto: “No! Ciò non è possibile e se voi (rivolto a Giovanni) farete onore alla croce la latina e alla sua eresia, allora lasciate che il Legato entri da una porta ed io entrerò da un’altra!” Al Legato fu dunque imposto di nascondere la croce quando era in giro per Mosca e che qui si comportasse da semplice ambasciatore e non da superiore al Metropolita in carica!
E’ curioso quanto riportato dalle Cronache Russe su alcune “stranezze” di Monsignor Bonumbro notate mentre era a Pskov: “…non si veste come ci vestiamo noi (cioè veste in rosso per le festività) indossa sempre un paio di guanti e benedice senza toglierli. Porta sul petto un crocifisso con il Cristo fissato in alto sulla croce (cioè su una croce latina) di legno non va ad adorare le icone né si segna davanti ad esse. Nella Chiesa della Trinità (a Pskov) si è chinato solo davanti alla Vergine e per comando della Principessa…”
E’ una situazione imbarazzante che durerà per ben tre mesi finchè la stagione permetterà il viaggio di ritorno al Legato Papale e al suo seguito più stretto. Prima di lasciare Zoe, Monsignor Antonio le parla raccomandandosi di stare attenta perché ha promesso di mantenere la sua fede cattolica ricevuta nella sua educazione in Italia e lei promette. Tuttavia non appena la missione esce dai confini moscoviti Zoe è battezzata col rito ortodosso e prende il nome di Sofia in onore della nonna di Giovanni.
Questo matrimonio dunque apre a Giovanni III un nuovo e ampio orizzonte politico e culturale che gli dà la possibilità di realizzare il suo sogno. A Mosca sono rimasti alcuni dei greci che erano nella missione e sono gente di rango e di scienza. Anche i fratelli di Zoe sono stati invitati, ma hanno preferito, Manuele, ritornare a Costantinopoli e vivere presso Maometto II e l’altro, Andrea, viene due volte a Mosca, ma non per restare. Anzi! Lascia sua figlia Maria in sposa ad un principe parente di Giovanni. Questo fratello è il più strano dei due perché quando morì invece di lasciare i suoi diritti di discendenza e di pretesa al trono di Costantinopoli a Giovanni di Mosca, li passa ai Re di Castiglia!! Comunque sia, ora Giovanni è diventato prima di tutto il “nuovo” Imperatore Romano e perciò succede di fatto al defunto Costantino XI. Ed ecco il diritto di apporre il simbolo dell’aquila bicipite bizantina accanto al suo stemma raffigurante san Giorgio che uccide il drago, sul sigillo e sulle monete. Si proclama “Cesare” (in russo “Zar”) e per questo motivo il suo dominio d’ora in poi è e diventerà il nuovo Sacro Romano Impero Russo col diritto originario ereditato di “riprendersi” quelle regioni e quelle terre che ora sono sparse o “affidate” a vari re, in Europa e in Asia.
E’ il rappresentante “secolare” di Cristo in Terra e perciò concede il potere, se vuole, ad altri, tramite la “sua” Chiesa, unica e vera, che ora non dipende più da alcun altro potere religioso superiore, ma soltanto dalla sua benevolenza e da quella dei suoi discendenti.
Infatti dopo qualche anno Mosca diventerà la sede di un nuovo Patriarcato, adottando e realizzando il vecchio progetto teorizzato un secolo prima dal Metropolita Cipriano sul ruolo di Mosca quale Terza Roma! E dovrà essere il Patriarcato Massimo come ora il suo Metropolita è (o almeno pretende di essere) quello maggiore di tutte le eparchie ortodosse delle Terre Russe e Lituane.
A questo punto per Giovanni le autorità europee, come l’Imperatore del Sacro Romano Impero Germanico o i vari re cattolici del nord, il Papa di Roma o il Metropolita di Kiev etc. non hanno più valore di fronte alla sua sacra persona e alla sua Mosca, capitale universale che ha diritto di cambiare persino nome, se Giovanni lo vuole, in Roma o Città dei Cesari. Giovanni ha il diritto in nome di Cristo di eliminare qualsiasi concorrente o rivale, ovunque esso si trovi!
Nella forma però manca qualcosa: La successione sul trono dei Cesari è per linea maschile oppure per consacrazione da parte del Patriarca ed entrambi le cose non sono fattibili sulla sua persona. Inoltre che cosa è un Imperatore senza il suo Patriarca al fianco? Addirittura Filippo al momento è allo stesso livello dell’Arcivescovo di Novgorod-la-Grande che potrebbe addirittura con la sua potenza economica e politica imporre il proprio rango superiore. Occorre riassegnare al più presto un ruolo supremo alla Chiesa Russa ora che è diventata assoluta responsabile di qualsiasi mutamento avvenga all’interno del gregge dei credenti e di dichiarare eretica ogni altra chiesa cristiana che non riconosca questo ruolo leader.
Innanzi tutto bisogna ripristinare la spettacolarità della Chiesa e quindi la costruzione della nuova cattedrale rientra in quel progetto. Anche Mosca e il suo Cremlino dove la Cattedrale si trova deve essere abbellita per far bella figura da Capitale non solo di un Impero, ma anche della Chiesa Universale.
In questi anni, a parte i resti delle mura bianche del Cremlino di Demetrio del Don, la città è ancora quasi tutta di legno e abbiamo visto come facilmente va a fuoco e, se si vuole costruire con pietre o mattoni, bisognerà anche avere dei bravi ingegneri che qui non ci sono. I suoi Krivzov e Mysc’kin che avevano ristrutturato la Cattedrale dell’Assunzione avevano già fallito. Si potrebbe ricorrere all’esperienza dei novgorodesi o di quelli d Pskov, ma… chi si fida di loro? E far costruire a Mosca una chiesa più bella e più grande di Santa Sofia di Kiev o di Novgorod oppure le opere difensive da ingegneri di quelle città? No! Non è consigliabile!
Nel 1473 Mosca è avvolta dalle fiamme e il Metropolita Filippo muore dallo spavento, mentre, il 20 maggio di questo stesso anno, forse come conseguenza del fuoco la Cattedrale crolla! E’ un segno funesto!
Costruiamone subito una nuova! Giovanni ormai in buon contatto con l’Italia e così incarica il suo Tolbuzin di trovare e far venire a Mosca un bravo architetto italiano per far costruire una nuova cattedrale. Mosca pagherà bene! Viene reperito un bolognese, Aristotele Fioravanti, che ha già esperienza internazionale poiché ha costruito il nuovo Palazzo per Maometto II. Ci si accorda su una bella somma da versare ogni mese oltre al vitto e all’alloggio per tutto il tempo che sarà necessario per costruire le opere volute da Giovanni.
Fioravanti sembra essere un tecnico di prim’ordine poiché esamina le rovine della chiesa crollata e i materiali usati con moltissima attenzione. Chiede informazioni sulle cave di pietra più vicine ed esamina anche i campioni della pietra cavata che però esclude perché troppo friabile. Fa anche un sopralluogo a Vladimir-sulla-Kljazma per vedere le opere erette tanti secoli prima dai greci e dagli ungheresi. Chiede competenze su chi sa costruire gru e trabiccoli per i trasporti, ponti e architravi di legno per lo scheletro portante, chi sa far mattoni e tutto quanto serve per la costruzione e portarla in maniera da portarla a compimento senza inutili fermate. Infatti ha deciso che il materiale migliore da usare qui è il mattone…
Ci vorranno quattro anni, ma nel 1479 e la costruzione della cattedrale è rifatta e completata ed la meraviglia delle meraviglie nel Cremlino e questa volta rimarrà in piedi (almeno fino ad oggi)!
Giovanni si darà da fare affinché queste (ed altre) costruzioni vengano portate a buon fine con latri architetti italiani e loro collaboratori in tutta la regione persino requisendo soldi e reliquie, oggetti di lusso e suppellettili preziosissime ovunque ne trovi.
Ad esempio, già la veneratissima icona della Vergine di Bogoljubovo “trafugata” da Vysc’gorod da Andrea Bogoljubskii e posta nella sontuosa Cattedrale dell’Assunzione di Vladimir-sulla-Kljazma è a Mosca dai tempi di Cipriano e trova la sua degna sistemazione proprio nella nuova Cattedrale.
Zoe-Sofia con la sua conoscenza della corte bizantina di suo padre a Mistrà introduce nuove regole e nuove solennità e la corte di Mosca si trasforma in pochi anni in una nuova Costantinopoli quanto a etichetta e a sfarzo pesantemente ostentato!
A parte questo aspetto più materiale, ma importantissimo, la Chiesa Moscovita e Mosca stessa dovranno diventare un faro di insegnamento cristiano a tutti i livelli, ma come si fa, se poi il problema è quello della cultura scritta nell’ambito della quale purtroppo il Clero, detentore dell’insegnamento, è fortemente carente? Le traduzioni degli scritti sacri si sono fermati da decenni sul Vangelo e sui libri per la liturgia e in generale la sua gente non sa né scrivere né leggere…
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