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Bisanzio e il SudItalia

Una cappella di pietra e di calce


a cura di Antonio Giuseppe LaMonica

capella di scolarici

Quando avviene un atto, previsto dalla norma legislativa come illecito gli organi competenti per materia e giurisdizione ne prendono notizia ed avviano una serie di atti finalizzati alla raccolta delle prove per consentire la ricostruzione del fatto.

Allo stesso modo colui che fa della Storia la sua passione cerca di reperire e raccogliere con metodo le fonti scritte ed orali tramandate da generazione in generazione.

Allo scopo di dimostrare quanto sopra un possibile caso consiste nella ricerca del luogo in cui venne assassinato in odium fidei l'Arciprete cattolico ortodosso Scolarici in Piraino .

Il manoscritto dell'Arciprete Scalenza pervenutoci grazie al Tresoldi afferma che l'arciprete Scolarici avendo messo al sicuro i simboli della fede, fuggiva per porsi in salvo seguendo l'esempio dei Santi ; altresì la tradizione orale narra che il pio uomo di fede venne ucciso mentre portava in salvo la Sacra Eucarestia e nel luogo in cui trovò la morte venne eretta una cappella in sua memoria.

Le suddette notizie sono state oggetto di discussione con il mio anziano padre perché le mie ricerche erano ostacolate dalla non conoscenza dei termini e del nome attribuito ai luoghi da parte dello Scalenza nel narrare i fatti accaduti.

I risultati di delle nostre argomentazioni i possono riassumere come di seguito :

  1. la considerazione doverosa dei cambiamenti climatici visto che fino agli anni cinquanta la collina di Piraino pur essendo a ridosso del mare era coperta di neve durante i mesi invernali;

  2. il mutamento dei luoghi a causa degli interventi umani ;

  3. l'identificazione dei luoghi secondo la loro antica denominazione .

Le suddette conclusioni non sono da sottovalutare dato che secondo alcune voci l'Arciprete Scolarici riposerebbe nella Chiesa di San Caltado nella frazione di Gliaca ove si crede che colà vi trovò la morte .

In base a quanto finora scritto dopo non poche difficoltà è stata ritrovata in aperta campagna una cappella costruita in pietra e in calce locale di altezza 60 cm circa e di cui si fornisce relativa fotografia digitale grazie alla disponibilità di un abitante di Piraino, di nome Salvatore, che ha partecipato attivamente e con ardore alla ricerca.

Nel modesto pensiero che la divulgazione possa servire come valore aggiunto per la tutela fornisco brevissima sintesi del percorso esplicato per trovare la cappella :

partendo dalla Chiesa della Batia è necessario percorrere la strada costeggiando alla destra le rocce e dopo un avvallamento in salita sulla destra e dopo una accurata ricerca nella campagna è stato possibile trovare la cappella appoggiata sul terreno .

La presenza della cappella dimostra che :

  1. l'uccisione del pio uomo di Fede avvenne in Piraino ed a riprova di ciò i suoi resti riposano ancora oggi nella Chiesa Madre , in cui vi è stata posta una iscrizione ;

  2. che per una efficace ricerca storica è necessario tenere in debita considerazione sia le fonti scritte che quelle orali ma anche quanto sia importante il colloquio tra generazioni .

Altro messaggio è il valore dei testi storici e la loro consultazione ed a tale proposito il Lettore consideri quanto segue :

se nella mia infanzia fossi venuto a conoscenza del manoscritto dello Scalenza quasi certamente avrei iniziato la ricerca prima di quanto abbia fatto nel corso degli anni a venire .

Da tale mia esperienza personale ne discende quanto è importante la conoscenza storica per la tutela e la ricerca ma allo stesso tempo emerge , a mio umile parere, la criticità della storia di Bisanzio in Italia che risiede nella sua divulgazione .

Probabilmente la non valorizzazione del patrimonio storico di Bisanzio dipende nel fatto che Bisanzio potrebbe rivelarsi per alcuni “non culturalmente corretto''.

Difatti nei miei studi scolastici non ebbi modo di apprendere di quanto Costantinopoli ed il Clero abbiano inciso nella Nostra Storia e solamente , grazie agli Autori , dell'editoria minore ho avuto tale possibilità .

Difatti è sufficiente ricordare che :

  1. normalmente si afferma che la Sicilia fu sotto dominazione araba per due secoli e poco o nulla si accenna a Bisanzio ed alla sua resistenza di cui l'impresa del condottiero Maniace nel 1040 è l'ultimo epilogo ;

  2. di solito si dice che ai condottieri normanni si deve la cristianità dell'Isola non tenendo in considerazione che i superstiti della popolazione romea di rito cattolico ortodosso si trovavano già nella parte orientale dell' isola dopo aver resistito tenacemente all'invasione degli Arabi;

  3. nulla si accenna alla presenza del cattolicesimo ortodosso fino a quando questi o per scorrerie piratesche o per altri fattori scomparve nell'oblio e di cui Scolari ci costituisce prova storica.

Nel riprendere in esame l l'itinerario fatto per trovare la cappella basti considerare che questi faceva parte di un altro percorso a piedi che facevo durante la mia infanzia per recarmi ora dai nonni paterni ora da quelli materni .

La localizzazione della cappella apre ad ulteriori riflessioni ed induce ad avanzare le seguenti ipotesi :

  1. essendo la Chiesa della Batia non visibile dal mare ed avendo il pio uomo di Fede percorso un sentiero che conduce in direzione prima ove vi era una volta la cosidetta Madonna del Tocco ed in seguito la Chiesa di santa Caterina d'Alessandria è probabile che Egli , preso alla sprovvista , si stesse dirigendo probabilmente verso il nucleo fortificato di Piraino , ove una volta sorgeva la Chiiesa di san Giovanni Battista nelle vicinanze dell'attuale torre cilindrica,

  2. allo stesso modo la posizione della cappella e la direzione del cammino di Scolarici spingono a considerare che l'attacco piratesco sia avvenuto per aggiramento costeggiando la collina permettendo in tal modo agli assalitori di prendere da tergo gli abitanti e cercando di precludere ogni via di scampo spingendoli verso il nucleo fortificato o verso il mare ;

  3. l'aggiramento dei pirati permette di ritenere la loro scelta d'azione in ossequio alla dottrina araba ben collaudata nel corso delle crociate secondo cui è preferibile attaccare i fianchi con agire ingannevole e senza farsi individuare ed infatti costeggiando la colina dall'alto della collina non è possibile essere avvistati ;

  4. il suddetto modo di attacco consente di prendere in esame una totale assenza delle forze sotto il dominio spagnolo ;

  5. quanto sopra scritto induce a considerare che alla popolazione restò o la fuga precipitosa nelle campagne o il rifugio all'interno delle mura fortificate con la fievole speranza d'aiuto da parte del dominatore spagnolo mentre le Chiese erano già preda del saccheggio e delle fiamme e lo Scolarici si immolava essendo fedele ai Sacramenti cattolici ortodossi .

Tuttavia sorgono anche interrogativi che potrebbero essere inquietanti come ad esempio : “ il dominatore spagnolo lasciò consapevolmente la popolazione di origine bizantina priva di difese ? Se così fosse i possibili motivi vanno ricercati ne nel differente credo religioso ? E d in tal caso considerando il triste e martoriato percorso storico di tale popolo fin dai tempi di Bisanzio è possibile accostare la sua sorte a quella del popolo ebreo e di quello armeno ? ''

A prescindere da tali ipotesi ed interrogativi da quanto sopra scritto emerge l'importanza della storia bizantina in Italia il cui periodo storico non può essere delimitato fino alla esistenza politica e militare in Italia di Costantinopoli ed in ogni caso fino alla sua presa bensì dovrebbe comprendere anche gli anni posteriori alla sua caduta sancendo in tal modo ed in modo indiscutibile che Bisanzio è stata veramente protagonista e non un mero impero decadente , corrotto ed in preda alle eresie ed alla mondanità.

Attualmente la comunità storica ha a propria disposizione il presente portale dell'Associazione Bisanzio il quale si erge come un milite a tutela del territorio , come una stella che brilla nella notte ,come il sole nascente che con i suoi raggi irradia segnando un nuovo giorno.

Nel porre termine al presente modestissimo scritto volgo doverosamente un ringraziamento sia al mio anziano padre che a Salvatore che con passione e sacrificio hanno collaborato alla ricerca della cappella .

 



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