Bisanzio e il SudItalia
La passione per la storia
a cura di Antonio LaMonica
La Passione per la Storia: Mezzo di crescita, individuale e collettiva, e punto d'incontro tra le diverse discipline e tra i popoli.
Durante la mia infanzia ed adolescenza, trascorrevo le mie vacanze scolastiche presso il paese d'origine della mia famiglia(III), ove vi sono diversi luoghi, che mi hanno spinto a coltivare l'amore per la Storia. Tale passione, ai tempi del liceo scientifico, mi ha condotto ad apprezzare il latino (nonostante talvolta gli insufficienti); ad approfondire d'iniziativa gli argomenti storici attraverso la consultazione della storiografia (come nel caso del Nostro Risorgimento); a coniugare la Storia con altre discipline, come la Fisica ( la quale induce all'osservazione e alla interpretazione dei fenomeni), con il fine di porre le basi di ricercare un metodo scientifico; ed infine nel corso degli anni ad acquistare libri di autori nazionale e stranieri, sempre tenendo a mente la specificità e l'originalità sia delle tematiche che dell'Autore ed a fruire dei contenuti digitali del sito (VI). In particolare quest'ultimo mi ha reso consapevole che non sono il solo a provare interesse per un determinato periodo storico e tale consapevolezza mi ha indotto a scrivere questo brevissimo documento, traendo spunto da pregevoli opere storiche, i cui contenuti sono riportati sinteticamente. Nel primo primo volume dell'opera (1), nell'esporre la Sicilia bizantina l'Autore :
1.Sottolinea che in Sicilia sono numerose le testimonianze bizantine, caratterizzate dalla loro semplicità e che solo recentemente sono oggetto di studio e di ricerca.
2.Notizia che il sistema militare di Bisanzio in Sicilia. contrariamente ad altri territori dell'Impero, era caratterizzato: dal fatto che colui che serviva nelle file dell'esercito riceveva un apprezzamento di terra all'inizio del servizio militare e non alla fine, a differenza del periodo romano, anche allo scopo di non gravare sulle spese e sulle imposte ed a riprova di tale sistema di arruolamento in altro scrttio(3) si ricorda che l'Imperatore Eraclio ( 610-641), per rendere più facile il mantenimento di soldati in Sicilia, fece molte concessioni di terre; da apprestamenti difensivi, atti a rendere ardua la conquista dell'Isola, come in realtà avvenne.
Inoltre l'Autore (1), affrontando l'invasione araba, avvalendosi per lo più di fonti bizantine ed arabe, rende noto che la conquista lampo araba non si verificò in Sicilia come avvenne in altri paesi ma si trasformò in una logorante guerra di posizione e di colpi di mano, durata virtualmente 138 anni, facendo in modo che l'espansionismo imperiale mediterraneo degli Arabi fosse bloccato in tre punti essenziali : a Costantinopoli in oriente , a Poitiers in occidente, nell'isola di Sicilia al centro nonostante quest'ultima fosse stata l'unica, che dovette sostenere il duplice peso della guerra marittima e terreste. A tale proposito è significativo che uno dei maggiori condottieri arabi Musà aveva definito i Bizantini, che difendevano la Sicilia , << leoni nei loro castelli, aquile a cavallo e donne sulle navi (1) >>. Di conseguenza. senza l'autorevolezza di uno storico e con l'umiltà di chi ama la storia, è possibile:
1.affermare che probabilmente la tipicità di soldati proprietari di terra e la certezza di poter contare sull'aiuto imperiale accrebbero ulteriormente la resistenza all'invasione araba ed in effetti Bisanzio rinunciò definitivamente alla Sicilia a seguito del fallimento dell'impresa di Maniace intorno al 1040 (1).
2.Considerando le parole di Musà e cercando di interpretarne il significato, avanzare l'ipotesi che :
a)la strategia militare bizantina si fondasse sulla difesa di roccaforti, sulla vigile osservazione del nemico allo scopo di impiegare la cavalleria, forse anche per alleggerire gli assedi, attaccando i rinforzi avversari ed i rifornimenti visto che il territorio siciliano,essendo per lo più collinare e montuoso, ben si presta ad azioni rapide ed improvvise. Nel prendere in esame tale caratterista del territorio siciliano si consideri la cronologia di conquista araba dei centri abitati secondo la loro posizione geografica. Ad esempio la fortezza di Demona (5) subì il primo attacco nella primavera del 901 e tale roccaforte, non potendo essere espugnata, sarà certamente rimasta fino alla battaglia di Rometta del 965, determinata dalla spedizione bizantina del Foca nel 964. Inoltre nell'illustrare la campagna di Sicilia (6) si rende noto che l'esercito tedesco attuò con successso la ritirata attraverso tre linee difensive ( Linea Santo Stefano, Linea San Fratello, Linea Tortorici ) così che, nonostante fossero tentati alcuni aggiramenti anfibi, battezzati << end runs >> con terminologia presa a prestito dal baseball, la distanza fra Palermo e Messina fu coperta in diciassette giorni anche se essa corrispondeva approssimativamente a quella, dalla testa di ponte di Gela fino a Palermo , la quale la 7 Armata aveva coperto in tre giorni.
a)In quel periodo vi era una rinuncia al confronto bellico sul mare, permettendo così agli invasori di rimpiazzare le loro perdite, subite a causa della resistenza terreste e dalle malattie durante gli assedi.
b)Tale scenario militare anticipa e sancisce il principio strategicomilitare per cui riuscirono le imponenti operazioni anfibie nell'ultimo conflitto mondiale : le supremazie aerea e navale degli Alleati ed l'insufficiente capacità di contrasto a queste prima da parte dell'Asse ed in seguito della Germania; Nella campagna di Sicilia (6), l'Autore rende edotto il lettore che : l'intento di contrastare le prime forze di sbarco attraverso i contrattacchi prima della fanteria italiana (Divisione Livorno) e dopo dei mezzi corazzati tedeschi fu reso vano dalla potenza di fuoco e dalla precisione dell'artiglieria navale, la quale altresì permise di consolidare le posizioni; Nella campagna di Normandia (7), l'Autore, attraverso i racconti dei soldati, espone la difesa germanica in strutture difensive statiche e ben protette durante lo sbarco e l'uso tedesco dei mezzi corazzati per azioni improvvise e devastanti contro le unità in marcia( (vedasi l'attacco britannico al fronte di Tilly che venne fermato prima dal solo Tigre del Tenente Michel Wittmann, a cui siaggingero ben presto gli altri quattro Tigre e successivamnete il resto dell'unità nel contrattacare), Nel riprendere in esame l'opera (1), nella parte dedicata al Regno dei normanni ed a quello di Federico II, l'Autore, nell'esporre l'iter della nuova costituzione del Regno di Sicilia, nota che l'Imperatore Federico II Svevo, in qualità di Re di Sicilia, nel suo intento di promulgare la nuova costituzione del Regno di Sicilia, tenne in considerazione il fatto che il suo precedessore Ruggero si fosse ispirato al modello statale di Giustiniano e le teorie di Pier delle Vigne. Ma della Sicilia bizantina si occupa anche l'editoria minore, che tratta dei centri abitati : le loro origini, la popolazione, le radici religiose, il dialetto. In effetti l'Autore (3) scrive che a Piraino, nei secoli VII e VIII secolo d.c. arrivarono esuli, provenienti dai paesi del bacino mediterraneo a seguito delle conquiste arabe, i quali essendo di rito greco-ortodosso, costruirono in seguito un luogo di preghiera, oggi denominato Chiesa della Batia (perché il re Ruggero elevò la piccola Chiesa alla dignità di Abbazia nel XII d.c (4)). ma il cui nome originario era Teotokos, dato che questi portarono con sé il culto della Madonna Madre di Dio. Tale professione di fede durò fino al 1544, anno in cui, perse la vita l'Arciprete Giovanni Maria Scolarici (3-4), in occasione di una incursione, guidata dal pirata Barbarosa, che fu tale da distruggere il paese e da causare la mancanza di sacerdoti, la cui eredità spirituale fu presa in custodia da quelli di rito romano nel 1576. Per di più un altro Autori (4) parla di una usanza dei tempi passati (l'anello all'orecchio), ricollegabile al dominazione araba, da parte di alcune famiglie e delle tracce del popolo ebraico. A quanto sopra si aggiunga che in un altro libro (5) si notizia che a Tortorici giunsero uno o più manipoli di Cartaginesi e Bizantini, profughi da quella città e da quelle regioni durante le offensive mulsumane tra la metà del VII e gli inizi del VIII d.c, che fondarono tale centro ripopolandolo. Per di più l'Autore (5) parla del sistema difensivo bizantino affrontando gli attacchi arabi alle fortezze di Demona e di Micos, poste nei Nebrodi, cercando di localizzarne le odierne posizioni geografiche nonostante la povertà di indizzi storici. In ultimo Egli (5) affrontando l'aspetto linguistico riporta l'origine greca di alcune località e pone in risalto che riflesso di una lunga bilinguità greco-latina è l'uso, nel dialetto, del passato remoto al posto passato prossimo e la mancanza di dittonghi ie, uo nella Sicilia Nord Orientale. Da come si evince la Storia, in tal caso dell'Italia bizantina, è una tematica, a volte tutta da scoprire o da riscoprire con benefici anche in altre discipline umanistiche e scientifiche . A tale fine si consideri indicativamente gli studi riferiti : all'origine e al significato dei centri abitati, delle località, dei monumenti e dei luoghi di culto; ai cognomi ed ai nomi nonché il loro collegamento con la religione passata e presente; al dialetto ed alla Nostra lingua in quanto, alla corte palermitana dell'imperatore Federico II di Svevia nel decennio 1230-1240, fu foggiata una lingua poetica che è la prima espressione letteraria italiana (2); alla ingegneria civile, religiosa e militare per individuarne la tipicità; all'arte religiosa nei vari periodi; al diritto per approfondire la continuità storica dell'attuale normativa con quella promulgata dall'Impero Romano d'Oriente; all'agricoltura o alla biologia visto che, ad esempio, cresce ancora la ruta (3); alle abitudini alimentari poiché vengono confezionati alimenti, con particolari metodi di cottura tali da consentire la lunga conservazione; alla ricerca medica per la prevenzione e la cura . Tuttavia, a mio umile giudizio, tale percorso di studio potrebbe rilevarsi, a volte, arduo per lo studioso che non prenda in esame l'uso passato della lingua araba perché si porta a conoscenza che (2) un recente studio di Hiroshi Takayama ha brillantemente dimostrato la forte sopravvivenza dell'arabo come lingua amministrativa, usata da mussulmani che rimanevano nell'isola, ma anche dai segretari ed amministratori cristiani bilingui, così che i detentori della conoscenza pratica degli aspetti della vita rurale ed amministrativa continuarono ancora ad essere, per più di un secolo dopo i Normanni, i segretari, gli shaykh e gli amil mulsumani locali. In contrapposizione alle criticità è indubbio che vi sono delle opportunità, quali quelle dei contenuti legate alle nuove tecnologie: internet, televisione digitale terreste e Radio digitale terreste. Ma le qualità dei contenuti tradizionali e digitali, in tal caso storici, costituiscono un'altra criticità, non meno rilevante, perché recentemente vi sono stati comportamenti tali da giustificare l'intervento diplomatico (11) a difesa di una tragedia storica (12-13). Di conseguenza, in tale quadro d'insieme, tradizionale e digitale, assumono particolare valenza la ricchezza delle opere nazionali ed estere e le iniziative V) (VI) per la ricerca storica, per la tutela della memoria storica e per condividere la passione per la storia in ambito nazionale ed internazionale. In ultimo preciso che ho voluto scrivere questo umile e semplice lavorato anche per i seguenti motivi :
a)è mio desiderio ringraziare tutti coloro che collaborano e divulgano il loro sapere attraverso libri e contenuti digitali, indispensabili per la formazione a distanza sia del singolo che della collettività
b)chi, come me, ama la Storia, avverte la necessità d'esplorare e d'approfondire la Storia per comprendere il recente passatto ed il presente
c)la Storia, come disciplina e passione, consente di avvicinare i popoli e nel caso del popolo ebraico di rendere noto quanto sia forte il legame con questi
d)il periodo storico dell'Impero di Bisanzio in Italia fa parte integrante del Nostro passato e delle Nostre radici religiose, le quali, nella mia convinzione di cristiano di rito romano, ci permettono d'accomunarci, nell'unità spirituale crisitana, anche ai fratelli di rito ortodosso, nonostante oggi vi siano delle divisioni tra i due riti. Infine, nel concludere, è mia volontà ringraziare mio padre, che, nonostante abbia conseguito la quinta elementare negli anni successivi all'ultimo conflitto mondiale, con umiltà e semplicità ha saputo trasmettermi l'amore per la storia attraverso
l'osservazione e stimolare in me l'importanza per la ricerca storica e la salvaguardia della memoria storica.
Bibliografia e sitografia
- Storia della Sicilia dalle origini ai giorni nostri ( tre volumi ) Casa Editrice Sellerio editore Palermo Autore Francesco Renda
- Federico II e la Sicilia Casa editrice Sellerio Editore Palermo Autore Pierre Tiuberts Agostino Paravicini Bagliani
- Una Storia per Piraino Casa Editrice Armando Siciliano Editore Autore Nunziato Pietro Mancuso
- Notizie Storiche Etnografiche su Piraino Casa Editrice Edizione Archeoclub d'Italia Sede Comprensoriale di Capo d'Orlando Autore Cap. Tresoldi Cav. Uff. Rosario Maestro di scherma Giuseppe Pitrè
- Dalle vicende della Sicilia Nord Orientale a quella di Tortorici- Appunti per una Storia critica Casa Editrice Edizioni di Nicolò Autore Sebastiano Franchina
- La Guerra inutile - La campagna d'Italia Casa Editrice Longanesi & C. Autore : Eric Morris
- Arrivano ? la campagna di Normandia raccontata dai tedeschi Casa Editrice Bur Autore Paul Carell
-Digital Right Management
http://www.innovazione.gov.it/ita/intervento/normativa/pubblicazioni/digital_rights_management.shtml - Radio Digitale Terreste
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/radio_digitale/index.html
- Il rapporto della Commissione Interministeriale sui contenuti digitali
nell'era di Internet http://www.innovazione.gov.it/ita/intervento/normativa/pubblicazioni/cdei.shtml
la sintesi del rapporto curato dal Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie e Federcomin http://www.innovazione.gov.it/ita/intervento/normativa/pubblicazioni/econtent2005_es.pdf - Il Ministro Stanca chiede intervento diplomatico per l'oscuramento del link sloveno al videogioco "fojbe 2000" http://www.innovazione.gov.it/ita/comunicati/2004_02_11a.shtml
- Le Foibe http://www.lefoibe.it
- 10 febbraio "Il giorno del ricordo"
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/ricordo_giorno/index.html
Sitografia
- Governo Italiano http://www.governo.it
- Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie http://www.innovazione.gov.it/
- Comune di Piraino http://www.comune.piraino.me.it
- Comune di Tortorici http://www.tortoricinrete.it
- Sito internet culturale http://www.internetculturale.it
- Sito imperobizantino http://www.imperobizantino.it