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Santi banchieri e Re

a cura di Luca Bianchi

Cronaca di una visita alla mostra di Ravenna Ho deciso di visitare la mostra “Santi Banchieri Re” durante il ponte del 25 aprile, quando mi sono trovato a Ravenna per motivi di lavoro.
La mostra ha sede nella ex Chiesa di San Nicolò, che fa parte del complesso della Biblioteca Classense. La sede della mostra merita di per sé una visita: si tratta di un chiesa sconsacrata, a lungo non accessibile al pubblico, adesso diventata spazio per esposizioni temporanee. Potrà facilmente capitarvi di passare dalla visione degli oggetti esposti a quella degli affreschi che decorano l'ambiente.
La ex chiesa è stata restaurata recentemente e quindi ha tutti i “comfort” che servono per organizzare mostre impeccabili dal punto di vista organizzativo.
Partiamo dal prezzo del biglietto: € 3,50 (non è tanto), con riduzioni si scende a € 2,50; interessante l'opzione di comprare un biglietto cumulativo con la Domus dei Tappeti di Pietra per complessivi € 6,00 (€ 4,50 con riduzione). Le due strutture non comportano tempi di visita lunghi e, vista la delocalizzazione, si è obbligati ad un interessante passeggiata attraverso il centro cittadino. Sfortunatamente non sono previsti altri abbinamenti coi complessi museali ravennati. 
La mostra occupa l'intera aula della Chiesa di San Nicolò: ambiente spazioso, ma non immenso. Il prezzo basso credo che dipenda anche dal non elevato numero dei reperti presenti. Da un certo punto di vista questa non è una cattiva notizia, perché permette di visionare meglio gli oggetti esposti. 
L'occasione della mostra è il ritrovamento di alcuni mosaici pavimentali che sono stati ritrovati fra i resti della Basilica di San Severo. I mosaici hanno buona estensione e appaiono (ai miei occhi profani) abbastanza integri. Qualitativamente e scenograficamente sono meno appariscenti di altri presenti e visibili sul territorio ravennate.
Inoltre sono visibili i mosaici di un domus di un funzionario bizantino che risiedeva a Ravenna e alcuni mosaici inviati dalla Siria. Ripeto che il materiale esposto non riesce ad eguagliare lo splendore di altre decorazioni musive visibili a Ravenna, comunque l'esposizione e le spiegazioni rendono molto interessate il percorso di visita.
Fra l'altro materiale: monete, frammenti di statue e sculture; notevoli i reperti provenienti da abiti o pergamene di epoca bizantina; meno interessante il vasellame. 
La visita approfondita riesce a durare un ora; quindi dopo si ha il tempo di dedicarsi ad altri aspetti di Ravenna. Oltre alla citata Domus dei tappeti di Pietra, alle Chiese Bizantine e al Mausoleo di Teodorico (tutte visite in tema), attualmente Ravenna ospita una mostra sull'impressionismo.
Se vogliamo trovare un difetto…. Chi visita per la prima volta Ravenna, forse potrebbe risparmiare la visita della mostra e dedicarsi ad altri monumenti di ben altro valore storico-culturale (oltre che di immensa qualità artistica). Chi ha già visto Ravenna, invece, potrebbe trovare nella mostra una buona scusa per tornarvi.



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