Imperatori
Teofilo
a cura di Fulkion
Teofilo (829-842) è il secondo imperatore della dinastia amoriana. Figlio di Michele II, ascese al trono all'età di sedici anni e, per quanto se ne sa, senza contrasti.
Fra tutti gli imperatori bizantini fu probabilmente il più vicino alla cultura islamica, e per tutta la durata del suo regno cercò, riuscendovi, di dare di sé l'immagine del sovrano giusto, sul modello del grande califfo Harun ar Rashid. Anche lui si aggirava per la città, soffermandosi a parlare con la gente comune, per scovare e raddrizzare torti e ingiustizie.
Scelse la sua sposa, Teodora, durante uno dei concorsi per spose iniziati da Irene. Il suo tutore fu Giovanni Grammatico, fervente iconosclasta, da lui poi innalzato al patriarcato nell'837.
E proprio l'ultimo ritorno di fiamma dell'iconoclastia è uno dei tratti più salienti del suo regno. Le persecuzioni antiiconodule assunsero nuovamente la forma della lotta a tutto campo contro il monachesimo. Ormai, però, i circoli iconoclasti della capitale e dell'esercito erano davvero isolati. Sembra che la stessa imperatrice Teodora fosse, di nascosto, veneratrice di icone. L'imperatore, con un editto, dovette addirittura minacciare di imprigionamento quanti rifiutassero la comunione con gli iconoclasti. Come è noto, infatti, alla morte di Teofilo l'adorazione delle icone venne ripristinata (843).
La politica estera di Teofilo fu forzatamente dominata dalla durissima lotta ingaggiata con gli Arabi in Asia Minore. I califfi al-Mamun e al-Mutasim invasero a più riprese l'Anatolia, invasioni che culminarono nel saccheggio di Ancyra e Amorio (838). Non mancarono i successi bizantini, ed alla fine le incursioni arabe non si concretizzarono in annessioni definitive.
Le misure militari di Teofilo ebbero invece effetti di lungo periodo: il raddoppio della paga dei soldati,la creazione di tre nuovi distretti militari lungo le "cleisurae" anatoliche (Charsian, Cappadocia e Seleucia), nonché di alcuni nuovi temi: quelli di Durazzo, dei Klimata, le città bizantine della Crimea, di Paflagonia e Chaldia sul Mar Nero. Ancor più importante l'incremento delle truppe realizzato con il complicato arruolamento di circa 30.000 Khurramiti, una setta ereticale islamica, che portò anche alla riconquista di alcune zone della Grecia a detrimento degli Slavi. Nell'841-42 fu repressa una grande rivolta di Slavi nel Peloponneso.
Altro importante fronte di lotta con gli Arabi fu quello della Sicilia. Qui l'andamento della lotta fu a senso unico: dopo durissime battaglie, alla morte di Teofilo gli Arabi erano già padroni della parte occidentale dell'isola e di Messina.
Nonostante le spese militari e i grandi programmi edilizi, alla sua morte l'Imperatore lasciava le casse del tesoro stracolme: un avanzo di sette milioni di nomismata, più del doppio del bilancio annuale.
Si ipotizza pertanto che i bizantini siano riusciti a reperire una fonte straordinaria di metallo prezioso, forse una grande miniera in Armenia. Causa principale dell'equilibrio finanziario, ma anche militare, dell'impero, restava però la sua struttura sociale. La prevalenza degli stratioti contadini era determinante nel rendere impossibile la conquista araba dell'Anatolia e nel contenere enormemente le spese militari.
Il più grande merito di Teofilo resta quindi l'aver mantenuto e rafforzato questa struttura. Le sue sconfitte sui campi di battaglia, d'altra parte, evidenziano tutti i limiti dell'esercito popolare, difensivo e guerrigliero del periodo bizantino di mezzo