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Imperatori

Niceforo II Foca

a cura di Mirko Ratti


Alla morte di Costantino VII avvenuta il 9 novembre 959 salì al trono suo figlio Romano II La sua seconda moglie Teofano, pur essendo d'umile origine è una figura rilevante di questi anni come moglie di Romano e poi di Niceforo Foca,istigatrice del colpo di stato di Giovanni Zimisce, madre di Basilio II .Romano affidò all'eunuco Giovanni Bringa il governo e sdoppiò la carica di Domestikos delle Scholai affidando l'oriente a Leone Foca e l'occidente a Niceforo Foca. Nel 960 una grande spedizione comandata da Niceforo sbarcò a Creta, l'isola “maledetta da Dio”e l'anno dopo il capoluogo Khandak cadde. Niceforo si recò in oriente dove invase la Cilicia e prese  Anazarba, riconquistò Germanicea e nel dicembre del 962 prese Aleppo. Il 15 marzo 963 Romano II moriva prematuramente e Niceforo era proclamato imperatore dall'esercito a Cesarea di Cappadocia, la culla della sua famiglia. Il14 agosto Niceforo entrava a Costantinopoli, eliminava Giovanni Bringa e era incoronato imperatore dal patriarca Polieucto. Il mese dopo Teofano diveniva sua moglie e Niceforo divenne il patrigno e protettore dei due piccoli porfirogeniti Basilio e Costantino. Niceforo confermò un figlio naturale di Romano Lacapeno, Basilio, nella carica di parakoimomenos, e il fratello Leone ebbe il titolo di curopalates, il padre Barda di Cesare e Giovanni Zimisce Domestikos d'oriente. Nell'inverno del 963/964il nuovo domestikos riportò davanti a Tarso quella che passò alla storia come la VITTORIA DEL MONTE DI SANGUE. Niceforo e Leone occuparono Adana, Mopsuestia e Tarso costringendo Saif a Dawla l'emiro d'Aleppo, il quale aveva riconquistato la sua capitale, a chiedere la pace. Nel 969 si arrendeva a Michele Burtse e a Pietro Foca la gran città d'Antiochia. Alla morte di Saif  a Dawla Aleppo cadde sotto il governo di un emiro, Karguyah, il quale nel 969 firmò un trattato che faceva d'Aleppo uno stato vassallo dell'impero in cui i mussulmani dovevano versare un tributo speciale a cui i cristiani di tutte le confessioni erano esentate. La posizione dell'impero con la conquista della Cilicia, dell'alta Mesopotamia e del nord della Siria si era enormemente rafforzata, per non parlare del prestigio che la riconquista d'Antiochia, sede di un patriarcato ortodosso dava all'impero. Nel 968 giunse a Costantinopoli un'ambasciata dell'imperatore Ottone il Grande guidata dal vescovo longobardo Liutprando con la proposta di matrimonio tra il figlio di Ottone e una principessa romana che portasse in dote i possedimenti imperiali in Italia. Mai proposta diplomatica trovò un'accoglienza peggiore. Liutprando ha lasciato una cronaca con tutte le umiliazioni e i tormenti  patiti a Costantinopoli. La diplomazia imperiale usava adulare o terrorizzare gli ambasciatori  stranieri secondo le necessità. Liutprando proverà sulla sua persona l'ira di Niceforo anche se agli ambasciatori bulgari che impudentemente chiedevano gli arretrati del tributo che un tempo, gli era stato promesso andò peggio: furono frustati e rispediti in Bulgaria. Niceforo era troppo impegnato in oriente per punire i bulgari perciò ricorse all'aiuto di Svjatoslav, principe di Kiev il quale aveva invaso la Bulgaria e aveva fatto prigioniero lo zar Boris(968). Aver fatto appello ad un avversario così forte fu un errore, Niceforo non ebbe tempo di porvi riparo il 10 dicembre 969, sei settimane dopo la che caduta d'Antiochia aveva coronato la realizzazione del suo programma politico e militare,Niceforo venne assassinato. Niceforo Foca è ricordato come un gran generale, indubbiamente la conquista di Creta, della Cilicia e soprattutto d'Antiochia sono notevoli e aprono la strada alle conquiste successive, unico neo dal punto di vista militare  il fallimento, dopo un inizio promettente, del tentativo di conquista della Sicilia nel 965. Nonostante la brevità del suo regno Niceforo fu anche un legislatore attivo,egli apparteneva ad una famiglia magnatizia e di conseguenza interruppe la politica di difesa dei deboli e nella sua XX novella del 967 accusò i suoi predecessori di essersi mostrati parziali verso i potenti,mentre non avrebbero dovuto usare due pesi e due misure se volevano agire secondo giustizia. Egli abolì il diritto di prelazione del povero sulla proprietà del ricco,inoltre vietò i ricorsi contro le alienazioni in favore dei ricchi fatte prima del 927. Egli riaffermò il diritto di restituzione senza compenso per tutte le proprietà dei soldati con un reddito non superiore a quello minimo di 4 libbre d'oro e il diritto di prelazione degli stratioti su tutte le terre che superavano il valore minimo stabilito. Nella sua XXII novella aumentò il valore minimo delle proprietà dei soldati da 4 a12 libbre d'oro, egli creò così una nuova categoria di soldati, i cavalieri, che dovevano essere più ricchi dei fanti. Questa legislazione prendeva atto che in un'epoca di grandi spedizioni la cavalleria pesante era”la regina delle battaglie”, inoltre le terre lasciate libere dai mussulmani in Cilicia e in Siria furono date in parte a questi nuovi stratioti che andarono a costituire delle eccellenti truppe a cavallo. Niceforo stabilì che  i poveri poterono acquistare solo dai poveri e i ricchi solo dai ricchi.
Niceforo era nipote del monaco Michele Maleino,eremita in Bitinia,da lui venerato tutta la vita ,era lui stesso profondamente religioso,di temperamento ascetico. Egli è il rappresentante principale di quella corrente che per effetto di un forte entusiasma religioso ispirava in quelli anni la lotta contro l'islam. Niceforo vide in questa lotta una missione sacra e  arrivò a chiedere alla chiesa ortodossa per i soldati caduti in questa lotta, il riconoscimento ad essere martiri. La chiesa ortodossa non accettò. Al contrario di quella latina, la guerra non è mai stata completamente giustificata, in oriente il concetto di crociata e di guerra santa sono totalmente estranei agli ortodossi. Niceforo è considerato il fondatore della repubblica monastica del monte Athos e il monaco che incarnò i suoi ideali, Sant'Atanasio,  costruì la” grande Lavra” grazie alla beneficenza dell'imperatore. La sua legislazione nei riguardi dei monasteri non nasconde dunque nessun'ostilità verso di loro, ma il sincero dovere di eliminare gli abusi. Nella sua XIX novella stabilisce la proibizione a fondare nuovi monasteri, ricoveri per pellegrini o anziani, proibisce anche le donazioni di terreni a quelli esistenti senza l'approvazione dell'imperatore e s'incoraggiano ad aiutare le vecchie strutture in decadenza, sono permesse le fondazioni d'eremitaggi in luoghi sperduti. E' chiaro che l'avvento del latifondo ecclesiastico sia negativo per lo stato andando ad intaccare alla lunga sia il  prelievo fiscale sia riducendo la terra disponibile, Niceforo era assieme imperatore,generale,monaco eppure venne ucciso il10 dicembre 969 da una congiura di palazzo ordita dall'imperatrice Teofano,dal parakoimomenos Basilio e dal domestikos Giovanni Zimisce che gli successe al trono. Niceforo nonostante le sue notevoli qualità non fu sempre popolare, soprattutto a Costantinopoli, ma la sua uccisione fu deplorata; in questi versi scritti da Giovanni il Geometra per il suo epitaffio è racchiuso il suo dramma.
O NICEFORO,
DAVVERO FAMOSO,
DACCHE' FOSTI VINCITORE CON TUTTII TUOI NEMICI,
TRANNE CHE CON TUA MOGLIE



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