Letteratura
Prisciano di Cesarea Grammatico bizantino
a cura di Giovanni Costa
Si esamina brevemente l'epoca in cui operò, la vita e l'opera di PRISCIANO DI CESAREA, la cui opera principale LIBRI XVIII INSTITUTIONUM GRAMMATICARUM (della lingua latina ) ebbe tanto successo ed influenza durante tutto il medioevo occidentale. Oltre 1000 codici ne dimostrano la diffusione in occidente
PRISCIANO DI CESAREA – GRAMMATICO BIZANTINO
Di Pisciano di Cesarea non possediamo una biografia, siamo però informati con sicurezza dell'epoca in cui visse dalle menzioni che ne fanno altri autori.
Così Paolo Diacono:
“Tunc quoque apud Constantinopolim Priscianus Caesariensis grammaticae artis, ut ita dixerim, profunda rimatus est.“ (HISTORIA LONGOBARDORUM I, 25)
“Pure in quell'epoca, a Costantinopoli, Prisciano di Cesarea penetrò, per così dire, le più profonde leggi dell'arte grammatica.
Ove “pure in quell'epoca” si riferisce al tempo dell'imperatore Giustiniano (regnò dal 527 al 565 d. C.).
Cassiodoro Magno Aurelio (468-562 d.C.) attesta:
“ Ex Prisciano grammatico, qui nostro tempore Constantinopoli doctor fuit, de libro primo ipsius, ista collecta sunt.” (De Orthographia, XII, pg 207 GRAMMATICI LATINI VII).
“Queste frasi sono state dedotte dal grammatico Pisciano, che alla nostra epoca fu dottore a Costantinopoli, dal libro primo della sua opera.”
Dei suoi scritti possediamo, se non tutti, la maggior parte; essi trattano di grammatica latina.
Sue opere minori sono DE FIGURIS NUMERORUM, DE METRIS TERENTII, DE PRAEEXERCITAMENTIS RHETORICIS, INSTITUTIO DE NOMINE ET PRONOMINE ET VERBO e le PARTITIONES DUODECIM VERSUM AENEIDOS PRINCIPALIUM. Sua opera più importante sono i diciotto libri di INSTITUTIONUM GRAMMATICARUM, nei quali espone la grammatica latina.
Egli, con quest'opera, vuole emendare, tenendo conto dei lavori di Apollonio Discolo e di suo figlio Herodiano, grammatici Alessandrini del II – III sec. d. C., quanto di errato è entrato nell'uso degli scrittori latini per opera delle grammatiche precedenti a questi due autori citati. Rispetto al mare degli scritti di Herodiano ed agli spaziosi volumi di suo padre Apollonio Discolo, gli scritti contenuti nei suoi libri devono essere ritenuti compendiosi. Si deve notare che, purtroppo, molte delle opere dei precedenti insigni grammatici sono andate perdute e che quello che ci resta non è poi moltissimo.
Egli stesso nella prefazione all'INSTITUTIONUM GRAMMATICARUM, ci fa un brevissimo riassunto del contenuto dei diciotto libri di esse; così apprendiamo che:
1. Il primo libro contiene spiegazioni riguardo alla voce ed alle sue specie; riguardo alla lettera, cosa essa sia, riguardo ai generi, alle specie ed alle potestà dei singolari, quali si trasformino ed in quali per mezzo delle declinazioni e delle composizioni delle parti del discorso.
2. Il secondo libro contiene spiegazioni riguardo alle sillabe; cosa sia la sillaba, di quante lettere possa constare ed in quale ordine e con quale suono; riguardo all'esposizione, quale sia la sua differenza rispetto alle sillabe; riguardo all'orazione; cosa essa sia, quante siano le sue parti, riguardo alle loro proprietà; sul nome: cosa sia il nome, dei suoi accidenti, quali sono le specie dei nome propri, quante degli appellativi, quante degli aggettivi, quante dei derivativi; riguardo ai patronimici; quante siano le loro forme, come si derivino, da quali primitivi; riguardo alle diverse terminazioni dei possessivi ed alle loro regole.
3. Il terzo libro contiene spiegazioni sui comparativi ed i superlativi e le loro diverse finali; da quali positivi e con quale ragione essi si formino; riguardo ai diminutivi: quante siano le loro specie, da quali declinazioni di nomi essi derivino, come si formano.
4. Il quarto libro contiene spiegazioni riguardo ai derivati, sia verbali che participiali; quante sono le loro specie, da quali primitivi, come nascono.
5. Il quinto libro contiene spiegazioni riguardo alla distinzione dei generi per mezzo delle singole terminazioni; riguardo ai numeri; riguardo alle figure ed alla loro compagine, riguardo al caso.
6. Il sesto libro è riguardo al caso nominativo per mezzo delle singole estremità di tutti i nomi che terminino sia in vocale sia in consonante, per mezzo dell'ordine; esso riguarda le ultime , quanto penultime sillabe dei genitivi.
7. Il libro settimo riguarda i restanti casi obliqui, tanto singolari quanto plurali.
8. Il libro ottavo riguarda il verbo ed i suoi accidenti.
9. Il libro nono riguarda le regole generali di tutte le coniugazioni.
10. Il libro decimo riguarda il perfetto passato.
11. Il libro undicesimo riguarda il participio.
12. Il libro riguarda il pronome.
13. IL libro tredicesimo riguarda, pure, il pronome.
14. Il libro quattordicesimo riguarda la preposizione.
15. Il libro quindicesimo riguarda l'avverbio e l'interiezione.
16. Il libro sedicesimo riguarda la congiunzione.
17. Il libro diciassettesimo riguarda la costruzione, ovvero l'ordinamento delle parti del discorso tra di sé.
18. Il libro diciottesimo riguarda, pure, la costruzione.
L'elevato numero di codici, circa mille, che ci hanno conservato l'opera, la loro diffusione in quasi tutta l'Europa, l'elevato numero di opere in cui quest'opera viene citata, attestano il successo del lavoro del grammatico Bizantino ed il suo vasto impiego nelle scuole occidentali durante tutto il Medioevo.
NOTIZIE TRATTE DA:
GRAMMATICI LATINI a cura di Heinrich Keil, ed B. G. TEUBNER, Lipsia 1859