S. Elia Juniore, Oreste Kessel Pace, Recensione

S. Elia Juniore / Oreste Kessel Pace – Reggio Calabria : Kaleidon, 2012 , 237 p.

Romanzo Storico. La vicenda si svolge prevalentemente in Calabria fra la la Valle delle Saline, odierna piana di Gioia Tauro, Reggio Calabria e la costa Jonica reggina, riporta la vita di Sant’ Elia di Enna, al secolo Giovanni Rachites (Iωάννης Pαχίτης) (Enna, 822-823 – Salonicco, 17 agosto 903), conosciuto anche come Sant’Elia il Giovane, o lo Juniore, per distinguerlo dal profeta biblico Elia e dall’altro santo italo-greco Elia lo Speleota che predicò negli stessi luoghi.Egli visse una vita estremamente avventurosa nell’IX secolo e fu protagonista di alterne vicende e ripetute peripezie legate all’invasione araba della Sicilia che costrinse Giovanni ad abbandonare la città natale, dopo una rocambolesca fuga dalla città ormai espugnata, l’esperienza lo portò ad intraprendere la strada della predicazione e, giunto in Palestina, ricevette l’abito monastico dal Patriarca di Gerusalemme.

Oreste Kessel Pace (Palmi 1974)  Giovane antropologo, allievo del professore Domenico Raso, si interessa alla storia del popolo dei Pelasgi. Comincia a scrivere in età adolescenziale racconti che vengono letti nelle radio, nelle scuole, pubblicati sui giornali e si guadagnano immediatamente riconoscimenti nazionali. Sono firmati con lo pseudonimo Kessel, frutto di letture giovanili. A 19 anni si trasferisce a Jesi (AN) dove lavora e frequenta l’università di Archeologia.

Numerosi i riconoscimenti letterari conferiti fino all’inserimento nell’Albo degli Scrittori Nazionali della Fondazione Ippolito e Stanislao Nievo di Roma, proprio nella giornata UNESCO del Libro e del Diritto d’Autore.

Il romanzo si apre con un emblematico prologo dedicato alla “Tempesta dello scrittore” che si svolge circa trenta anni dopo la morte di S.Elia in cui è descritto l’incontro fra un anziano scrittore ormai prossimo alla morte  e Daniele, discepolo del Santo, il quale gli commissiona la stesura del libro sulla vita del Maestro, simbolo evidente del turbinio di emozioni che coglie l’Autore quando si appresta ad opere tanto impegnative.

L’andamento del libro, pur seguendo la cronologia degli eventi, non ha una scansione rigide, riporta episodi distanti anche diversi anni fra loro ciò conferisce quel ritmo necessario a rendere scorrevole e di gradevole lettura questo libro modernamento sospeso fra il romanzo storico e l’agiografia.

La voce narrante fissa con realismo con realismo cinematografico personaggi, luoghi e dettagli minuti che scorrono nel lettore in una sequenza nitida e dai contorni lirici, secondo uno stile già collaudato nella prosa di Oreste Kessel Pace.

Contraddistingue questo romanzo lo studio delle fonti relative alla vita di S.Elia, in particolare testo di riferimento è il codice messinese 29, scritto da Daniele, allievo di Elia, e pubblicato da Giuseppe Rossi Taibbi nel 1962, oltre questo l’Autore si è documentato, attraverso diversi testi, sui costumi e la vita dei Saraceni nel X secolo, ambito cronologico del romanzo, questo studio, attento, meticoloso e puntuale ha arricchito il testo di una delicata attenzione al dettaglio capace di catturare e tenere viva l’attenzione del lettore.

“Un uomo di Dio non può offendersi! Perchè vivevnell’umiltà della verità”

Oreste Kessel Pace, S. Elia Juniore

Recensione a cura di FILOMENA TOSI

Nicola

Author: Nicola

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