Impero Romano

B. Ward-Perkins.La caduta di Roma e la fine della civiltà - Recensione
AUTORE: B.Ward-Perkins
TITOLO: La caduta di Roma e la fine della civiltà
CASA EDITRICE: Editori Laterza. 2008. € 19,50
Le donne hanno contribuito alla "trasformazione" dell' Impero Romano? (seconda parte)
Di tutti i dibattiti sulla trasformazione del mondo romano, quelli sulle trasformazioni economiche ignorano più degli altri l’aspetto della distinzione tra i sessi. Eppure anche qui è necessario porci delle domande. Ad esempio, la riorganizzazione delle reti di produzione e scambio è stata accompagnata da una ridefinizione della specificità sessuale del lavoro artigianale o agricolo?
Le donne hanno contribuito alla "trasformazione" dell' Impero Romano? (prima parte)
Julia M. H. Smith (traduzione di Emanuela Iolis)
La transizione dall’impero romano al medioevo è sicuramente una delle più importanti tappe nella storia mondiale della civiltà. Le ragioni di questa profonda svolta sono state dibattute sin dalla pubblicazione de “Il declino e la caduta dell’impero romano” ad opera di Edward Gibbon, due secoli fa. Quale che sia l’approccio metodologico, contestuale o ideologico, i secoli dal 300 all’800 continuano a essere una costante sfida dal punto di vista storiografico. Invero, l’attenzione degli studiosi non è mai stata così forte come oggi, come dimostrano le recenti conferenze internazionali, le monografie e le nuove pubblicazioni dedicate a questo periodo. Molto ponderoso e lungo è stato l’iter del progetto, durato cinque anni, sotto gli auspici della Fondazione Europea della Scienza, che ha coinvolto studiosi di molti paesi e di altrettante discipline accademiche. Sebbene semplicemente intitolato “La Trasformazione del mondo romano”, il progetto ha di fatto concentrato l’attenzione sulle province europee dell’impero e sul loro territorio, riservando riferimenti più limitati al Mediterraneo orientale, all’Africa del Nord e alle province del vicino Oriente. I contenuti e l’area geografica presi in esame in questa specifica opera accademica, costituiscono l’immediato contesto storico per le mie osservazioni, la cui ottica politica nasce dal fatto che, a dispetto dell’ampio respiro concettuale del progetto, una notevole omissione è rappresentata dalla mancata attenzione alle donne e alla discriminazione sessuale .
Il mio scopo è quello di aprire un dibattito in cui la riflessione sulle donne e il genere sessuale abbia la capacità di approfondire e migliorare la comprensione della transizione tra tarda antichità e medioevo, e per affermare che la continua marginalizzazione degli aspetti concernenti il genere sessuale dal contesto storico globale va a generale detrimento degli studi su questo periodo (1).
Personalità illustri dalla Grecia antica a quella bizantina con disturbi renali
È una pratica tradizionale dividere la storia in due categorie principali. Primo, la Grande storia, che riguarda gli eventi importanti, quali le guerre, rivoluzioni, conquiste, che hanno modellato il nostro mondo durante i secoli passati. Di seguitp, la storia secondaria, quella che riguarda eventi della vita delle persone importanti, i pettegolezzi delle corti, coincidenze insignificanti, che hanno indotto la gente a domandare e discutere. La divisione, anche se generalmente accettata, non è definita ed esiste una sovrapposizione enorme fra le due categorie. In questo articolo, presentiamo un gruppo particolare di dati dalla seconda categoria, dei problemi renali di personalità illustri dalla Grecia antica all'era Bizantina che, in molti casi, hanno influenzato il risultato della Grande storia.
[in calce al testo è allegato un breve elenco di termini medici]
La ferita mortale dell’imperatore bizantino Giuliano l’Apostata (361–363 a.d.): un approccio al contributo della chirurgia dell’antichità
La medicina moderna tenta di far luce sulla morte dell'imperatore Giuliano, attraverso una minuziosa analisi delle fonti che ci sono pervenute.
16 lettere di Libanio a Giuliano
Riportiamo alcune delle lettere indirizzate a Giuliano dal retore antiocheno Libanio.
Spesso sono molto brevi (la brevità era considerata canonica del genere epistolare), al punto da diventare talvolta enigmatiche per essere troppo concise; rivelano comunque la personalità di Libanio, che si occupa di amici e concittadini, dà consigli, fa raccomandazioni, distribuisce elogi con una capacità di accomodamento notevole e, soprattutto, forniscono un quadro vario e brillante della società contemporanea con le sue luci e le sue ombre.
Libanio, col suo interlocutore, si trova in una situazione particolarissima, paragonabile a quella che avrà un secolo più tardi Sidonio Apollinare con l’imperatore Avito: è a un tempo maestro e confidente, amico e suddito, e il merito principale è quello di riuscire a non cadere mai nella lode smaccata o nella vuota adulazione cortigiana.
Un difetto che però si evidenzia è che talora perde di vista il suo corrispondente per pensare al pubblico dei lettori che vuole dilettare con la ricercata eleganza e con il purismo impeccabile: l’epistolografia è per lui un genere letterario in cui cerca in tutti i modi di farsi luce.
Dal punto di vista stilistico la sua grande conoscenza di classici, di poeti, di storici, persino di commediografi, e soprattutto di Demostene e degli oratori attici, dà alla sua lingua una ricchezza e una varietà che destano l’ammirazione dei contemporanei e dei posteri. Specialmente la purezza dell’eloquio attico lo impose come modello per tutto il millennio bizantino e oltre.
Le mura di Costantinopoli
Pochi sanno che Edmondo de Amicis, autore del celebre libro “Cuore”, era un gran conoscitore della storia dell'Impero Romano d'Oriente. Il brano che segue è tratto da “Costantinopoli”, romanzo breve che descrive il suo viaggio del 1878.
A.D. 878 : cade Siracusa
E' una fase decisiva della conquista araba della Sicilia : dopo mezzo secolo di guerra ininterrotta viene espugnata la città che, sin dai Romani, era il centro principale dell'isola nonchè, per un breve periodo sotto Costante II, addirittura capitale imperiale.
Armeni: il popolo unito dalla Bibbia
A cura di Pietro Kuciukian
A tavola con i Bizantini
L’alimentazione bizantina è sì eredità di tutta la tradizione ellenistico-romana, ma senza esserne una pedissequa imitazione. Al contempo è da considerarsi erroneo l’avviso che, dato il contesto medievale, essa fosse povera e poco varia.