impero bizantino
La nascita dell’ospedale nell’impero bizantino
Traduzione a cura di Emanuela Iolis
Lo storico della medicina Vivian Nutton recensisce il libro di Timothy Miller (Baltimora, Md., Johns Hopkins University Press, 1985, 8vo, pp. xvi, 288, $19.95.) , non senza qualche polemica.
Il dottor Miller è un esperto e intraprendente storico alle prese con un tema affascinante.
Egli dimostra oltre ogni dubbio che la tradizione dell’ospedale occidentale risale ai primi tempi dell’impero bizantino, nel IV secolo AD; inoltre che perfino nella sua forma primitiva, l’ospedale forniva molto più della cura del malato; che già VII secolo, gli infermieri in qualche grande ospedale metropolitano non solo erano suddivisi tra uomini e donne, ma addirittura secondo le specializzazioni, in particolare chirurgia e oftalmologia. Al 1136, anno di fondazione dell’ospedale Pantokrator a Costantinopoli, regolari corsi di medicina erano forniti all’interno della struttura e, tre secoli più tardi, gli studenti accorrevano a frotte alle conferenze che eminenti medici e letterati vi tenevano. Le strutture del Pantokrator e quelle del più tardo ospedale delle donne, il Lips, entrambi fondati dalla casa regnante, erano lussuose e molto superiori agli ospedali occidentali del basso medioevo. Anche se fosse soltanto questo ciò che si può dire sugli ospedali di Bisanzio, meriterebbe comunque la seria attenzione di tutti gli storici della medicina. Ma il dottor Miller è andato oltre nella sua ricostruzione dell’ascesa e caduta dell’ospedale bizantino e, ancora di più, nel rivendicarne l’importanza.
Malattie della tiroide in epoca bizantina
Journal of the Royal Society of Medicine Volume 83, febbraio 1990
S Marketos MD A Eftychiadis MD D A Koutras MD
Dipartimento di storia della medicina e terapia clinica, Università di Atene,
Facoltà di Medicina, Atene, Grecia
Traduzione di Emanuela Iolis
Riferimenti al gozzo si trovano in testi antichi di migliaia di anni, come sottolineato da Langer (1). Questo è anche confermato da diversi testi, eppure esiste un apparente divario temporale fino all’epoca moderna in cui l’importante contributo dei medici bizantini in materia è stato sorprendentemente ignorato (2). In uno studio precedente avevamo attirato l’attenzione sulla più antica descrizione di gozzo accompagnato da protrusione degli occhi in un documento legale bizantino del VI secolo (3). Questo scritto latino dal Digesto del Corpus Juris Civilis Justiniani (4), su cui è basato il successivo testo greco dei Basilici (5), afferma: …'quis natura gutturosus sit aut oculos eminentes habeat'. Ma, secondo J. Zepos (1910-11) il primo autore del testo è il giurista Domizio Ulpiano (170-228 AD): perciò la descrizione della protrusione degli occhi associata al gozzo venne fatta circa mille anni prima della notazione di un medico persiano del XII secolo (2).
Nel presente articolo svilupperemo queste osservazioni e dimostreremo che i medici bizantini si erano interessati e avevano conoscenza della ghiandola tiroidea e delle sue patologie.
L’abbandono dei malati terminali nell’età bizantina. Un’antica tradizione?
(di John Lascaratos, Effie Poulakou-Rebelakou e Spyros Marketos rispettivamente: National University of Athens, National Centre of Health and National University of Athens.)
Dal 7ournal of Medical Ethics 1999;25:254-258)
Traduzione a cura di Davide Trentacoste
Le nostre ricerche sui testi degli storici e dei cronisti bizantini hanno rivelato un, apparentemente, curioso fenomeno, e cioè l’abbandono degli imperatori malati in fase terminale da parte dei loro medici quando questi capivano di non poter più offrire ai loro pazienti nessuna ulteriore cura. Questo atteggiamento coincide con la mentalità degli antichi medici greci, i quali anche all’età di Ippocrate pensavano che la cura dei malati terminali fosse una sfida alla natura e un atto di tracotanza (Hýbris) verso gli dei. Tuttavia è un comportamento molto curioso alla luce della concezione dei medici bizantini cristiani che, in accordo con le dottrine della religione cristiana, avrebbero dovuto essere imbevuti di spirito filantropico e amore per gli altri. La meticolosa analisi di tre esempi di abbandono di imperatori bizantini, e specialmente quello di Alessio I Comneno, da parte dei loro medici rivela che questa consuetudine, seguendo l’antica etica pagana, in quei tempi assunse una forma ritualizzata senza però alcun significato o contenuto reale.

Giustiniano: personaggio storico e personaggio letterario
di Giampiero Lovelli

Guerra e pace: storiografia e ambascerie nel VII secolo
a cura di Antonino Marletta
Sono esaminate le testimonianze sulle ambascerie nel VII secolo, e le loro circostanze, e si suggerisce che la mancanza di diplomazia documentata sia in parte giustificata dalle condizioni di relativa pace che potrebbe aver avuto l’Occidente, e in parte dalla natura delle fonti del periodo.
Personalità illustri dalla Grecia antica a quella bizantina con disturbi renali
È una pratica tradizionale dividere la storia in due categorie principali. Primo, la Grande storia, che riguarda gli eventi importanti, quali le guerre, rivoluzioni, conquiste, che hanno modellato il nostro mondo durante i secoli passati. Di seguitp, la storia secondaria, quella che riguarda eventi della vita delle persone importanti, i pettegolezzi delle corti, coincidenze insignificanti, che hanno indotto la gente a domandare e discutere. La divisione, anche se generalmente accettata, non è definita ed esiste una sovrapposizione enorme fra le due categorie. In questo articolo, presentiamo un gruppo particolare di dati dalla seconda categoria, dei problemi renali di personalità illustri dalla Grecia antica all'era Bizantina che, in molti casi, hanno influenzato il risultato della Grande storia.
[in calce al testo è allegato un breve elenco di termini medici]

La formazione dell'Impero Romano d'Oriente (2a parte)
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La vittoria del Fiume Freddo fu la vittoria di Teodosio I, un imperatore cristiano che chiudeva i conti con un generale franco, Arbogast, autore di un tentativo rivoluzionario pagano. Teodosio cancellò la memoria pagana in occidente e non nominò nessun nuovo Prefetto del Pretorio d’Italia e nemmeno un Prefetto della Città

La formazione dell'Impero Romano d'Oriente (1a Parte)
Angelo Busacca
La tarda antichità è la delimitazione di una parte della storia che rappresenta la transizione dall’ impero romano all’impero bizantino medievale.Essa vide la formazione in occidente di un certo numero di regni “ romano-barbarici” e il consolidamento e l’affermazione di un impero romano “d’oriente”.
La Cronografia di Giorgio Sincello
The Chronography of George Synkellos. A Byzantine Chronicle of Universal History from the Creation. (La “Cronografia” di Giorgio Sincello: una cronaca bizantina di storia universale dalla Creazione). Traduzione con introduzione e note di William Adler e Paul Tuffin; pp. LXXXVIII + 638. Oxford University Press, 2002. ISNB 0 19 924190 2. £ 90
L’Imperatore Michele III e la battaglia di Campo del Vescovo (863 d.C.)
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In questo fondamentale intervento, il prof. Huxley, confrontando per la prima volta fonti arabe e bizantine, ricostruisce nella sua interezza la campagna dell’emiro Omar dell’863 d.C. in Anatolia: ne esce un quadro infinitamente più lusinghiero – e realistico – per l’Imperatore Michele III, i cui meriti erano stati taciuti dalla storiografia successiva, a lui ostile (N.d.T.)