impero bizantino

Giustiniano: personaggio storico e personaggio letterario
di Giampiero Lovelli

Guerra e pace: storiografia e ambascerie nel VII secolo
a cura di Antonino Marletta
Sono esaminate le testimonianze sulle ambascerie nel VII secolo, e le loro circostanze, e si suggerisce che la mancanza di diplomazia documentata sia in parte giustificata dalle condizioni di relativa pace che potrebbe aver avuto l’Occidente, e in parte dalla natura delle fonti del periodo.
Personalità illustri dalla Grecia antica a quella bizantina con disturbi renali
È una pratica tradizionale dividere la storia in due categorie principali. Primo, la Grande storia, che riguarda gli eventi importanti, quali le guerre, rivoluzioni, conquiste, che hanno modellato il nostro mondo durante i secoli passati. Di seguitp, la storia secondaria, quella che riguarda eventi della vita delle persone importanti, i pettegolezzi delle corti, coincidenze insignificanti, che hanno indotto la gente a domandare e discutere. La divisione, anche se generalmente accettata, non è definita ed esiste una sovrapposizione enorme fra le due categorie. In questo articolo, presentiamo un gruppo particolare di dati dalla seconda categoria, dei problemi renali di personalità illustri dalla Grecia antica all'era Bizantina che, in molti casi, hanno influenzato il risultato della Grande storia.
[in calce al testo è allegato un breve elenco di termini medici]

La formazione dell'Impero Romano d'Oriente (2a parte)
di Angelo Busacca
La vittoria del Fiume Freddo fu la vittoria di Teodosio I, un imperatore cristiano che chiudeva i conti con un generale franco, Arbogast, autore di un tentativo rivoluzionario pagano. Teodosio cancellò la memoria pagana in occidente e non nominò nessun nuovo Prefetto del Pretorio d’Italia e nemmeno un Prefetto della Città

La formazione dell'Impero Romano d'Oriente (1a Parte)
Angelo Busacca
La tarda antichità è la delimitazione di una parte della storia che rappresenta la transizione dall’ impero romano all’impero bizantino medievale.Essa vide la formazione in occidente di un certo numero di regni “ romano-barbarici” e il consolidamento e l’affermazione di un impero romano “d’oriente”.
La Cronografia di Giorgio Sincello
The Chronography of George Synkellos. A Byzantine Chronicle of Universal History from the Creation. (La “Cronografia” di Giorgio Sincello: una cronaca bizantina di storia universale dalla Creazione). Traduzione con introduzione e note di William Adler e Paul Tuffin; pp. LXXXVIII + 638. Oxford University Press, 2002. ISNB 0 19 924190 2. £ 90
L’Imperatore Michele III e la battaglia di Campo del Vescovo (863 d.C.)
di George Huxley
A cura di Mirko Rizzotto
In questo fondamentale intervento, il prof. Huxley, confrontando per la prima volta fonti arabe e bizantine, ricostruisce nella sua interezza la campagna dell’emiro Omar dell’863 d.C. in Anatolia: ne esce un quadro infinitamente più lusinghiero – e realistico – per l’Imperatore Michele III, i cui meriti erano stati taciuti dalla storiografia successiva, a lui ostile (N.d.T.)
Sentinelle di pietra
Per la natura stessa del territorio, stretto tra i monti e il mare, il piccolo e prospero Ducato di Amalfi doveva guardarsi da più parti. E presidiare ogni via di accesso, mediante una fitta rete di opere fortificate.
Come Venezia, Amalfi fu fondata nel VI secolo da popolazioni in fuga da guerre e invasioni del retroterra e, come Venezia ancora, fu costretta dalle scarsità delle risorse naturali a cercare fortuna sul mare, diventando nel giro di pochi secoli una delle principali potenze marittime del Mediterraneo. Innalzata a sede arcivescovile nel 957, la città era allora a capo di un piccolo territorio che andava da Positano a Maiori e costituiva un Ducato autonomo, anche se formalmente sottoposto all'autorità dell'imperatore bizantino. Fu per Amalfi il periodo di massimo splendore.
Il sistema difensivo dell'Impero bizantino
La difesa delle frontiere costituiva uno dei problemi centrali dell'amministrazione bizantina: il territorio imperiale era vastissimo, al di là dei confini premevano nemici tradizionali (i Persiani e i barbari) e nemici nuovi (gli Slavi e poi gli Arabi), entro i confini vivevano popolazioni tra loro assai diverse per usi, costumi, lingua e confessione religiosa.
I Romani (Ar-Rum Sura n.30 del Corano)
Il titolo deriva dal v.2: “I Romani sono stati sconfitti”. Per “romani” s'intendono qui gli abitanti dell'Impero Romano d'Oriente, cioè i bizantini. Nel 614, infatti, i persiani di Cosroe avevano occupato Damasco, poi Gerusalemme, saccheggiandola e devastandola in modo orrendo, quindi tutto l'Egitto, arrivando poi a minacciare la stessa Costantinopoli. Gli Arabi pagani della Mecca esultavano per le vittorie dei Persiani politeisti, ma il piccolo gruppo dei mussulmani parteggiava per i Bizantini, monoteisti come loro.
La sura può dividersi in tre parti: la prima insiste sulla stoltezza dei miscredenti e sui segni della sublimità di Dio (vv 1-27); la seconda condanna, per mezzo di una parabola, l'ingratitudine umana (28-40); la terza minaccia il castigo di Dio ai miscredenti (41-60).
La sura risale al medio periodo meccano.