impero bizantino

Una santa travestita- La vita di Santa Maria-Marino

Traduzione di Emanuela Iolis

Introduzione

Santa Maria (chiamata anche Marino) appartiene all’importante categoria delle cosiddette monache travestite (cioè, donne camuffate da monaci), comuni nell’agiografia bizantina dal V al IX secolo. La loro popolarità non era certamente limitata al mondo di lingua greca, tanto che la storia di Maria/Marino apparve in latino, siriano, copto, etiopico, armeno, arabo e, molto più tardi, in francese e tedesco medievali (1). Contrariamente a molte Sante citate in questo volume, che hanno sviluppato solo culti locali, Maria/Marino, le cui origini geografiche sono avvolte dalla leggenda, era venerata in tutto il mondo medievale, sia in oriente che in occidente, e figurava anche nel Synaxarion di Costantinopoli il 12 febbraio (2).

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Abusi sessuali nei bambini: casi storici nell’Impero Bizantino (324-1453)

ABSTRACT
Obiettivo: Lo scopo di questo articolo è presentare una breve analisi di alcuni casi storici, sconosciuti alla più ampia bibliografia medica, di abusi sessuali nei bambini nella Società Bizantina (324-1453 A.D.).
Metodo: Sono stati studiati in sequenza i testi originali degli storici, cronisti ed autori ecclesiastici bizantini, scritti in lingua greca, per trovare casi di abusi sessuali.
Risultati: Sebbene la pena prevista dalla legge e dalla Chiesa fosse molto severa, in questi testi si rivelano molti casi di stupri sotto la copertura di matrimoni prematuri, anche nelle famiglie imperiali. Senza contare, inoltre , casi di prostituzione infantile, pederastia e incesti, confermati dagli autori contemporanei in tutte le classi della Società Bizantina.
Conclusioni: La ricerca della letteratura bizantina originale ha svelato molti casi di abusi sessuali nei bambini in tutte le classi sociali, anche nella società medievale bizantina, caratterizzata da rigide proibizioni legali e religiose.

Giovanni Lascaratos-Effie Polaukou-Rebelakou

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La nascita dell’ospedale nell’impero bizantino

Traduzione a cura di Emanuela Iolis

Lo storico della medicina Vivian Nutton recensisce il libro di Timothy Miller (Baltimora, Md., Johns Hopkins University Press, 1985, 8vo, pp. xvi, 288, $19.95.) , non senza qualche polemica.

Il dottor Miller è un esperto e intraprendente storico alle prese con un tema affascinante.
Egli dimostra oltre ogni dubbio che la tradizione dell’ospedale occidentale risale ai primi tempi dell’impero bizantino, nel IV secolo AD; inoltre che perfino nella sua forma primitiva, l’ospedale forniva molto più della cura del malato; che già VII secolo, gli infermieri in qualche grande ospedale metropolitano non solo erano suddivisi tra uomini e donne, ma addirittura secondo le specializzazioni, in particolare chirurgia e oftalmologia. Al 1136, anno di fondazione dell’ospedale Pantokrator a Costantinopoli, regolari corsi di medicina erano forniti all’interno della struttura e, tre secoli più tardi, gli studenti accorrevano a frotte alle conferenze che eminenti medici e letterati vi tenevano. Le strutture del Pantokrator e quelle del più tardo ospedale delle donne, il Lips, entrambi fondati dalla casa regnante, erano lussuose e molto superiori agli ospedali occidentali del basso medioevo. Anche se fosse soltanto questo ciò che si può dire sugli ospedali di Bisanzio, meriterebbe comunque la seria attenzione di tutti gli storici della medicina. Ma il dottor Miller è andato oltre nella sua ricostruzione dell’ascesa e caduta dell’ospedale bizantino e, ancora di più, nel rivendicarne l’importanza.

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Malattie della tiroide in epoca bizantina

Journal of the Royal Society of Medicine Volume 83, febbraio 1990
S Marketos MD A Eftychiadis MD D A Koutras MD
Dipartimento di storia della medicina e terapia clinica, Università di Atene,
Facoltà di Medicina, Atene, Grecia

Traduzione di Emanuela Iolis

Riferimenti al gozzo si trovano in testi antichi di migliaia di anni, come sottolineato da Langer (1). Questo è anche confermato da diversi testi, eppure esiste un apparente divario temporale fino all’epoca moderna in cui l’importante contributo dei medici bizantini in materia è stato sorprendentemente ignorato (2). In uno studio precedente avevamo attirato l’attenzione sulla più antica descrizione di gozzo accompagnato da protrusione degli occhi in un documento legale bizantino del VI secolo (3). Questo scritto latino dal Digesto del Corpus Juris Civilis Justiniani (4), su cui è basato il successivo testo greco dei Basilici (5), afferma: …'quis natura gutturosus sit aut oculos eminentes habeat'. Ma, secondo J. Zepos (1910-11) il primo autore del testo è il giurista Domizio Ulpiano (170-228 AD): perciò la descrizione della protrusione degli occhi associata al gozzo venne fatta circa mille anni prima della notazione di un medico persiano del XII secolo (2).
Nel presente articolo svilupperemo queste osservazioni e dimostreremo che i medici bizantini si erano interessati e avevano conoscenza della ghiandola tiroidea e delle sue patologie.

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L’abbandono dei malati terminali nell’età bizantina. Un’antica tradizione?

(di John Lascaratos, Effie Poulakou-Rebelakou e Spyros Marketos rispettivamente: National University of Athens, National Centre of Health and National University of Athens.)
Dal 7ournal of Medical Ethics 1999;25:254-258)

Traduzione a cura di Davide Trentacoste

Le nostre ricerche sui testi degli storici e dei cronisti bizantini hanno rivelato un, apparentemente, curioso fenomeno, e cioè l’abbandono degli imperatori malati in fase terminale da parte dei loro medici quando questi capivano di non poter più offrire ai loro pazienti nessuna ulteriore cura. Questo atteggiamento coincide con la mentalità degli antichi medici greci, i quali anche all’età di Ippocrate pensavano che la cura dei malati terminali fosse una sfida alla natura e un atto di tracotanza (Hýbris) verso gli dei. Tuttavia è un comportamento molto curioso alla luce della concezione dei medici bizantini cristiani che, in accordo con le dottrine della religione cristiana, avrebbero dovuto essere imbevuti di spirito filantropico e amore per gli altri. La meticolosa analisi di tre esempi di abbandono di imperatori bizantini, e specialmente quello di Alessio I Comneno, da parte dei loro medici rivela che questa consuetudine, seguendo l’antica etica pagana, in quei tempi assunse una forma ritualizzata senza però alcun significato o contenuto reale.

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Ritratto di Nicola

Giustiniano: personaggio storico e personaggio letterario

di Giampiero Lovelli

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Ritratto di Nicola

Guerra e pace: storiografia e ambascerie nel VII secolo

a cura di Antonino Marletta

Sono esaminate le testimonianze sulle ambascerie nel VII secolo, e le loro circostanze, e si suggerisce che la mancanza di diplomazia documentata sia in parte giustificata dalle condizioni di relativa pace che potrebbe aver avuto l’Occidente, e in parte dalla natura delle fonti del periodo.

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Personalità illustri dalla Grecia antica a quella bizantina con disturbi renali

È una pratica tradizionale dividere la storia in due categorie principali. Primo, la Grande storia, che riguarda gli eventi importanti, quali le guerre, rivoluzioni, conquiste, che hanno modellato il nostro mondo durante i secoli passati. Di seguitp, la storia secondaria, quella che riguarda eventi della vita delle persone importanti, i pettegolezzi delle corti, coincidenze insignificanti, che hanno indotto la gente a domandare e discutere. La divisione, anche se generalmente accettata, non è definita ed esiste una sovrapposizione enorme fra le due categorie. In questo articolo, presentiamo un gruppo particolare di dati dalla seconda categoria, dei problemi renali di personalità illustri dalla Grecia antica all'era Bizantina che, in molti casi, hanno influenzato il risultato della Grande storia.

[in calce al testo è allegato un breve elenco di termini medici]

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Ritratto di Nicola

La formazione dell'Impero Romano d'Oriente (2a parte)

di Angelo Busacca

La vittoria del Fiume Freddo fu la vittoria di Teodosio I, un imperatore cristiano che chiudeva i conti con un generale franco, Arbogast, autore di un tentativo rivoluzionario pagano. Teodosio cancellò la memoria pagana in occidente e non nominò nessun nuovo Prefetto del Pretorio d’Italia e nemmeno un Prefetto della Città

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Ritratto di Nicola

La formazione dell'Impero Romano d'Oriente (1a Parte)

Angelo Busacca

La tarda antichità è la delimitazione di una parte della storia che rappresenta la transizione dall’ impero romano all’impero bizantino medievale.Essa vide la formazione in occidente di un certo numero di regni “ romano-barbarici” e il consolidamento e l’affermazione di un impero romano “d’oriente”.

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