Giustiniano

Ritratto di Strato

Cenni sulla regione siriaca

Durante la prima epoca bizantina la regione siropalestinese ebbe un grande rilievo nella economia complesiva dell'impero testimoniata da tre essenziali fattori:
a)-la rinascita degli antichi centri urbani;
b) - lo sviluppo dell'economia agricola e commerciale ;
c) - la costituzione di importanti centri religiosi,sia di carattere monastico che religioso.

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L’abbandono dei malati terminali nell’età bizantina. Un’antica tradizione?

(di John Lascaratos, Effie Poulakou-Rebelakou e Spyros Marketos rispettivamente: National University of Athens, National Centre of Health and National University of Athens.)
Dal 7ournal of Medical Ethics 1999;25:254-258)

Traduzione a cura di Davide Trentacoste

Le nostre ricerche sui testi degli storici e dei cronisti bizantini hanno rivelato un, apparentemente, curioso fenomeno, e cioè l’abbandono degli imperatori malati in fase terminale da parte dei loro medici quando questi capivano di non poter più offrire ai loro pazienti nessuna ulteriore cura. Questo atteggiamento coincide con la mentalità degli antichi medici greci, i quali anche all’età di Ippocrate pensavano che la cura dei malati terminali fosse una sfida alla natura e un atto di tracotanza (Hýbris) verso gli dei. Tuttavia è un comportamento molto curioso alla luce della concezione dei medici bizantini cristiani che, in accordo con le dottrine della religione cristiana, avrebbero dovuto essere imbevuti di spirito filantropico e amore per gli altri. La meticolosa analisi di tre esempi di abbandono di imperatori bizantini, e specialmente quello di Alessio I Comneno, da parte dei loro medici rivela che questa consuetudine, seguendo l’antica etica pagana, in quei tempi assunse una forma ritualizzata senza però alcun significato o contenuto reale.

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Ritratto di Nicola

Giustiniano: personaggio storico e personaggio letterario

di Giampiero Lovelli

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Ritratto di Nicola

Giustino I

a cura di Antonino Marletta

“Era un vecchio decrepito, del tutto ignaro di lettere, quel che si dice un analfabeta, ed era la prima volta che una cosa simile capitava ai Romani. Era consuetudine che l’imperatore apponesse la sua firma ai documenti redatti per suo volere, ma Giustino non era in grado né di dare disposizioni né di star dietro a quel che veniva eseguito […]. Pur di avere una ratifica autografa dell’imperatore, gli addetti a questo compito escogitarono quel che segue: in una tavoletta di legno sottile fu scavato il disegno delle quattro lettere, che in latino significano “ho letto”; si intingeva poi nell’inchiostro la penna con cui sono soliti scrivere gli imperatori, e la si metteva in mano a questo Giustino. Si apponeva quindi al documento la tavoletta di cui s’è parlato, e si guidava la mano all’imperatore, perché passasse con la penna per i solchi delle quattro lettere, seguendo ogni curvatura del legno. Infine gli addetti se ne andavano, portandosi dietro siffatta firma imperiale […]. Costui, insomma, non fu capace né di bene né di male per i suoi sudditi. Era un gran sempliciotto che non sapeva assolutamente parlare; i suoi modi, quelli di un villano”.
(Procopio di Cesarea, Storie Segrete, VI, 11 - 18).

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Ritratto di Nicola

Il relitto bizantino di Cefalù

Gianfranco Purpura - Il relitto bizantino di Cefalù
Redazione Archaeogate, 11-01-2004

Una nave bizantina, assai stretta e lunga, di provenienza orientale naufragò a Cefalù, in Sicilia, intorno alla prima metà del VI sec. d.C., affondando in pochi metri di profondità nei pressi della riva[1]. E' probabile che il dritto di prua poggiasse su di uno scoglio emergente, mentre lo scafo pesantemente zavorrato, arenandosi, veniva a formare quasi una barriera ai flutti e si distruggeva nelle sovrastrutture, disperdendo il carico nella zona sottovento.

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Ritratto di Strato

Le città e l’impero: I Limes – Il Limes orientale .Dara,capolavoro di ingegneria ed urbanistica bizantina- 1^Parte

La storia

Città sorta al confine bizantino/persiano tra il 504 ed il 506 , a sud-est dell'attuale Turchia, fu voluta dall'imperatore Anastasio ed ampliata da Giustiniano.
Essa fu ritenuta di grande importanza strategica per la presenza di tre alture che la proteggevano,per le sorgenti montane di cui era ricca e per il fiume Cordes che l'attraversava .
Secondo le cronache dell'epoca fu addirittura inviato da Costantinopoli un architetto con una bozza di progetto e le maestranze furono esonerate, per tutto il tempo della realizzazione, dalle imposte.

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