Donne

Le radici della medicina cosmetica: prodotti per capelli ai tempi di Bizanzio

traduzione a cura di Emanuela Iolis

Bisanzio, la naturale continuazione dell’impero romano, rappresentò il più importante polo politico, culturale e scientifico a partire dal 324, quando Costantino il Grande trasferì la capitale da Roma al Bosforo, fino al 1453, quanto cadde sotto il Turchi (1).

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Le donne hanno contribuito alla "trasformazione" dell' Impero Romano? (seconda parte)

Di tutti i dibattiti sulla trasformazione del mondo romano, quelli sulle trasformazioni economiche ignorano più degli altri l’aspetto della distinzione tra i sessi. Eppure anche qui è necessario porci delle domande. Ad esempio, la riorganizzazione delle reti di produzione e scambio è stata accompagnata da una ridefinizione della specificità sessuale del lavoro artigianale o agricolo?

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Le donne hanno contribuito alla "trasformazione" dell' Impero Romano? (prima parte)

Julia M. H. Smith (traduzione di Emanuela Iolis)

La transizione dall’impero romano al medioevo è sicuramente una delle più importanti tappe nella storia mondiale della civiltà. Le ragioni di questa profonda svolta sono state dibattute sin dalla pubblicazione de “Il declino e la caduta dell’impero romano” ad opera di Edward Gibbon, due secoli fa. Quale che sia l’approccio metodologico, contestuale o ideologico, i secoli dal 300 all’800 continuano a essere una costante sfida dal punto di vista storiografico. Invero, l’attenzione degli studiosi non è mai stata così forte come oggi, come dimostrano le recenti conferenze internazionali, le monografie e le nuove pubblicazioni dedicate a questo periodo. Molto ponderoso e lungo è stato l’iter del progetto, durato cinque anni, sotto gli auspici della Fondazione Europea della Scienza, che ha coinvolto studiosi di molti paesi e di altrettante discipline accademiche. Sebbene semplicemente intitolato “La Trasformazione del mondo romano”, il progetto ha di fatto concentrato l’attenzione sulle province europee dell’impero e sul loro territorio, riservando riferimenti più limitati al Mediterraneo orientale, all’Africa del Nord e alle province del vicino Oriente. I contenuti e l’area geografica presi in esame in questa specifica opera accademica, costituiscono l’immediato contesto storico per le mie osservazioni, la cui ottica politica nasce dal fatto che, a dispetto dell’ampio respiro concettuale del progetto, una notevole omissione è rappresentata dalla mancata attenzione alle donne e alla discriminazione sessuale .
Il mio scopo è quello di aprire un dibattito in cui la riflessione sulle donne e il genere sessuale abbia la capacità di approfondire e migliorare la comprensione della transizione tra tarda antichità e medioevo, e per affermare che la continua marginalizzazione degli aspetti concernenti il genere sessuale dal contesto storico globale va a generale detrimento degli studi su questo periodo (1).

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