Se state cercando un po’ di refrigerio estivo tra le nevi del Nord e i marmi di Costantinopoli, probabilmente vi sarete imbattuti in “Vikings: Valhalla”, lo spin-off della celebre saga vichinga approdato su Netflix. Ma quanto c’è di vero nel racconto delle avventure del giovane Harald Sigurdsson, il futuro “Spietato”, alla corte dei Basileis?
Nell’ultima stagione, la serie ci porta nel cuore del mondo bizantino, ma tra licenze poetiche e veri e propri scivoloni storici, il confine tra realtà e finzione diventa molto labile.
Dalle nevi di Novgorod al Corno d’Oro
La serie mostra Harald in fuga verso la Russia dei Rus’, cercando rifugio presso Jaroslav il Saggio. Sebbene il viaggio invernale sui fiumi ghiacciati sia suggestivo, la storia ci racconta una realtà diversa: Harald non era un pugile clandestino da bettola, ma un principe che servì con onore Jaroslav prima di scendere verso sud con un seguito di 500 guerrieri scelti.
Zoe, Romano e i “Toy Boy” dell’XI secolo
Uno dei punti più discussi è il triangolo amoroso tra Harald, l’Imperatore Romano III Argiro e l’Imperatrice Zoe. Se sullo schermo vediamo giovani attori nel fiore degli anni, le cronache di Michele Psello ci restituiscono un quadro diverso: Zoe era una donna di quasi cinquant’anni, ultima orgogliosa discendente della dinastia Macedone, e il potere risiedeva nelle sue mani, non in quelle dei mariti.
Occasioni perdute: Siracusa e il Fuoco Greco
La serie ci porta anche in Sicilia, all’assedio di Siracusa, guidato dal leggendario generale Giorgio Maniace. Qui la finzione preferisce espedienti narrativi moderni alla gloriosa tecnologia bellica bizantina: perché inventarsi improbabili miscele esplosive quando l’Impero disponeva del temibile Fuoco Greco?
Un’estetica che divide
Costantinopoli, la città più ricca e splendida del mondo medievale, appare nella serie in modo un po’ sbiadito. Tra generali vestiti con armature che sembrano uscite da un film di supereroi e cerimoniali che confondono il sacro con il profano, si sente la mancanza di quell’opulenza d’oro e porpora che lasciava senza fiato ogni viaggiatore dell’epoca.
Ascolta il podcast per saperne di più!
Volete scoprire tutti i dettagli su cosa ha salvato la serie e cosa invece ha fatto inorridire gli storici? Non perdete la puntata speciale del nostro podcast: “Netflix e la parodia del povero Harald”.
Analizzeremo insieme i segreti della Guardia Variaga, la vera fine di Romano III e perché Bisanzio, ancora oggi, rimane la vittima preferita dei cliché hollywoodiani.
Ascoltate quindi “La vera storia di Harald Hardrada su Netflix”
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