A.D. 878 : cade Siracusa
E' una fase decisiva della conquista araba della Sicilia : dopo mezzo secolo di guerra ininterrotta viene espugnata la città che, sin dai Romani, era il centro principale dell'isola nonchè, per un breve periodo sotto Costante II, addirittura capitale imperiale.
Verso Siracusa (877)
Nell'estate dell'877 l'emiro Giafar ibn Muhammad iniziò l'avanzata verso Siracusa. Passò da Caltavuturo, Nicosia, Randazzo, quindi raggiunse la costa ionica. Incendiò i campi intorno a Taormina e saccheggiò le campagne intorno a Catania. Finalmente si presentò davanti a Siracusa.
La città fortificata era situata sull'isola di Ortigia. I sobborghi vennero abbandonati e tutta la popolazione si raccolse tra le mura.
La città era governata da un patrizio greco ed era difesa da soldati provenienti da diverse parti dell'Impero Bizantino (Grecia, Asia Minore, Libano, ecc.), oltre che da milizie siciliane.
L'assedio
Giafar pose il campo nei sobborghi e stabilì il suo comando nella chiesa metropolita.Iniziò l'assedio.I mangani martellavano con i loro colpi le mura e le torri della città. Protetti dalle testuggini i soldati musulmani tentavano di scalzare le mura alla base. Gli arieti battevano incessantemente.Passarono molti mesi. In città i viveri vennero a mancare, le epidemie mietevano molte vittime, ma la popolazione resisteva. Ognuno sapeva bene cosa l'avrebbe aspettato in caso di vittoria dei musulmani. I siracusani mangiavano le erbe che trovavano sulle mura, le pelli degli animali morti, le ossa spolpate, rosicchiavano il cuoio, divoravano persino i cadaveri dei caduti in battaglia, il cibo più a buon mercato. Le malattie si moltiplicavano velocemente.I mangani presero a martellare le torri con un tiro diritto. Venne aperta una breccia in una torre, ma i siracusani respinsero l'attacco e riuscirono a costruire una palizzata.I mangani continuarono a colpire. Altre torri vennero danneggiate, ma i soldati cristiani riuscirono a respingere gli attacchi.
La conquista
Durante l'inverno Giafar lasciò il suo esercito e ritornò a Palermo, dove fu vittima di una imboscata ordita da alcuni congiurati. Il comando passò ad Abu Isa, figlio di Muhammad ibn Qurub, figlio di Ibrahim l'Abissino.Alla fine di aprile le ostilità ripreso con violenza. La torre che dominava il Porto Grande venne colpita. Franò in parte. L'assalto dei musulmani venne respinto. I siracusani ripararano la breccia, ma ormai tutti sapevano che si era alla fine. Nella città erano rimasti 20.000 abitanti, affamati, malati, feriti.La resistenza sulla breccia continuò ancora per 20 giorni.Il 21 maggio 878 iniziò con un tiro violentissimo dei mangani contro i resti della torre, che finì di crollare del tutto. I musulmani entrarono in città dal varco che si era aperto. Raggiunta la chiesa del Salvatore, travolsero i pochi difensori, aprirono le porte e uccisero donne, vecchi, bambini, infermi, monache, preti, tutti coloro che avevano sperato di trovare un rifugio nel luogo santo.Poi i nordafricani dilagarono in tutta la città. Il massacro non ebbe limiti.Il comandante della città con settanta nobili si chiuse in una torre per una estrema resistenza.I musulmani entrarono nella cattedrale, dove si era rifugiato il vescovo Sofronio con altri tre preti. Vollero sapere dove era nascosto il tesoro della cattedrale. Soddisfatti del bottino non uccisero il prelato.Per tutto il giorno e tutta la notte i siracusani furono in balia dei soldati nordafricani.Il giorno dopo si arresero anche i settanta nobili.
La carneficina
Tutti gli uomini catturati vivi furono raccolti in una piazza. Cominciò l'esecuzione di tutti coloro che avevano combattuto.Per primo venne ucciso il comandante, che meravigliò i nordafricani per l'aria forte e serena con cuì affrontò la morte. Poi fu la volta dei settanta nobili, che mostrarono uguale dignità. Infine furono massacrati tutti gli altri che vennero abbandonati alla ferocia della soldataglia.Alla fine venne dato fuoco ai cadaveri.Secondo gli storici arabi le vittime del massacro furono 4.000.Case e chiese furono depredate di ogni bene che avesse qualche valore. Il bottino fu enorme. Si calcola che ammontò a un milione di bisanti d'oro.Uomini e donne furono ridotti in schiavitù e venduti a Palermo, nel Nordafrica e nel Medio Oriente.Le mura di Siracusa vennero abbattute. Stessa sorte toccò a fortificazioni, chiese, edifici pubblici e privati.Alla fine di luglio venne dato fuoco a quanto rimaneva della città. Rimasero solo rovine fumanti.
Il destino della Sicilia fu segnato : nonostante una tenacissima resistenza negli ultimi centri loro rimasti i Bizantini furono cacciati nei primissimi anni del X secolo.
Sarà il generale bizantino Maniace a liberare Siracusa, seppur temporaneamente(1038-1043),mentre
saranno i Normanni nel 1085 a riportare la Sicilia definitivamente nell'alveo del mondo occidentale. Ma Siracusa non sarà più in grado di riprendere il suo ruolo di capitale. Troppe le rovine e le sofferenze inferte dal giogo musulmano.
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