(Вασιλεύς Βασιλέων Βασιλεύων Βασιλευόντων) "Re dei Re, Regnante dei Regnanti"
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Impero Romano d'Oriente 330-1453


Bisanzio la nuova Roma

Bisanzio, ovvero lo Stato imperiale romano che si perpetua per oltre mille anni sul Bosforo, ove gli stessi abitanti, ben lungi dal considerar sé stessi Greci, si definivano Romani, eredi dei Cesari e legittimi detentori dell'eredità politica ed istituzionale di Roma. Bisanzio, la città che Costantino il Grande inaugurò quale sua capitale l'11 maggio del 330, un lunedì; Costantinopoli, la Città d'Oro, la Regina delle Città, il ricettacolo d'ogni meraviglia, ammirata e temuta, capitale di quella che fu la Superpotenza del medioevo per 1123 anni e 18 giorni, fino a quel fatale martedì 29 maggio del 1453, quando Mehmet II pose fine ad una gloriosa storia politica.

Un'avventura lunga più di 1000 anni

Un'avventura lunga e gloriosa che tuttavia - e non solo nell'immaginario collettivo- è vista ancora quale stanco e interminabile strascico d'una romanità decadente. Bisanzio, ovvero un millennio d'intrighi, di vacue dispute teologiche, d'oscura e stanca retorica.

Il nostro progetto

Ed è con l'ambizione di tacitare tali luoghi comuni che nasce questo progetto, destinato a contribuire a far svanire le nubi ed i fantasmi che ancora, ostinatamente, velano ed oscurano la millenaria vicenda di quello che siamo soliti definire Impero bizantino, perfetta sintesi di continuità e di trasformazione dell'eredità romana con le esigenze delle mutate situazioni territoriali, politiche, economiche e culturali, in grado di accogliere tra le sue tolleranti braccia popoli, culture e idee in nome dei grandi principî della fedeltà all'Impero, della lingua greca e, soprattutto, del Cristianesimo. Un'avventura lunga e gloriosa, dunque, che vide la permanenza di una società urbanizzata anche in secoli bui, che vide una vitalità culturale impressionante, tanto brillante da resistere al crollo politico e da influenzare il nostro Rinascimento, che diede vita ad uno Stato sostanzialmente laico, sia pur dominato da un sovrano santo e da Dio scelto, e che godette di una burocrazia di rara efficienza e di una classe dirigente varia, colta ed operosa. Nel nome del rispetto e della conservazione di quell'ordine da Dio costituito che era l'ideale principe.

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SONO APERTE LE ISCRIZIONI all'ASSOCIAZIONE CULTURALE BISANZIO
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Collaborano a questo progetto (in rigoroso ordine alfabetico)

Paolo Cesaretti ( Università di Bergamo )
Gaetano Passarelli ( Università di Roma )
Giorgio Ravegnani ( Università di Venezia )
Silvia Ronchey ( Università di Siena )

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Ritratto di Nicola

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Ritratto di Nicola

"Bisanzio e le Crociate, incontro e scontro tra Oriente e Occidente, 10 e 11 dicembre 2011

ACB (Associazione Culturale Bisanzio), con la collaborazione di EHESS (École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi) e di SMORA(Sovrano Militare Ordine Romano Adrianeo), presenta:

"Bisanzio e le Crociate, incontro e scontro tra Oriente e Occidente", Venezia, 10 e 11 dicembre 2011

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Ritratto di Luca

LA SAPIENZA RISPLENDE, la mostra in corso a Rimini

Al museo di Rimini è esposta (mostra iniziata in occasione del Meeting a fine Agosto e che chiuderà l’1 novembre 2011) quella che possiamo pensare come una collezione itinerante (già esposta al Castello di Caleano e al Castello del Buonconsiglio – Trento): una raccolta di opere pittoriche e scultoree abruzzesi di arte sacra datate dalla fine dell’undicesimo secolo all’inizio del quindecesimo secolo.

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Le cospirazioni bizantino-musulmane contro le Crociate (seconda parte)

La Quarta Crociata (1202-1204)

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Le cospirazioni bizantino-musulmane contro le Crociate (prima parte)

di Savvas Neocleous (*)
Centro di studi su Medioevo e Rinascimento
Trinity College Dublin, College Green, Dublino 2, Irlanda

a b s t r a c t
Questo articolo esamina le accuse dei latini di cospirazioni bizantino-musulmane contro le Crociate avanzate nel corso del XII secolo, accuse contenute in diverse cronache, resoconti e lettere. Sebbene i loro elementi sensazionalistici fossero evidenti, i racconti dei latini che ritraevano i sovrani bizantini come alleati degli “infedeli” contro le Crociate e gli Stati crociati vennero più o meno presi alla lettera dagli studiosi moderni. Un’analisi più approfondita mette in evidenza che tali accuse erano basate su voci che si erano sviluppate e diffuse tra i ranghi e le fila delle armate crociate e infine si radicarono nelle cronache arricchendosi sempre più di elementi bizzarri. Servirono prima ad indicare un capro espiatorio per giustificare il fallimento della Crociata del 1101 e della seconda Crociata poi come strumento per spiegare, interpretare, o piuttosto malinterpretare, la terza Crociata. Malgrado il fatto che, in genere, queste teorie non sembrano aver avuto grande seguito presso gli imperatori latini, i re e i nobili, paradossalmente, fu proprio un nobile della quarta Crociata, Baldovino IX di Fiandra, insieme con i suoi chierici consiglieri, che infine le utilizzò nel maggio e giugno 1204 per giustificare la conquista latina della cristiana Costantinopoli.

Traduzione a cura di Emanuela Iolis

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