I templari e Bisanzio

Al contrario di quanto si possa pensare vi furono vari rapporti tra l’Ordine del Tempio e i bizantini. In alcuni casi questi rapporti furono indiretti,poichè passarono per gli affari della Terrasanta,in altri furono diretti. Qua riportiamo due casi in cui durante il regno dell’imperatore Manuele Comneno (1120-1180),si ebbero dei contatti tra gli ambienti degli occidentali di Terrasanta,l’Ordine del Tempio e i Costantinopoli.

In quegli anni in Terrasanta si contrapponevano due famosi personaggi:uno era il giovane re di Gerusalemme,anche conosciuto come “re lebbroso”,Baldovino IV. Dall’altra parte vi era un condottiero che aveva promesso la jihad contro i cristiani ed era sultano d’Egitto e Siria. Il suo nome era Yusuf ibn Ayyub Salh-al-Din meglio conosciuto come Saladino,considerato dagli stessi occidentali “specchio immacolato della cavalleria”. La jihad partì nell’anno 575 dopo l’egira per i cristiani nell’anno del nostro signore 1177.

Inizialmente Saladino venne sconfitto ed fu costretto a ritirarsi.Ma chi,degli occidentali,visse e combatté per molti anni in Terrasanta come i Templari,sapeva che Saladino era solo un leone ritiratosi per leccarsi le ferite,ma pronto a colpire in qualsiasi momento.Vennero stipulati armistizi.Ora la situazione parrebbe semplice e regolare,ma quello che i libri di storia raramente riportano è che a distruggere i cristiani in Terrasanta non furono i saraceni,ma i cristiani stessi.Infatti le divisioni politiche avevano creato una grande situazione di tensione a Gerusalemme dove molti vedevano vicina la morte del “re lebbroso”Baldovino IV.E qui iniziarono i giochi di potere,dove naturalmente non potevano mancare i bizantini.

Tra i cavalieri più in vista a Gerusalemme ed anche uno dei più stimati cavalieri di Terrasanta,vi era un certo Baldovino d’Ibelin,figlio di ricchi feudatari francesi.Questo crociato fu catturato da Saladino,il quale richiese una somma esorbitante per il suo riscatto.Però nè in Francia,nè in tutta la Terrasanta vi erano potenti assai ricchi(tranne i Templari e forse gli Ospitalieri)che potessero riscattare lo chevalièr.Al “no” dei due ordini monastici(Templari ed Ospitalieri)Guido d’Ibelin si rivolse all’unico uomo che avesse con sè una somma simile.Quest’uomo era Manuele I Comneno, imperatore di Costantinopoli. L’imperatore,credendo allora d’avere in pugno il futuro re di Gerusalemme,poiché come già detto d’Ibelin era visto di buon occhio dappertutto in Terrasanta,lo riscattò senza chiedere nulla in cambio.Di sicuro la mossa dell’imperatore sarebbe stata ragionevole se la storia avesse veramente designato d’Ibelin come re di Gerusalemme,poiché in qualche maniera egli avrebbe dovuto riscattare il debito contratto con l’Imperium Orientale:ma non fu così.Tra intrighi di corte vari dopo l’ottimo,sfortunato e giovane(morì a 24 anni) re lebbroso,successe il pessimo Guido di Lusignano.Ma questa è un’altra storia.

Dovete sapere che in quegli anni turbolenti per la guerra santa,signore di Antiochia era un certo Rinaldo di Chatillon. Tenetevi a mente questo nome se volete addossare a qualcuno la colpa della sconfitta cristiana di quegli anni,poiché questo è l’uomo giusto.Fu lui che riaprì le ostilità per ben due volte con Saladino nonostante i trattati di pace! Era difatti un saccheggiatore,specializzato nell’attaccare le pacifiche carovane nei pressi di Antiochia.Era mal visto dai Templari che,come vedremo,cercheranno di sbarazzarsi di lui appoggiando i bizantini.Cosa c’entrano i bizantini in questa storia?Eccovi la risposta.

Dopo essersi assicurato dei finanziamenti dal patriarca Aimery di Limoges,il quale alla fine aveva ceduto di fronte al “trattamento” di Chatillon,”trattamento” che prevedeva il patriarca legato nudo ad un palo,cosparso di miele e lasciato per un pò alle api ed al sole,il caro Rinaldo decise che era il momento di saccheggiare!Cercò a lungo l’obbiettivo,non ci dormì la notte poverino(se non ci dormì è una mia opinione,ma credo che fu così).Alla fine uscì Cipro.L’isola dei bizantini difatti prevedeva un ricco “menu” a base di chiese riccamente adornate,casse preffettoriali piene e monache da violare.E così fu.Cipro fu messa a ferro e fuoco.”Aveva fatto tagliare il naso a tutti i sacerdoti cristiani(chiaramente quelli ortodossi),violentare tutte le monache,saccheggiare tutte le chiese e distruggere i raccolti.”Fu un lavoretto pulito e fatto in fretta.

Adesso la risposta bizantina non si fece attendere molto anzi!Manuele Comneno non tardò a mandare l’esercito bizantino verso Antiochia.Che Antiochia entrasse in guerra anche con i bizantini(come se Saladino non bastasse)era impensabile.I Templari,che odiavano giustamente Chatillon,proposero allora due soluzioni:o Rinaldo veniva consegnato all’imperatore o il saccheggiatore francese,all’arrivo dell’imperatore,avrebbe dovuto “vestirsi di un sacco,cospargersi il capo di cenere e rotolare nella sabbia di fronte all’imperatore.”Indovinate un pò?Manuele lo perdonò ed in cambio si fece restituire ciò ciò che era rimasto del bottino…La mia domanda ora è:si fece restituire anche i nasi mozzati ed il raccolto bruciato?

Ora scherzi a parte sono sicuro che Manuele I ebbe i suoi buoni motivi per scegliere la via più pacifica.Fattostà che grazie a Rinaldo di Chatillon nell’Anno Domini 1187 ,quando saccheggiò l’ennesima carovana, Saladino ebbe la motivazione che tanto aveva cercato per sconfiggere e scacciare i cristiani dalla Terrasanta.Almeno sino alla terza crociata dove però fu ripresa solo S.Giovanni d’Acri allora chiamata anche Tiberiade.

Fonti:Troverete tutto ciò e molto di più nel libro “Il Saladino” di Jan Guillou della trilogia sulle crociate.Prima del “Il Saladino” leggete “Il Templare” che è il primo della trilogia e poi dopo “Il Saladino”,”La Badessa”,terzo ed ultimo libro della trilogia.Ve la consiglio vivamente.Saluti a tutti e perdonate la pubblicità “occulta”.

autore: GIONATA CASTALDI

Nicola

Author: Nicola

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