Gli assassini origine e decadenza

Gli assassini origine e decadenza

Gli Assassini sono forse una delle sette più interessanti e misteriose del Medioevo. Alla pari dei Templari, suscitano ancora discussioni tra gli storici e non è stata ancora scritta la parola “fine” alla loro storia. Rimane nell’ombra, tra mille ipotesi, la loro genesi, rimaniamo invece stupiti dal loro potere, addirittura tanto potente da arrivare fino in Francia e da incutere paura al Saladino e i principi occidentali.

L’origine del nome: “Hashshis-Shin”, “Hasan Sabbah” oppure “Heyssessini”?

Partiamo dalla probabile origine di questa misteriosa setta che ha tanto influito (secondo me) sui gruppi islamici di combattimento attuali, e questo viaggio lo faremo a tappe.

Si sa poco sull’origine degli Assassini, sono nati in Persia ma l’origine del nome è alquanto oscura.
Esistono cinque ipotesi:

Le prime due derivano dalla probabile origine del nome “Assassini” dalla parola “Hashshis-Shin” che significherebbe “consumatori di hashish” questo per la probabile consumazione prima e durante la missione della droga conosciuta anche fin troppo bene ai giorni nostri. Ma non viene presa molto in esame, visto che secondo alcuni, non si fa testo di tale cosa nelle fonti mussulmane, ma la discussione rimane ancora aperta

La terza ipotesi deriva dell’uso dell’hashish e dagli effetti provocati dalla droga, rendergli schiavi e privi di volere in modo da obbedire ciecamente agli ordini dei superiori, i quali compivano le azioni più truci e orrende. Questa invece, sempre secondo alcuni venne inventata dagli avversari con intento derisorio verso la setta.

La quarta ipotesi è appoggiata da un gruppo di studiosi statunitensi, i quali sostengono che il termine Assassini abbia avuto un’origine del tutto differente.
Secondo alcune leggende, un giovane di nome Hasan Sabbah, che cercava il senso della propria vita, sarebbe stato salvato da una malattia che lo portò a un passo dalla morte da una miracolosa guarigione di Dio.
Il giovane, ripresosi, andò dal Califfo del Cairo deciso a ufficializzare e autorizzare il proprio credo di fede israelita in tutta la Persia.

Così nel 1080 Hasan incominciò a radunare attorno a sè proseliti, che procedendo a una storpiatura del nome “Hasan” si fecero chiamare “Assassini”.

La quinta ipotesi è quella più lontana da quelle appena enunciate.

Il nome della setta arriverebbe nientemeno da una popolazione saracena che come raccontato da un inviato del Barbarossa del 1175
“Sappiate che sulle montagne ai confini di Damasco, Antiochia ed Aleppo, c’è una razza di saraceni che nel loro idioma sono chiamati “Heyssessini” (…). Questa stirpe di uomini vive senza legge: in contrasto con la legge dei saraceni si cibano di carne di maiale ed inoltre si uniscono senza distinzione con tutte le donne, comprese le proprie madri e sorelle. Vivono sulle montagne e sono pressoché invincibili perché possono rifugiarsi in castelli ben fortificati. (…) Tra di loro vi è un Signore che desta il più grande timore sia in tutti i principi saraceni, tanto vicini quanto lontani, che nei principi cristiani dei paesi confinanti. E ciò perché li fa uccidere in una maniera straordinaria che è la seguente : sulle montagne possiede molti splendidi palazzi, circondati da mura tanto alte che nessuno vi può entrare se non attraverso una piccola porta sempre ben custodita”.
Queste affermazioni, in contrasto netto con quelle precedenti, spiazza tutti e per di più alza ancora un fitto velo sui misteri e sulla origine di questa fantomatica setta.

Il credo e la struttura della setta

Per continuare il racconto prendiamo per buona la quarta ipotesi , quella di Hasan.
Mentre la setta prendeva vita, questo fantomatico Hasan creava le basi, la struttura organizzativa. Scelse un sistema a gradi, schema che sarà seguito di pari passo dai Templari e da tutte le società segrete come i Massoni, Carbonari e Rosacrociati. L’iniziato alla setta più saliva nella scala gerarchica più veniva a conoscenza di nuovi misteri e contemporaneamente rinnegava quelli precedenti facendogli fare una sorta di “lavaggio di cervello” che mirava a ottenere la piena sottomissione dell’iniziato. L’ultimo passo del credo “Hasan” era ad arrivare a comprendere che il bene e il male non esistevano in sé, ma in entità astratte non meglio identificate e definite. Si finisce in Paradiso o all’Inferno non in base alle proprie azioni compiute nella vita, come nella religione cristiana, ma in base al proprio Destino. Per potenziare il proprio potere religioso, Hasan estremizzò alcuni Shura Maomettani.

La gerarchia era così strutturata:

al grado più basso il Fedele, al quale venivano affibbiate le missioni più pericolose e spericolate, e assuefatti dalla dipendenza da stupefacenti obbedivano ciecamente agli ordini gettandosi nelle imprese più ardite che portavano a compimento in luoghi affollati o in pubblico, arrivando al sacrificio estremo della propria vita. Poi i Laici, i Compagni e infine i Maestri (Giovani e Anziani) stretti collaboratori dell’unico Sommo Maestro o Da-Hi.

La storia
Nel 1090 Hasan stabilì il suo quartier generale nonché residenza a Khorasan nell’inespugnabile cittadella di Alamut in Persia, il Nido d’Aquila, a 1800 metri d’altezza sul mare. Il primo assassinato fu il gran visir Nizam al-Mulk nel 1092, la cui abilità di stratega e di statista era stata importante per la dinastia selgiuchida in Iran.

I selgiuchidi tentarono varie volte di sottomettere Hasan ma senza successo. Era davvero una mina vagante nel mondo mussulmano.

Successivamente alcune sette di Assassini si spostarono in Siria, anche appoggiate da Ridwan di Aleppo, che, sia forse per essersi convertito alle dottrine, sia perché non aveva molta simpatia per i suoi cugini selgiuchidi gli aveva concesso protezione e appoggio; il capo si chiamava Abu Tashir, ed era un orefice siriano che ebbe un’influenza su Ridwan.

Tancredi di Antiochia, affascinato dalle dottrine oppure pervia della sua amicizia con Ridwan si avvicinò alla setta.

Nel 1103 ebbe esecuzione la loro prima impresa in Siria con l’omicidio dell’emiro di Homs, Janah ed-Daula. Nel 1106 trucidarono l’emiro di Apamea, Khalaf ibn Mulaib, ma soltanto i franchi di Antiochia ne potevano trarre giovamento da questa morte. In seguito anche il capo dell’esercito ad Aleppo cadde sotto il pugnale degli Assassini.
Nel 1124 muore Hasan, i successori mantennero la politica del primo Sommo Maestro, fino ad Hasan II che nel 1165 decise di rinnegare l’Islam per creare una nuova religione solo a vantaggio degli Assassini. Fu un cataclisma.
Hasan II venne ucciso in un complotto e il gruppo si scisse in due gruppi, gli Assassini Persiani e quelli Siriani, quest’ultimi governati da Sinan ibn Salman ibn Muhammad, uomo geniale e allo stesso tempo infido, che ebbe a confronto due avversari altrettanto scaltri: i Crociati e Saladino.
Si racconta che anche il Saladino fu terrorizzato dalla potenza politica e dalla facilità nell’uccidere chiunque, come è testimoniato in queste parole tramandate da un cronista mussulmano:
“Mio fratello (…) mi narrò che Sinan inviò un messaggero al Saladino (…), ordinandogli di consegnare un messaggio in privato. Il Saladino lo fece perquisire e, quando fu sicuro che non costituisse un pericolo, congedò i presenti facendo restare solo poche persone e gli chiese di dargli il messaggio. Ma egli disse : “Il mio maestro mi ha ordinato di non consegnartelo (se non in privato)”. Il Saladino allora allontanò tutti i congregati tranne due mamelucchi, e disse : “Consegnami il tuo messaggio”, ed egli replicò :”Mi è stato ordinato di dartelo solo in privato”, e il Saladino disse :”Questi due non mi lasceranno. Se vuoi, dammi il tuo messaggio, altrimenti vattene”. Egli disse :”Perché non hai allontanato questi due come hai allontanato gli altri ?” Il Saladino rispose : “Li considero come se fossero i miei figli, io e loro siamo una cosa sola.” Allora il messaggero si rivolse ai due mamelucchi e disse: “Se vi ordinassi nel nome del mio signore di uccidere questo sultano, voi lo fareste?” Essi risposero di sì e sfoderarono le loro spade, dicendo: “Ordina ciò che desideri”. Il sultano Saladino (…) era ammutolito, e il messaggero se ne andò, portando i due con sé.” . Dopo questo episodio il Saladino concluse frettolosamente una pace con gli Assassini., dopo due tentativi di omicidio verso il Saladino e dopo che lui stesso per ripicca mise a sacco la Siria. Però alcuni dicono che la pacificazione avvenne per una serie di “favori”, omicidi commissionati dallo stesso Saladino nei confronti dei capi cristiani.
Nel 1192 venne ucciso Corrado di Monferrato, re di Gerusalemme, grande antagonista di Saladino, che gli spianò la strada verso Gerusalemme. (Poi il seguito sul destino di Gerusalemme lo conoscete benissimo…). Altri affermano che non fu il Saladino a commissionare l’omicidio, ma nientemeno che Riccardo Cuor di Leone, visto che il Plantageneto aveva un motivo e anche più di alibi per voler la morte di Corrado.
E con i Crociati e gli altri ordini? La situazione era rovesciata.
Addirittura gli Assassini dovevano pagare una tassa per non soccombere, e in più promisero di non convertirsi al Cristianesimo, dopo che Sinan tentò molte volte di convertirsi per trarne vantaggio, in modo da mettersi tra cristiani e mussulmani.

La decadenza
Verso il 1200 sappiamo che gli Assassini spostarono le attività verso occidente, e ci sono testimonianze di assassini come quello di Raimondo, figlio di Baldovino IV di Antiochia, ucciso in una chiesa a Tolosa, sua città natale. I re e gli imperatori dovevano pagare un tributo annuale alla setta per aver cara la pelle.
Ma come mai spostarono i loro traffici ad occidente?
Ad oriente in contemporanea avveniva la famosa avanzata di Gengis Khan. Erano quasi giunti sulle coste del Mediterraneo e gli Assassini dovevano andar contro la marea mongola.
Nel 1256 la cittadella di Alamut venne cinta d’assedio e espugnata. I pochi sopravissuti si unirono al Sultano del Cairo, ultimo baluardo pronto a contrastare i mongoli, e nei secoli successivi lo servirono nelle campagne di riconquista mamelucca in Medio Oriente contro i selgiuchidi.

autore: MARCO VILLA

BIBLIOGRAFIA: Steven Runciman, Storia delle Crociate, 2 voll., Torino, Einaudi Tascabili, 1997
ATLANTE della STORIA “SOCIETÀ SEGRETE”, Bologna, Demetra, 2000 .

Nicola

Author: Nicola

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