La Puglia bizantina, sin dalla Preistoria, è sempre stata un ponte verso l’Oriente. Le comunicazioni tra le opposte sponde sono state frequenti e ricche di scambi culturali. In questo articolo evidenzierò la presenza dei Romani d’Oriente in questa regione, analizzando l’importanza strategica delle città costiere.

La Puglia nella guerra greco-gotica

Procopio di Cesarea ci informa che la guerra greco-gotica coinvolse la Puglia solo nelle ultime fasi del conflitto. La città di Otranto, con il suo porto, era divenuta una base strategica fondamentale: qui sbarcavano le truppe bizantine provenienti dall’Oriente.

I Goti cercarono più di una volta di sottomettere Otranto, ma la città rimase sempre fedele a Bisanzio, offrendo un rifugio sicuro per la flotta. Al contrario, i porti di Brindisi, Taranto e Siponto fungevano da luoghi di raccolta per la produzione cerealicola pugliese destinata all’esportazione verso la Capitale.

L’influenza di Costantinopoli e l’arrivo dei Longobardi

In particolare, Siponto mantenne stretti rapporti con Costantinopoli. Il vescovo Lorenzo, per la costruzione delle chiese di San Giovanni e dei Santi Stefano ed Agata, volle maestranze provenienti dall’Oriente. Anche in altre circostanze giungeranno artisti bizantini per lavorare in Puglia, evidenziando l’influenza culturale della capitale sull’ambiente pugliese.

L’arrivo dei Longobardi in Italia (568 d.C.) e la nascita del ducato di Benevento mutarono l’assetto politico della Puglia bizantina. La presenza imperiale si ridusse alle zone costiere e al Salento. I Longobardi, non possedendo una flotta, non riuscirono quasi mai ad espugnare città come Siponto, Otranto, Gallipoli, Brindisi e Taranto.

La minaccia musulmana e il declino navale

La nascita della flotta musulmana provocò il declino del monopolio navale bizantino. La situazione divenne grave con la perdita di Creta (827-828 d.C.) e l’attacco saraceno alla Sicilia. La caduta dell’isola causò la perdita del controllo del Mediterraneo centrale, esponendo la Calabria e la Puglia agli attacchi musulmani.

  • 838 d.C.: Brindisi viene saccheggiata.
  • 840 d.C.: Taranto subisce la stessa sorte.
  • 847 d.C.: Anche Bari cade in mani saracene.

Bisanzio e Venezia decisero di intervenire congiuntamente, ma nel 841 d.C. sessanta navi veneziane vennero distrutte nel golfo di Taranto. Bari e Taranto divennero così basi per il bottino e il commercio di schiavi verso l’Oriente musulmano.

Basilio I e la riconquista della Puglia bizantina

Basilio I il Macedone (867-886 d.C.) capì la necessità di riorganizzare la marina. Grazie alla sua politica militare, Bari ritornò bizantina nell’875 d.C. e Taranto nell’880 d.C.

Tutta la regione tornò a far parte dell’Impero, inquadrata nel Thema di Langobardia e, dal 970 d.C., nel Catepanato d’Italia. I “Romani d’Oriente” preferirono sempre le città costiere rispetto a quelle delle Murge; mentre centri come Bari, Brindisi e Otranto fiorivano, l’interno (Lucera e Canosa) entrava in decadenza.

Economia, coloni e la caduta finale

Nel corso della plurisecolare presenza bizantina, la Puglia accolse truppe e profughi da Grecia, Tracia, Cappadocia e Armenia. Basilio I e Leone VI inviarono coloni da Eraclea Pontica e dal Peloponneso per ripopolare territori strategici come Gallipoli.

L’economia della Puglia bizantina si basava su:

  • Vino e Olio: Esportati massicciamente in Oriente dal X secolo.
  • Grano: Destinato ai mercati esteri sin dall’antichità.
  • Sale: Prodotto nelle numerose saline del territorio.

La fine del dominio avvenne nel 1071, quando Roberto il Guiscardo conquistò Bari. Con la caduta della capitale del Catepanato, ebbe fine la lunga e ricca storia della Puglia bizantina, che passò sotto il controllo normanno.

BIBLIOGRAFIA

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