Arcadio

Arcadio

Gli anni della gioventù:

Arcadio,il cui nome intero era Flavius Arcadius,nacque nel 377. Era basso,di carnagione tutto sommato scura,magro e con gli occhi poco svegli. Il padre Teodosio I,validissimo imperatore,decise per il figlio un’educazione universale e lo fece quindi istruire da due dei maggiori esponenti della religione pagana e cristiana dell’epoca,il filosofo pagano Temistio da una parte ed il cristiano,poi beatificato,Arsenio dall’altra. Prima di questi due era stato avviato all’apprendimento delle lettere dalla stessa madre Aelia Flacilla. Teodosio,volendo avere un discendente degno cominciò ad educare il figlio alle ars della politica sin dalla minore età. Nel 383 difatti,all’età di soli sei anni,Arcadio fu proclamato Augusto dall’imperatore e fu associato al governo. Questa mossa servì anche per far acquistare al futuro erede al trono popolarità presso gli ambienti burocratici. A soli 8 anni Arcadio fu nominato console(385) per la prima volta. Fu console poi altre due volte,più adulto,nel 392 e nel 394. Nel 386 Teodosio I decise che il figlio fosse maturo abbastanza per apprendere le ars militaria,e per mostrargli come si conduce una spedizione, lo portò con sé nella campagna contro i Greutungi ,e poi gli fece celebrare il trionfo a Costantinopoli. A 17 anni Arcadio si trovò a reggere il governo dell’Impero d’Oriente sotto la guida del prefetto Rufino mentre il padre muoveva con l’esercito contro l’usurpatore Eugenio,nell’unica vera battaglia di religione di tutta l’antichità.

Il nuovo imperatore d’Oriente:

Il 15 Gennaio del 395 Teodosio I morì e divise per la prima volta l’Impero d’Oriente da quello d’Occidente tra i suoi due figli,Arcadio ed Onorio. Al primogenito Arcadio toccò l’Impero Romano d’Oriente,al secondogenito Onorio quello d’Occidente. Per capire bene le giurisdizioni di ciascuno dei due,Onorio ebbe le prefetture d’Italia(Italia,Africa)e di Gallia(Gallia,Britannia,Hispania),mentre Arcadio ottenne la prefettura dell’Illirico(Dacia e Macedonia)e quella d’Oriente(Tracia,Asia,Ponto,Oriente,Egitto). Con questa divisione però non s’intendeva rompere l’unità dell’Impero Romano;ma i contrasti scoppiati ben presto tra le due parti per le questioni territoriali,le rivalità dei ministri,e la crescente diversità di spiriti e di tendenze tra Oriente ed Occidente resero definitiva la divisione. In questo senso Arcadio può essere considerato come il primo imperatore romeo. Secondo le fonti egli fu un imperatore debole di spirito e di corpo. Se non fu detronizzato ciò è dovuto dalle fortunate coincidenze del destino. Più che governare,egli si fece governare dalla moglie e dai ministri. Nel primo anno il governo fu tenuto dal prefetto del pretorio Rufino che,ambizioso e privo di scrupoli,cercò di rendere stabile la sua posizione,facendo sposare al giovane sovrano la sua figliola. Rufino era nativo dell’Aquitania e,nonostante non parlasse il greco perfettamente,era svelto di cervello e molto potente. Fu un fervido cristiano dalla mentalità aperta,come dimostra la sua amicizia con il sofista Libanio. Puntava probabilmente a divenire correggente insieme ad Arcadio,poiché fu accusato di innumerevoli omicidi apparentemente senza scopo alcuno,fuorché la sua malizia. Questo suo disegno fu però mandato a vuoto da Eutropio,capo degli eunuchi ed ispiratore di una cricca di corte avversa a Rufino. Approfittando di un viaggio di questo ad Antiochia,Eutropio,che aveva ottenuto il favore di Arcadio,riuscì ad indurlo a nozze,con la figlia del generale franco Bauto,Aelia Eudossia. Questa aveva ricevuto dalla madre romana un’educazione impeccabile,secondo l’uso imperiale. Nonostante tutto,Filostorgio ci indica una chiara discendenza germanica derivata dal padre franco nell’aspetto della ragazza. L’eunuco per convincere Arcadio,aveva portato un ritratto di quella all’imperatore  e ,tessendo in maniera accurata le lodi,era riuscito a convincerlo. Le nozze furono celebrate il 27 Aprile 395.

Pericolo per l’Impero

Rufino,tornato nella capitale,non ebbe la possibilità di dare sfogo alla sua irritazione,poiché una nuova minaccia si presentò allora ai confini dell’Impero. I Visigoti ,guidati da un comandante,il giovane Alarico, si abbattevano sulla Mesia e sulla Tracia. Qualcuno sostiene vi fosse un accordo tra il comandante dei Visigoti e Stilicone,il quale reggeva l’Impero d’Occidente per l’ancora minorenne Onorio. Il reggente occidentale dal canto suo si mosse con l’esercito e raggiunse Alarico in Tessaglia. Con quel gesto voleva sottolineare la sua parentela con il defunto Teodosio I e quindi il diritto di reggenza su entrambi i monarchi. Rufino dalla capitale,avendo previsto i disegni di Stilicone,ottenne da Arcadio il permesso di mandare un messaggero con una lettera al comandante vandalo:in questa si intimava a Stilicone di restituire a Costantinopoli le truppe orientali e di tornare in Italia. Il magister militum d’Occidente obbedì e lasciò il comando ad un suo caro amico,Gaina. Nel frattempo Rufino stesso,travestito da Goto,andò al campo dei Visigoti per stipulare la tregua e deviare l’invasione verso Occidente. Nel frattempo,sempre in Tessaglia,una truppa di stanza aveva teso ai barbari un’imboscata costringendo Alarico ad arretrare ed accettare le condizioni di Rufino.

Il potere all’imperatore

Gainas guidò le truppe d’Oriente lungo la Via Egnatia,verso Costantinopoli. Come era abitudine,l’imperatore e la corte sarebbero dovuti andare a salutare le truppe verso l’Hebdomon,e dare nuove disposizioni ai comandanti. Rufino,secondo alcune fonti di allora, convinto di poter assurgere al trono proprio in quell’occasione,si presentò accanto ad Arcadio con le vesti più sfarzose. Dopo il saluto dell’imperatore,Rufino si avvicinò alle truppe e con aria affabile cercò di trarle dalla sua parte.Iniziò con il salutare Gaina ed i suoi collaboratori e dedicò lodi e saluti anche ai singoli soldati. Man mano che andava avanti,i soldati si strinsero intorno a lui. Egli,interpretando questo come un segno di amicizia,continuava ad elargire ringraziamenti e lodi a tutti,ansioso di essere elevato al trono. Tutto partì da un gruppo di soldati vicini al Prefetto. Questi estrassero le proprie spade ed infilzarono Rufino. Gli altri seguirono l’esempio. Il corpo fu ridotto a brandelli. La testa staccata e trasportata in giro per la città su una lancia. Anche la mano destra,dall’avambraccio in su,fu recisa e portata a vedere lungo le case di Costantinopoli,con i soldati che urlavano “Fate l’elemosina all’Insaziabile!” Era il 27 Novembre 395. Nel frattempo gli Unni avevano invaso l’Armenia ed erano giunti  nelle province orientali dell’Impero,ove non v’era truppa a difendere il territorio. Lasciamo alle fonti la descrizioni di questi barbari:”..improvvisamente i messaggeri corsero da una parte all’altra.[…]Erano ovunque quando meno ce lo aspettavamo,e la loro velocità superava quella del loro rumore.Non rispettavano religiosi,né appartenenza sociale,né età;non mostrarono nessuna pietà verso il pianto dei neonati. Bambini,che non avevano neppure iniziato a vivere,erano costretti a morire.”(St.Jerome,Epistulae). Le parole riportate sono di un testimone oculare che allora risiedeva in Asia. Egli stesso ci testimonia la distruzione portata da questi barbari sino all’Egitto e la devastazione che città prive di mura avevano dovuto subire.

Nuovi intrighi a Costantinopoli

Dopo la morte di Rufino il potere passò al rivale Eutropio che si insignì della carica di praepositus sacri cubiculi. Dopo poco però,dopo essersi costruito una vasta clientela,assunse le funzioni di praefectus pretorio Orientis e la dignità di console. Mai era accaduto che un eunuco coprisse tale carica,e se ne diffuse grande scandalo. Arcadio aveva però portato avanti riforme coraggiose. In primis,aveva trasferito alcuni lavori amministrativi del Prefetto al Magister Officiorum,il ministro degli Interni. Secondo il Codice Teodosiano,vi fu anche la divisione della prefettura del Pretorio ,legge unica nella storia e piuttosto eclatante in sè. Secondo Bury ed altri però,l’assenza di tale notizia nelle fonti,rapporterebbe una confusione cronologica nello stesso Codice Teodosiano e quindi l’assenza di una tale modifica che,se ci fu,è da attribuire interamente ad Arcadio e da considerare rivoluzionaria ed unica nella politica dell’Impero. Il governatorato di Eutropio ,non differì molto da quello precedente:violenze,vendita di cariche,intimidazioni,nessun ritegno verso i beni dell’aristocrazia. Ma nell’insieme,esso parve meno oppressivo. Fra l’altro si promulgarono leggi di tolleranza verso gli eretici e gli Ebrei. Eutropio rimaneva comunque un eunuco ed era eccellente nell’organizzare intrighi. Per farvi un esempio pratico,ve ne riporterò uno raccontato nel dettaglio da Zosimo. A corte c’era un abile comandante,certo Timasio. Egli fu nominato per le sue abilità comandante in capo dell’Oriente. In questa maniera il militare si stabilì alla corte di Costantinopoli. Un giorno,Timasio chiamò un suo caro amico venditore di salsicce,di nome Bargo. Dopo poco tempo questo fu posto al comando di una piccola truppa. Eutropio,che aveva informatori ovunque,scoprì  un’accusa rivolta verso Bargo anni prima da una corte della capitale,ove per qualche reato si vietava all’imputato l’ingresso a Costantinopoli. Con questa notizia,Eutropio ricattò Bargo e gli ordinò di accusare il proprio benefattore,Timasio,di aver organizzato una congiura contro Arcadio e chiese anche di supportare il tutto con prove false ben predisposte. Tutti a corte ammiravano e rispettavano Timasio,anche Arcadio,il quale difatti non volle presiedere alla prima seduta del processo. L’intrigo ebbe l’effetto sperato e Timasio fu esiliato nelle oasi in Libia,condanna equivalente alla morte. Di lui non si ebbero più notizie. Eutropio poi,non fidandosi di Bargus e temendo egli potesse dire la verità,minacciò la moglie di questo,dicendole qualcosa riguardo un rischio di implicazione nella congiura di Timasio. La moglie fu così costretta  a formulare accuse false contro il proprio marito,che finì giustiziato. Per finire il tutto,nel Codice Teodosiano compare una legge del periodo narrato,anno 397,ove si condanna alla pena capitale coloro che vengono colti in combutta non solo contro l’imperatore,ma anche contro i suoi diretti sottoposti e collaboratori. Nella legge si sottolinea anche la presenza di “barbari e soldati” come possibili traditori,e questo indica il timore di Eutropio verso il suo maggior nemico,Stilicone.

L’Occidente contro l’Oriente

Con l’impero d’Occidente e con Stilicone i rapporti furono meno aspri. Ma un primo attrito si ebbe durante l’inverno del 395-396,quando Alarico rinnovò l’incursione nella Macedonia e nella Grecia;e Stilicone,contando sull’acquiescenza di Eutropio,rinnovò il tentativo di estendersi sull’Oriente tornando con l’esercito in Tessaglia. Ma l’eunuco preferì accordarsi con Alarico e lo nominò magister militum per Illirycum , facendosene così un federato. A Stilicone non rimase che tornarsene in Occidente. Un altro attrito si ebbe l’anno seguente. E stavolta in tutt’altro scenario. Il governatore d’Africa Gildone si era ribellato ad Onorio ed Arcadio,dietro consiglio di Eutropio,lo prese sotto la sua protezione. A questi contrasti è certamente collegata la rovina di Eutropio,nella quale si scorge la mano di Stilicone. Per abbatterlo questi si servì dello stesso strumento adoperato per Rufino:l’amico Gaina. Nel 399 alcune schiere di barbari,guidate dal tribuno Tribigildo,saccheggiarono la Frigia. Le fila degli insorti inoltre,si ingrossava di giorno in giorno. Contro di loro furono quindi mandati due eserciti,uno guidato da Leone,l’altro da Gaina. Questi era segretamente d’accordo con Tribigildo e quando iniziò la battaglia passò con i ribelli sterminando Leone ed i suoi uomini. Gaina poi lasciò via libera a Tribigildo verso la Bitinia. Quando poi seppe che a Costantinopoli il popolo era atterrito,scrisse all’imperatore che con gli insorti si poteva venire a pace,sacrificando Eutropio. Arcadio non avrebbe ceduto,ma la moglie Eudossia,sia perché offesa dall’insolenza del ministro,sia perché desiderosa di prendere la direzione del governo,appoggiò la richiesta di Gaina;il 12 Agosto 399 Eutropio fu dapprima confinato a Cipro e poco dopo richiamato,processato sotto l’accusa di lesa maestà e condannato a morte. Da questo momento Eudossia guidò l’imperatore suo marito. Gaina,che era ancora accampato sul Bosforo tentò di attraversarle la via.;egli ambiva essere in Oriente ciò che l’amico Stilicone era in Occidente. In un convegno che ebbe con il debole Arcadio nella chiesa di S.Eufemia presso Calcedonia gli strappò la concessione per sé e per Tribigildo di passare le milizie in Europa e la consegna,come ostaggi,dei tre maggiori partigiani dell’ascesa di Eudossia,cioè del console Aureliano,di Saturnino e di Giovanni (quest’ultimo si diceva fosse amante della dissoluta Eudossia e padre vero di Teodosio II).Ma le speranze di Gaina rovinarono presto. Entrato in Costantinopoli,egli commise tante violenze che il popolo si sollevò. Quel giorno nella Città d’Oro furono sterminati dalla furia dei Romei ben 7000 Goti. Un tentativo di riscossa gota fu stroncata dalle truppe comandate da un altro goto,Fravita,il quale diverrà in altra occasione amico di Giovanni Crisostomo. Gaina venne allora ricacciato oltre il Danubio e fu ucciso dal re unno Uldino.

Eudossia al potere

Allora rientrarono in città gli ostaggi consegnati al barbaro:ed Aureliano,esponente del partito dell’imperatrice,riprese il potere. Ma dominò in effetti Eudossia che nel 400 si era fatta consegnare il titolo di Augusta,suscitando le proteste di Onorio ad Occidente. Il suo governo si attenne al concetto di restaurare l’autorità imperiale nello Stato,lo spirito e la disciplina romana nell’esercito,e di tenere alto il potere civile di fronte a quello religioso,cosa che provocò attriti con il patriarca Giovanni Crisostomo. Questo non si stancava mai di lanciare invettive contro l’imperatrice,a tal punto che nel 403 fu privato della cattedra ed esiliato. Il popolo scese in piazza per chiedere il ritorno del proprio patriarca. La notte stessa poi Costantinopoli fu scossa da un violento terremoto. Eudossia,alquanto superstiziosa,fece reinsediare il sant’uomo nella Chiesa Grande. Il patriarca ricominciò però a tuonare durante l’inaugurazione della statua d’argento di Eudossia nel 404. L’imperatrice si spazientì ed impose ad Arcadio di non rivolgere più la parola all’ecclesiastico più prestigioso dell’Impero. Poco dopo inoltre Giovanni Crisostomo fu processato ed esiliato al confino. Il popolo scese di nuovo in piazza. La notte stessa fu appiccato incendio alla chiesa di S.Sofia ed al palazzo del senato. Il 6 Ottobre poi l’imperatrice,dopo un aborto spontaneo,morì. Nel frattempo Innocenzo I,riunito il sinodo dei vescovi occidentali,richiedeva a gran voce il re-insediamento dell’ex patriarca esiliato. Nel 406,appena i legati pontifici con i messi imperiali di Onorio misero piede a Costantinopoli,Arcadio ordinò che fossero imprigionati,interrogati ed espulsi. Così fu fatto. Giovanni Crisostomo morì in esilio l’anno seguente. Arcadio non gli sopravvisse che per poco tempo:il primo Maggio del 408,dopo aver osteggiato un nuovo tentativo di Stilicone d’intromettersi negli affari d’Oriente,spirò. L’Impero passò senza scosse al figlio settenne Teodosio II e sotto la guida dell’ottimo prefetto del pretorio Antemio.

autore: GIONATA CASTALDI

Nicola

Author: Nicola

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