Charles DIEHL, Figure bizantine – Recensione

Charles DIEHLFigure bizantine, Einaudi, Torino 2007, 545 pp., ISBN 978-88-06-19077-4 € 16,80

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Avvicinandosi all’opera di Charles Diehl, questo “padre della bizantinistica francese e console dei bizantinisti”, come lo ricorda Silvia Ronchey nella bella, ricca e gustosa introduzione che apre l’edizione, occorre non cadere in un errore fatale. Occorre, infatti, rammentare –ed è necessario farlo durante l’intera lettura– che ci accingiamo ad affrontare un’opera che vide la luce nel 1927 e che, nonostante l’imponenza, sente su di sé il gravame di ottant’anni.

E si sentono.
Un monumento. Indubbiamente queste Figure bizantine rappresentano un monumento storiografico e letterario, per l’epoca in cui vennero compilate, e non vi è alcun dubbio che la presentazione al pubblico italiano della fatica del Diehl possa essere giustificata grazie al valore che nella storia della bizantistica essa occupa. Purttuttavia, se la sua utilità propedeutica può essere grande, non crediamo affatto che possa aggiungere alcunché al panorama storiografico presente. Né probabilmente se ne sentiva la necessità, quando si sente, piuttosto, il peso dell’assenza di fonti o saggi allo studioso disponibili. Non si può non concordare con Silvia Ronchey quando essa definisce il lavoro del Diehl “un vero florilegio storico, prosopografico, letterario, estetico”: le biografie imperiali –e non solo– che caratterizzano l’opera del grande storico francese sono un trionfo di bella letteratura, un godimento verbale, la quintessenza della storia quale svolgersi di vicende umane in senso molto romantico, passionale, sanguigno, il tutto accuratamente e deliziosamente acconciato in uno scenario davvero tanto bizantino, tanto accattivante ma piuttosto retrò e discutibile, tutto oro e porpora, scandalo e lussuria, potere e religione, crudeltà ed ambizione, sfarzo e grandezza.
E così lungo il millennio bizantino si snodano, impassibili e sempre uguali, le tante figure che fecero, a parere del Diehl, la storia dell’impero. Donne, per lo più: l’Autore è affascinato dal potere femminile, ne fa delle icone, e sono loro le protagoniste, tanto da lasciare lo spazio a pochi uomini, Basilio I, Leone VI, Andronico I. Assetate di potere, arse dall’ambizione, principesse colte, ammirate ed ammirevoli, amanti ed amate, sovrane crudeli ed illuminate, le protagoniste della galleria dell’Autore incedono altere, descritte con arguzia, con gran compiacimento artistico, tanto da rasentare il rococò, e con quell’estrema attenzione all’analisi psicologica tipica dell’epoca. Con grande enfasi, con una partecipazione che della serenità dello storico, in effetti, non ha molto, il Diehl ci racconta la vita, i pensieri, i dolori, le gioie della colta e sfortunata Atenaide, della lussuriosa e discussa Teodora, dell’intrigante ed abile Irene, della sfrontata ed intelligente Teofano, delle severe ed accorte Anna Dalassena ed Irene Ducas, delle gentili e  tristi principesse occidentali e di tante altre, anche di talune donne del popolo.

Una lettura amena, piacevole, ma nulla di più. Non vi è accenno alle vicende politiche, né a quelle militari, né tanto meno a mutazioni sociali o a vicende economiche. Si tratta di biografie, avulse dal contesto storico, e, ovviamente, il passare dei decenni pesa in maniera impressionante. Tralasciando taluni errori –l’affermazione, ad esempio, che Manuele I sia stato inumato nei santi Apostoli, a pag. 362, può essere fatta passare come licenza poetica…–, è rimarchevole che non vi sia un rimando ad alcuna opera, ad alcun autore, ad alcuna fonte. L’Autore si limita a scrivere “dice un cronista” oppure “afferma un contemporaneo”, come se non fossero passati secoli da quando i nostri Padri scrivevano “constat” o “dicitur”, lasciando l’amaro in bocca a chi vorrebbe approfondire maggiormente quanto descritto nelle biografie. Scarsi accenni, e piuttosto datati, all’evoluzione politica dell’impero, lasciano l’impressione che il volger dei secoli poco abbia inciso su Bisanzio.

Resta una bella lettura, dunque. Una curiosità storica, estremamente importante quale testimonianza preziosa dell’evoluzione della storiografia bizantina, ed anche con taluni pregi –la lunga descrizione deltipikon del monastero fondato da Irene Ducas, ad esempio, od i capitoli dedicati al romanzo bizantino–, e probabilmente anche un ottimo testo di cultura generale. Ma ci si permetta di chiederci, sia pure sommessamente, se non varrebbe la pena porre a disposizione degli appassionati di storia ben altro.

Indice
Charles Diehl, o del bizantinismo, di Silvia Ronchey
Nota biografica/ Bibliografia, di Tommaso Braccini
Parte prima

  1. Vita di un’imperatrice a Bisanzio
  2. Atenaide
  3. Teodora
  4. L’Imperatrice Irene
  5. Una borghese bizantina nell’VIII secolo
  6. La beata Teodora
  7. Le romanzesche avventure di Basilio il Macedone
  8. I quattro matrimoni di Leone il Saggio
  9. Teofano
  10. Zoe la Porfirogenita
  11. Una famiglia della borghesia a Bisanzio nell’XI secolo
  12. Anna Dalassena. Una famiglia aristocratica bizantina nell’XI secolo

Parte seconda

  1. Bisanzio e l’Occidente all’epoca delle crociate
  2. Anna Comnena
  3. L’imperatrice Irene Ducas
  4. Le romanzesche avventure di Andronico Comneno
  5. Un poeta di corte nel secolo dei Comneni
  6. Principesse d’Occidente alla corte dei Comneni
  7. Costanza di Hohenstaufen, imperatrice di Nicea
  8. Principesse d’Occidente alla corte dei Paleologhi
  9. Il romanzo di Digenis Akritis
  10. Due romanzi cavallereschi bizantini:Beltandro e CrisanzaLibistro e Rodamne

Autore: SERGIO BERRUTI

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Nicola

Author: Nicola

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